
qui nella Guida ci siamo occupati di poesia. L’abbiamo citata nelle sue forme sperimentali con la traduzione del Manifesto Avant-Pop di Mark Amerika ma non ci siamo ancora occupati di indagare gli esiti della poesia avantpop tout court.
Iniziamo quest’oggi con il volume La mia Waterloo Ventricolare del poeta Roberto Di Egidio pubblicato da NEO. Edizioni. Il volume è suddiviso in tre sezioni: Cefali, Il sesso, l’odio, l’amore e la mancanza, A (la più avantpop), Haiku in versi liberi. I componimenti - nonostante la suddivisione di istanze e referenti sia definita in maniera chiara ed elegante – possiedono uno stile unitario, originale e spassosissimo e si muovono tra una rappresentazione dell’organico a metà fra il primo Cronenberg e Michael Gondry («con un manipolo di acari coraggiosi/ accampati nei miei alveoli polmonari»), un punto di vista ‘abbassato’ all’infanzia (ad esempio la poesia Noi bambini) e una miriade di riferimenti culturali deliziosamente pop: dalla Waterloo del titolo al fungo atomico (vera icona della popular culture novecentesca), da Bo e Luke del serial Hazzard a Buster Keaton (il componimento che personalmente preferisco) e ancora Peter Townsend, Che Guevara, Leopardi, Demetrio Stratos, Ungaretti, Goldrake, Calvino, Ringo Starr, Robert Johnson, Wittegenstein. Nei titoli ogni nome è scritto in minuscolo a ribadire la natura materica, plastica e pop di cui esso è composto. Natura che nel componimento si esplica attraverso una serie composita di immagini decostruite, citate e rielaborate.
Sfizioso e interessante l’uso che Roberto Di Egidio fa della forma poetica dell’haiku già di perse caustica elegantissima ed evocativa. Ne La mia Waterloo ventricolare l’haiku è uno strumento di captazione visiva e sensoriale, uno dispositivo analogico ed emozionale (ma mai emotivo): «un tipo dagli occhi rossi/ a sedare una rissa di giorno/ tra ubriachi di notte» o ancora «torrenti in piena/ scorrono sul tuo volto/ solchi appassionati»).
In definitiva quello di Roberto Di Egidio è un volumetto sperimentale, godibilissimo e ricco di suggestioni in un’edizione formale e materiale decisamente ineccepibile.

Salvatore Piombino








