Il blog è comunemente considerato un diario online. Su un diario tracciamo, come un disegno, l’indice di quanto ci passa per la mente, una sorta di visualizzazione grafica di quanto prodotto dallo sfregamento delle nostre sinapsi. “Blog” è difatti la crasi di “web log”: traccia su rete: una traccia telematica di noi stessi. Un’estensione narcisistica del proprio io. Il primissimo blog vede la luce ormai dodici anni or sono in U.S.A, in Italia la moda si diffonde rapida come un’epidemia dal 2001 con la nascita delle prime piattaforme che permettono la gestione e la creazione di un proprio spazio online (Splinder, Iobloggo, Blogspot ecc…); questo tipo di tecnologia permette a tutti di possedere un pezzo di rete senza bisogno di specifiche conoscenze html e informatiche.
Il fenomeno porta presto alla nascita di un nuovo articolato universo: la Blogosfera; i blog sono strettamente interconnessi tra di loro, una tribù tecnologica che si legge, si linka, si citano, si odiano e litigano, si conoscono, si innamorano, fanno sesso; un insieme dinamico, una casta esogena.
Blog personali, collettivi, photoblog, corporate blog, blog tematici, blog star, lit-blog, blognovel. Una portata per ogni palato. Poi venne MySpace e ci si chiese se aveva ancora senso tenere dei blog, ma la differenza è sostanziale: un blog ha un contenuto da proiettare (per quanto a volte discutibile), uno Space no: contenutisticamente parlando è la proiezione stessa del vuoto. Poi venne FaceBook, e abbiamo detto addio a Myspace, ormai un cimitero virtuale desolato, che potrebbe essere già oggetto di studio quale elemento di archeologia virtuale. Tutti hanno FaceBook, tutti usano FaceBook: anche Daria Bignardi ha Facebook. Ma i blog resistono: oramai sono un avant- post.o vintage di resistenza avantpop.
Di seguito qualche nome, qualche bellimbusto del web da visitare, qualche piccolo mondo da esplorare: niente blogstar, solo piccoli microcosmi pieni di (dis)umanità.
Upclose dice di lui: “ventiduenne (ormai da anni) romano che ha fatto del cazzeggio una religione. Molti lo considerano una testa di cazzo, ma sempre meglio testa di cazzo che avere la faccia a culo. Avrà fiducia nel mondo solo quando tutti gli esseri umani avran scoperto l’uso del deodorante”.
Un blog che ricorda lo spirito del primissimo lungometraggio di Almodovar (Pepi, Luci, Bom e le Altre Ragazze del Mucchio): sboccato, strafottente, maleducato, cattivo e sgarruppato.
Watkin così si presenta: “Quando ero piccolo da grande avrei voluto fare (in ordine) il muratore, il chimico, il produttore di ombrellini da sole, il documentarista, l’ornitologo, lo psichiatra, l’oculista, l’egittologo, il chirurgo estetico, il regista, il grafico e il mantenuto. Adesso sono uno specializzando di Informatica Umanistica, che come tutte le cose della mia vite è una facoltà né carne né pesce”.
Vintage futuristico al suono di vecchie sgallettate francesi; raffinati post all’ombra della Hollywood Babilonia anni ‘30.
Commodus che, si sente “un corpo assemblato con nastro adesivo nero, figlio illegittimo di Tennessee Williams e Bette Davis. Vorrei avere una vita di celluloide, ma sono l’ostaggio di un 14 pollici”.
Un carosello al color delle arance, ogni post sembra una rubrica pronta per Vanity Fair: automobili, telefoni, tv.
Lord “un giorno mi son fatto coraggio e guardando negli occhi i mie genitori gli ho fatto la fatidica domanda: è vero che non sono figlio vostro? è vero che sono stato adottato? è vero che un principe inglese mi ha abbandonato e voi mi avete accolto come fossi vostro figlio? E loro, sorridendo con il sorriso più caloroso del mondo, hanno risposto: no, sei figlio nostro… E’ solo che te la tiri un sacco”.
Lord è così, un ragazzone romano che gioca a tirarsela un po’. Dove finisce il gioco e inizia la realtà non è dato saperlo.
Stupidboy: “il rimedio contro l’intelligenza”. Ultimamente un po‘ disabitato, ma spulciando per bene nei post passati vi sembrerà di muovervi come in un sottobosco fatato abitato da fatine pornografiche e minipony dai colori acidi e cangianti. Suggestioni oniriche e truci.
OttoVolanteLiala:: un diario che ci racconta sonni, risvegli e torpori sullo sfondo di una Milano vista attraverso le ciglia chiuse e percorsa in punta di piedi.
Spora Von Paris: “Quando si parla di me ci sono tre temi: twelve, cancro, bionda. Sappi però che il twelve ovviamente è quello che tira di più. Io in realtà ho creato il blog per la prevenzione contro il cancro dopo averlo avuto io stessa: fa sempre più effetto vedere scritto “pap test” (http://www.sporablog.com/a-gambe-larghe/) sulle tette di una bionda che su un volantino della ASL”.
Atena Glaukopis: A. è un ragazzo alto alto, ha capelli chiari e occhi color del mare: prima duro e poi, un attimo dopo, stanco, come un cane randagio, di quelli che non sai se ti ispirano più tenerezza o voglia di rifilargli un calcio negli stinchi.
Un blog disseminato di petali e di vetri aguzzi: attenti a dove mettete i piedi.
SuperQueen: lei è in assoluto l’insegnante di inglese che tutti voi avreste volute avere! Nel suo blog scrive con perizia e contaminazione delle sue passioni: la moda innanzi tutto, ma non solo, la musica, il cinema, la fotografia, l’arte… Un blog che è un rotocalco arguto e fresco sullo stile e le sue pieghe.
Insy Loan e lo stato delle cose: “Beh, se Valeria Marini dice di essere timida non vedo perché io, contrariamente alle apparenze, non posso dirmi insicuro”.
Quello di Insy Loan è un caso esemplare, e di gran successo, di come un blog possa tramutarsi in un… In un libro! “Alla fine di questo libro la mia vita si autodistruggerà” edito da Rizzoli e svettato rapidamente in cima alle classifiche editoriali.
IngeBlog: Michele Bertocchi alias ingegnerB (il mio nick, o meglio, il mio monicker ). Triestino, vivo a Roma e mi sono inventato il lavoro più bello del mondo.
Michele Bertocchi è un giovane autore e presentatore televisivo: il suo blog è una sorta di bacheca online in cui appunta immagini, spunti, videogiochi e quant’altro transiti sul web.
LORENZO PERONI.

Salvatore Piombino





















spora
23 Jan 2010 - 15:55 - #1macché figata!