Italian Cowboys di Davide Lisino (2008)

Chi ha detto che la narrativa italiana non sa più essere immaginifica e genuinamente avantpop? Lo dimostra perfettamente il meraviglioso Italian Cowboys di Davide Lisino pubblicato nella collana “a[...]

Italian Cowboys di Davide Lisino

Chi ha detto che la narrativa italiana non sa più essere immaginifica e genuinamente avantpop? Lo dimostra perfettamente il meraviglioso Italian Cowboys di Davide Lisino pubblicato nella collana “a tempo” Quindicilibri di Fandango, diretta da Alessandro Baricco e Dario Voltolini.

Il romanzo è un delirio parossistico e spassosissimo. Un loop ironico ben calibrato, un plastico viaggio attraverso la Valle d’Aosta anticipato dalla frase in quarta di copertina «Più che un western è un northern» che inizia il lettore all’universo citazionistico decostruito e riassemblato con maestria da Davide Lisino.

Il protagonista Sergio Ventura sembra essere uscito da un un romanzo di Lansdale finito per caso a lavorare a Torino: cinico, caustico, pelato e pieno di problemi. Il nostro finisce per caso in una rissa dove conosce Giovanni Rossi alias Joe Cowboy attore porno non certo brillante ma buono e coraggioso. La compagnia di sdrucite icone avantpop si completa con Clara la governante di Joe: una lolita invecchiata a metà fra una sciura da balera e la protagonista di un film di Guy Ritchie.

I tre finiranno a indagare sul caso di una persona scomparsa incontrando sul loro cammino mafiosi nani, una banda di motociclisti con quartiere generale al PUNTO ZERO (!), pupe da sballo e insegumenti hard boiled in un continuo rimando citazionistico all’universo pulp, qui straordinariamente traslato da Davide Lisino in Italia con risultati straordinari e di sicuro effetto.

In definitiva una prova atipica, straniante e godibilissima. Tutta da recuperare.

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