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Dumbland di David Lynch (2005)

Dumbland è un esperimento genuinamente onnicomprensivo. Un’antologia lynchiana redatta rapidamente su un fazzolettino di carta mentre si parla al telefono, rigorosamente poggiato vicino a una[...]

Dumbland di David Lynch (2005)

Dumbland è un esperimento genuinamente onnicomprensivo. Un’antologia lynchiana redatta rapidamente su un fazzolettino di carta mentre si parla al telefono, rigorosamente poggiato vicino a una lampada dalla luce rossa.

Gli otto episodi – prima pubblicati sul sito web ufficiale di Lynch e poi raccolti in DVD nel 2005 – contengono decine di riferimenti all’universo lynchiano e al suo background culturale. Dallo straniamento orrorifico della vita suburbana, agli interni familiari in Dumbland (la terra degli stupidi) David Lynch cita sé stesso: dall’espressione «my teeth are bleeding!» («i miei denti stanno sanguinando!» che ricordano i corti degli esordi (The Grandmother) alle rivelazioni segrete durante un momento di confusione che ricordano quelle di Twin Peaks , e ancora l’episodio La visita di un amico dove ritroviamo il perturbante personaggio del cowboy (Mulholland Drive, The Cowboy and the Frenchman) e l’episodio Zio Bob dove il suddetto parente flatulento ha nientemeno che il nome dello spirito efferato di Twin Peaks.

Gli otto episodi sono stati realizzati per intero da Lynch con l’ausilio del software Macromedia Flash e hanno una grafica semplice e straniante, i personaggi principali: Randy sboccato e rozzo capofamiglia, Sparky il piccolo di casa dalle fattezze di un alieno e la moglie di Randy in perpetua crisi isterica, sono tipizzati e possiedono una vis comica deliziosamente perturbante.

Ancora un’occasione per confrontarsi con il genio del maestro David Lynch e goderne una volta di più le prodezze e divertissment.

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