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I cani là fuori di Gianni Tetti

Incontrare opere narrative - online o su carta stampata - che dimostrino attitudine e affinità con la sensibilità avant-pop in Italia è compito assai difficile, esso trova soddisfazione nel momento in[...]

I cani là fuori di Gianni Tetti

Incontrare opere narrative - online o su carta stampata - che dimostrino attitudine e affinità con la sensibilità avant-pop in Italia è compito assai difficile, esso trova soddisfazione nel momento in cui - con stupore e successivo entusiasmo - ci si confronta con editori che in maniera programmatica si dedicano alla ricerca di oggetti narrativi mutanti, spiazzanti e per questo godibilissimi come nel caso di NEO. Edizioni che accoglie così gli internauti nel suo sito web: Puntiamo a raccogliere un ventaglio di idee provocatorio e caoticamente organico capace di approdare ad un’offerta editoriale che incarni il marasma universale. .

Ed è proprio di NEO. la raccolta di racconti (una forma che si è riaffermata nell’ultimo decennio come paradigma di creatività e avanguardia) I cani là fuori di Gianni Tetti - autore impegnato anche in campo seriale e cinematografico - che prendiamo oggi in considerazione per le interessanti suggestioni avantpop.

Nonostante l’ambientazione sia sarda - Sassari come confermato dall’autore, ma non solo - è chiaro sin dal primo racconto che l’attitudine alla costruzione/decostruzione dell’immaginario pop operata Gianni Tetti porterà al confronto e al riconoscimento di tutta una costellazione di figure, stilemi e sensazioni tipiche della migliore cultura pop: dal pulp allo straniamento artificiale, dal surrealismo ala metanarrazione.

Lo stesso titolo I cani là fuori sembra rievocare l’immagine invisibile di Rabbia di Chuck Palahniuk dove gli ululati lontani dei coyote riempivano la notte mettendo in uno stato di insicurezza e agitazione personaggi e lettore. Anche qui la notte avvolge viscosa le vicende dei personaggi incubandole quasi in maniera organica e claustrofobica.

Ci troverete killer disincantati, scrittori-sfruttatori, geek innamorati e pronti a tutto, delitti suburbani degni di un episodio di Desperate Housewives, disperati abitanti di condotti d’areazione e tanto altro in un crescendo esponenziale di immaginari e territori - anche geografici - di riferimento.

Interessante come i racconti de I cani là fuori siano così lontani dagli stilemi triti e ritriti di tanta narrativa italiota attuale. Concorde con la nuova attitudine globale del mercato letteratio Gianni Tetti riesce a dialogare con i propri modelli letterari e cinematografici - da Lansdale a Tarantino passando per l’oriente - proponendo la sua godibilissima visione della letteratura.

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