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Fenicotteri in orbita di Philip Ridley (1990)

La raccolta suburbana e perturbante di Philip Ridley Fenicotteri in orbita ci conduce in un universo plastico, lascivo e doloroso. Perché dei bambini non si sa niente.

Fenicotteri in orbita di Philip Ridley (1990)La penna di Philip Ridley si muove nei territori del perturbante e dello straniante, la sua è una fascinazione suburbana che cresce e si nutre del terriccio sporco di sangue sotto le begonie di Bree Van De Kamp, striscia nei vialetti di Peyton Place e fra i cassonetti della differenziata di Serial Mom. La sua raccolta di racconti Fenicotteri in orbita è certamente figlia del sobborgo londinese Bethnal Green dove Ridley continua tuttoggi a vivere e dove lavora ai suoi innumerevoli progetti (cinema, pittura e letteratura), i personaggi da lui raccontati vivono nel minimalismo morale tipico della zona suburbana, sono madri, zie e nonne piene di bigiotteria dalle acconciature scolpite dalla lacca, padri violenti e talmente virili da risultare camp agli occhi del lettore, bambini intenti a perdere la propria innocenza per le strade del quartiere e loschi outsiders da stigmatizzare ed epurare.

Ridley abituato da tempo ad avere successo (proprio come Clive uno dei protagonisti del racconto Continuità che chiude la raccolta) sia nella pittura che nel cinema sceglie la forma breve del racconto canonico per costruire pezzo dopo pezzo il suo immaginario. Leggendo i racconti di seguito si ha spesso la sensazione di aver solo cambiato il punto di vista – ad esempio dal basso del bambino affascinato dalla sessualità adulta all’alto dell’adulto incapace di comunicare con la propria moglie o madre – e di stare ossorvando l’opera appesa al muro solo da un’altra parte della stanza. I piani temporali, in genere due: passato-infanzia-potenzialità-purezza e presente-età adulta-atto-orrore, si scambiano continuamente e con rapidità all’interno della stessa pagina, creando paragrafo dopo paragrafo un gap immaginifico e deliziosamente avant-pop costruito sulle sensazioni appena acquisite dal lettore messe immediatamente in discussione se non tradite del tutto.

La perdita dell’innocenza è raccontata da Ridley con naturalezza e grande capacità narrativa, si materializza nella violenza degli atti e delle intenzioni, nella menzogna più vigliacca tanto quanto nel sangue e nella carne tumefatta e ricoperta di ecchimosi. Non è un approccio organico quello di Ridley che punta più sulle sensazioni (il tatto ma soprattutto la vista) per costruire una rete pericolosissima fatta di attrazione sessuale - il più delle volte sterile e ancora una volta camp - pronta a trasformarsi in odio e in pavida e silente vendetta.

In definitiva Fenicotteri in orbita è una piccola e imperdibile perla avant-pop, riproposta da Salani in un’edizione curata ed elegante (la prima edizione italiana è del 1995 nella collana «SuperTrend» di Mondadori).

DATI:

Philip Ridley
Fenicotteri in orbita

Salani
13 €

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