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Le Iene di Quentin Tarantino (1992)

Chi non ricorda l’inizio del cult movie Le iene in cui Mr. Brown fa l’esegesi del brano Like a virgin di Madonna? Chi non ha amato alla follia i dialoghi serrati fra i protagonisti, la[...]

Le Iene di Quentin Tarantino (1992)

Chi non ricorda l’inizio del cult movie Le iene in cui Mr. Brown fa l’esegesi del brano Like a virgin di Madonna? Chi non ha amato alla follia i dialoghi serrati fra i protagonisti, la coolness del completo nero-camicia-bianca-cravatta nera dei protagonisti e chi infine non ricorda la scena in cui il disturbatissimo Mr. Blonde taglia un orecchio a Marvin?

Domande retoriche queste perché a distanza di anni – la pellicola uscì nel lontano postmodernissimo 1992 – Le iene continua a rappresentare per la critica cinematografica (quanto per quella letteraria) un cardine imprescindibile per la comprensione di un certo modo di fare cinema: avantpop, creativo, dalla solida base formale e immaginifica.

Quentin Tarantino debutta nel cinema realizzando la sua versione di Rapina a mano armata in cui la narrazione ruota intorno a una rapina (che non vedremo mai) e agli effetti della stessa sul gruppo di malviventi in black suit. Attorno all’evento fuori campo Tarantino costruisce un universo composito, deliziosamente pop in cui il crimine incontra la everyday life suburbana e musica e cinema si diluiscono in dialoghi, azioni e intenzioni.

Le iene – già prima di Pulp Fiction – contiene stilemi e direzioni che faranno letteralmente scuola per tanto cinema (e mi ripeterò: narrativa) a venire, per la verità non sempre con risultati all’altezza: humor nero, tempo del racconto decostruito, riferimenti alla popular culture, al noir inteso come genere e immaginario, alla Nouvelle Vague (principalmente Godard).

Nota particolare merita la citazione - mai mera e fine a stessa ma letteralmente venerata - che qui si materializza in un continuo gioco alla riedizione: i completi neri richiamano The Blues Brothers e il finale di A better Tomorrow II di John Woo, la scena più violenta del film in cui lo psicopatico Mr.Blonde taglia l’orecchio a Marvin richiama sia Milano Calibro 9 di Fernando di Leo che The Shogun Assassin di Kinji Fukasaku ma moltissimi altri riferimenti possono essere recuperati - e lo sono stati - da cinefili e appassionati sparsi per il globo.

Le iene – amatissimo in Europa e riconosciuto come pellicola rivoluzionaria al Sundance Film Festival – sancisce un nuovo inizio, “un domani migliore” e spasossimo per l’arte cinematografica. Oggi, dopo Bastardi senza gloria, possiamo ben dire che Quentin Tarantino continua – con successo e inventiva – a mostrare le nuove direzioni del cinema migliore.

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