
Marco Visinoni torna nella Guida per parlare ancora di David Foster Wallace:
come un elettrocardiogramma del giorno che muore
Chi meglio di te può recensirti, Dave? Rubarti una citazione per raccontarti, dire che questo libro è doloroso e lo è in ogni sua pagina. Ogni pagina fa male, ogni pagina regala almeno un lampo in cui chi legge alza gli occhi al cielo e pensa “io non ci sarei mai arrivato”. E con te non è mai quella sensazione di invidia rabbiosa verso il primo della classe. No, con te è come riconoscere il genio di un musicista d’eccezione. Meglio ancora, il senso di appagamento di fronte a un miracolo della natura, una cascata che piove dal nulla. Così sei tu, Dave. Le pagine divertenti di “Brevi interviste con uomini schifosi” fanno ridere come fa ridere ricevere un commento sarcastico su un difetto che sappiamo di avere. Fa ridere come accettare la malattia dell’uomo contemporaneo. Ci si può ridere sù ma non cancella il problema, pensavi questo vero, Dave? Cazzo, Dave, quanto avrebbe dato chiunque di noi per parlarti un secondo e leggere oltre il getto delle tue mani. Quanto penetri nel profondo e ci fai sentire ancora più dispersi, nell’impossibilità di comunicare. Niente va meglio dopo averti letto, resta soltanto il bambino che chiede al padre quale lezione trarre da tutto questo e il padre che gli risponde “l’unica lezione è che non puoi insegnare a un porco a cantare”. Sadico, Dave. Sadico e masochista. Come un criceto che getta un fiammifero nel suo letto di cotone, correndo sulla ruota mentre le fiamme salgono a trafiggerlo, la sensazione che sia tutta colpa sua, che l’abbia cercato con tutte le sue forze e che allo stesso tempo sia solo una vittima. Vittima, carnefice. Insiemi di lettere in un mondo spietato.
MARCO VISINONI

Salvatore Piombino








