L’insostenibile leggerezza di Mariah Carey

Mariah Carey ha talento ma poco gusto: questo il succo di un vecchio articolo pubblicato in occasione dell’uscita di una sua raccolta di remix. Questa è un po’ la drammatica fortuna di Mariah che, [...]


Mariah Carey ha talento ma poco gusto: questo il succo di un vecchio articolo pubblicato in occasione dell’uscita di una sua raccolta di remix. Questa è un po’ la drammatica fortuna di Mariah che, in questi suoi vent’anni di carriera, l’ha portata a infrangere record di vendite e di classifiche ma che, probabilmente, non riuscirà a consacrarla alla Memoria. Cosa resterà di Mariah? La leggenda di una voce bella come poche, usata per pezzi spregiudicatamente pop spesso inutili come pochi altri (Dreamlover, Touch My Body).

In verità Mariah ha prodotto e scritto pezzi molto buoni (My All/Stay Awhile Remix, Thank God I Found You Remix, Do You Think Of Me, Breakdown) poco o per nulla conosciuti rispetto ad altre sue celeberrime hit quali My All o Honey, comunque ottime.

Tutti si ostinano però a prenderla troppo sul serio, e a credere che ormai sia solo la vamp viziata non proprio sempre in forma, una sorta di versione americana della nostrana Tina Cipollari; Mariah come prima cosa è però un cervello funzionante, che ha saputo sopravvivere all’interno dell’industria discografica in una continua evoluzione che l’ha portata alla creazione di un songsbook ritagliato su misura per se stessa. Durante la sua lunga carriera ne ha sbagliate ben poche, destreggiandosi tra crossover hip hop, powerballad scuoti budella e remix dance per infiammare i dancefloor.

Mariah è uscita qualche mese fa con Memoirs of an Imperfect Angel, il suo album più bello da dieci anni a questa parte: per lanciarlo ha scelto le canzoni più brutte dell’album (Obsessed e I Wan to Know What Love Is) le uniche però abbastanza radio frendly. L’album è stato un flop.

Il disco gode di una produzione unica che lo rende un prodotto di concetto, almeno nelle intenzioni, e il risultato pare più che buono. Non ho cognizione di quanto questo sia voluto dato che The Dream, produttore e hitmaker tra i più quotati della nuova generazione (ricordiamo tra i suoi prodotti quella smash hit che fu Umbrella), l’ha definito come un greatest hits di diciassette tracce, quando di hit in verità non se ne vedono molte. Meglio.

Arrivando da E=Mc2, il precedente e deludente lavoro di Mariah, questo disco risulta distante da quanto fatto prima in maniera davvero molto forte: a questo giro c’era qualcosa da dire sia a livello di idee che di contenuti. Mariah giunge quasi al new soul con questo capitolo, cosa che ben fa sperare per le sue opere future.
Se con Obsessed (il singolo di lancio) c’era da urlare al disastro, tutto il resto del disco ci smentisce.
L’album è molto triste in verità, anche i mid-tempo hanno un retrogusto amaro e la nostalgia pervade le varie tracce, a volte con un’aria sognante. I punti forti di quest’album sono l’atmosfera a volte cupa e lirica, e la voce di Mariah, che torna a cantare non più dal pozzo in cui si era rinchiusa per E=Mc2, ma bilanciando sospiri a note basse e improvvisi slanci verso l’alto. Candy Blig viene promossa traccia migliore della tracklist: la The Way We Were 2010.010. Segue a ruota HATE U che presenta per Mariah nuovi colori e nuovi sound: emozionante. Languishing altrettanto sentita e coinvolgente, leggera e dolente come un petalo di giaggiolo. Tra gli up/mid tempo Standing O ha un testo particolarmente pungente e un’ironia sfregiante.
Mariah si appresta ora a pubblicare dell’album una versione remix (due cd, uno con remix Rnb/Urban e l’altro con remix dance) lanciandola con due singoli, tra cui la divertentissima Up Out Of My Face Mariah anni fa, per l’uscita dello schizofrenico Rainbow, s’era inventata un alter ego: Bianca, mora e arcigna famme fatale molto divertente. Forse sarebbe l’ora per Mariah di andare in pensione e dare spazio a Bianca, per muoversi liberamente in campi musicali fino ad ora ignorati; la sua visione musicale rimane ad oggi limitata alla ricerca di pezzi da classifica, e questo tarpa senza dubbio l’indubbia creatività e intelligenza melodica.

Bianca della classifica se ne fotterebbe.

LORENZO PERONI.

foto della sexy cantante Mariah Carey

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