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Joe Dallessandro Gallery

Joe Dallesandro, celebre al grande pubblico per la sua bellezza fisica, per le sue apparizioni di nudo nei film e per la sua bisessualità apertamente dichiarata, è stato il primo vero sex symbol[...]


Joe Dallesandro, celebre al grande pubblico per la sua bellezza fisica, per le sue apparizioni di nudo nei film e per la sua bisessualità apertamente dichiarata, è stato il primo vero sex symbol maschile del cinema mondiale inteso apertamente come possibile oggetto di desiderio sessuale (un ruolo riservato prima di lui solo alle apparizioni femminili).

Ebbe cadute nella droga che lo portarono a procurarsi il denaro posando (come “Joe Catano”) per foto di nudo (celebri quelle di Bruce of Los Angeles e quelle della Athletic Model Guild, per la quale girò anche un filmino). In quel periodo andava a letto con gli uomini - avrebbe dichiarato più tardi - “perché riuscivo a gestirli meglio”.

Nell’intervista girata e inserita nel cult movie Beefcake Joe ha dichiarato che sentiva che coloro che lo fotografavano nudo gli “rubavano l’anima”, sebbene oggi sia contento di avere foto che lo ritraggono al culmine della bellezza fisica.

Era il 1967 quando Dallesandro seguendo il consiglio del suo pusher si recò nell’appartamento in cui Andy Warhol e Paul Morrissey stavano girando il film The Loves of Ondine. Leggenda narra che Costoro lo inserirono nel cast dopo che Joe ebbe dato un pugno a Morrissey che aveva allungato troppo le mani.

Vera o falsa che sia tale leggenda, Dallesandro ovviamente fu la scelta più “logica” per la parte del giovane prostituto protagonista del film Flesh, dove apparve in numerose scene di nudo, compresa quella, diventata celebre, che lo presenta nel letto ad apertura del film. Fu così il primo uomo a diventare una figura celebre nella cultura popolare per la bellezza del suo corpo nudo. Fu anzi, senza dubbio, in gran parte per la bellezza statuaria di Dallesandro che un film underground come Flesh divenne inaspettatamente un cult assoluto in tutto il mondo (in Italia i dialoghi furono tradotti dallo scrittore Alberto Arbasino), e Dallesandro divenne una delle più note icone della Factory warholiana.

Joe ha avuto una lunga carriera, apparendo in numerosi film, a iniziare da quelli di Warhol Lonesome Cowboys - Cowboy solitari, Trash - I rifiuti di New York, Calore, Dracula cerca sangue di vergine… e morì di sete!!! e Il mostro è in tavola… Barone Frankenstein, di Warhol, anch’essi diretti da Morrissey. Gli ultimi due furono girati in Europa e, dopo il completamento di queste pellicole, Dallesandro decise di non fare ritorno negli Stati Uniti e continuò a interpretare film in Francia ed in Italia per il resto del decennio, vivendo fra l’altro anche a Roma, e tornando negli Usa solo negli anni ottanta, inseguito dagli strascichi di una brutta storia di traffico d’eroina ma, soprattutto, a causa della morte del fratello.

Fra le sue interpretazioni successive, quella di Lucky Luciano nel film Cotton Club di Francis Coppola. È apparso anche in Cry Baby di John Waters.

Immagini dell’icona assoluta Joe Dallessandro, modello e attore feticcio della factory di Andy Warhol

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