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Mark Amerika: l'autore del Manifesto Avant-Pop

«Nella mia mente parole, immagini, flussi video, colonne sonore in Mp3 e mondi narrati in 3 dimensioni sono tutte variazioni della testualità elettronica». Già da questa citazione è possibile[...]

Mark Amerika

«Nella mia mente parole, immagini, flussi video, colonne sonore in Mp3 e mondi narrati in 3 dimensioni sono tutte variazioni della testualità elettronica». Già da questa citazione è possibile comprendere la poetica di Mark Amerika e gran parte del lavoro che ha compiuto negli ultimi decenni per portare gli autori che hanno dimostrato sensibilità Avant-Pop nella rete.

Il Nostro è un autore e un artista che ha conseguito il suo Master of Fine Arts alla Brown University dando presto alle stampe due romanzi divenuti nel tempo dei veri e propri cult: The Kafka Chronicles e Sangue Sessuale (pubblicato in Italia da Shake) per poi dedicarsi alla net art con l’obbiettivo di espandere il concetto di scrittura in stretta relazione ai nuovi e nuovissimi media. I due siti web realizzati da Mark Amerika e dai suoi collaboratori per conseguire questo obbiettivo sono Alt-X e il Gammatron Project. I due siti web coinvolgono diversi istituti di ricerca universitari americani e sono un insieme di brani originali e interviste con tutti gli autori principali, il Manifesto Avant-Pop, una rivista di letteratura sperimentale on-line. Non mancano un’ampia sezione dedicata al dibattito interno intitolata “In Memoriam to postmodernism: essays on the Avant-pop” e un articolato ipertesto realizzato da Mark Amerika che riflette su tutti i temi che hanno a che vedere con la cyber-letteratura.

Mark Amerika - ora insegnante di Arte e Storia dell’Arte all’Università del Colorado a Boulder - ha favorito la connessione degli scrittori Avant-pop con la rete Internet ridefinendo il concetto stesso di letteratura. Come abbiamo già visto nel Manifesto Avant-Pop secondo Amerika la rete non solo favorisce un rapporto autore-lettore più diretto e interattivo, ma stimola la formazione di network di artisti radicali, relegati precedentemente dall’industria editoriale (di cui Amerika tende sempre a sottolineare il carattere affaristico ed economico) in microcomunità di nicchia, scarsamente visibili dal grande pubblico. Infine - fondendo testo, grafica e suoni - gli “ambienti narrativi multimediali di pubblico dominio” costruiti da Amerika e dai suoi collaboratori consentono molti percorsi di lettura intaccando la visione classica dell’artista come creatore solitario e originale.

Ronald Sukenick intervista Mark Amerika, in occasione dell’uscita di Kafka Chronicles per la Rocky Mountain Writers Series:

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