
Attesissimo dai lettori (ormai collezionisti) è finalmente in libreria Il club dei morti, terzo episodio del fortunato Ciclo di Sookie Stackhouse ripubblicato in Italia da Fazi Editore finalmente con le belle copertine originali.
Con questa nuova incursione a Bon Temps (anche se le avventure si spostano presto a Jackson, nel Mississippi) Charlaine Harris porta avanti il lavoro di espansione del suo universo narrativo. Se in Morti viventi a Dallas avevamo appreso dell’esistenza di altre creature sovrannaturali: mutaforme, mannari, nani dotati di proprietà taumaturgiche e menadi, in questo nuovo episodio si tende ad approfondire la gerarchia sociale del sottobosco mitico non ancora venuto alla luce (negli Stati Uniti di Harris solo i vampiri hanno svelato la propria esistenza agli umani), una sorta di proletariato al servizio degli aristocratici succhiasangue maggiormente portati per le attività intelletuali e economiche.
In questo nuovo episodio Bill Compton parte per un’oscura missione per conto della Regina della Louisiana lasciando Sookie sola a Bon Temps. Non passa molto tempo che la giovane telepate e cameriera del Merlotte’s (niente Sam in questo episodio!) si renda conto dell’abbandono di Bill poi confermatole da Eric. La combriccola si sposterà presto a Jackson in Mississippi sulle traccie di Bill probabilmente detenuto nel palazzo di Russel Edginton il re del Mississippi. Con l’aiuto del lupo mannaro Alcide Harveaux Sookie riuscirà a rintracciare il suo ex compagno ma niente sarà più come prima.
Impossibile non notare la virata della rubizza autrice verso lo stile rosa, femminile ed erotico. Harris strizza maggiormente l’occhio alle lettrici in questo nuovo episodio focalizzando la narrazione sulle sensazioni prettamente di genere di Sookie (quasi al limite del petulante…). I personaggi maschili sembrano tratti dalla copertina di un romanzo per signore: è tutto un guizzare di pettorali, tricipiti, un tripudio di lingue e polpastrelli come nella migliore tradizione rouge. Alcide il licantropo, Eric il vampiro vichingo e Bill si contendono le grazie di Sookie in gioco forse troppo lezioso e forzato, un parziale deterrente all’originalità della costruzione sociale operata da Harris.
Da queste parti si ama ad esempio ogni confronto fra il genere umano e le creature sovrannaturali, la forzatura e il ribaltamento sociale derivato dall’ingresso dei vampiri nel tessuto sociale: la scellerata Chiesa del Sole, i vampirofili, i drogati di “V” il sangue dei vampiri, ed è esclusivamente per questi elementi che si continua ad amare il Ciclo di Sookie Stackhouse e la sua carica immaginifica.

Salvatore Piombino








