La moda al cinema: The September Issue e Valentino The Last Emperor

I due film comici più riusciti degli ultimi 10 anni sono due documentari; e sono due documentari che ci parlano del mondo della moda. Ovviamente lo fanno in modo serio, ci mancherebbe, ma gli effetti[...]

The September IssueI due film comici più riusciti degli ultimi 10 anni sono due documentari; e sono due documentari che ci parlano del mondo della moda. Ovviamente lo fanno in modo serio, ci mancherebbe, ma gli effetti comici non possono che essere deflagranti in questo contesto a dir poco surreale dove per una paillettes si potrebbe perfino finire con un coltello piantato in gola.

In The September Issue, opera premiata come miglior documentario al Sundance 2009, seguiamo, nei mesi che precedono l’uscita del numero di settembre di «Vogue» America, quella che viene definita la donna più potente degli Stati Uniti d’America: Anne Wintour, che dietro gli occhiali widescreen nasconde due occhietti tristi ma furbetti. Tutto ruota attorno al famigerato September Issue, il numero più importante per la rivista di moda, il punto centrale e nevralgico della pubblicazione, poiché ogni anno, per la moda, settembre è il nuovo Zero, il nuovo inizio: nel numero di settembre di detta legge per quelle che saranno le nuove tendenze, di pronunciano sentenze di vita e di morte.

La vera rivelazione di questo lavoro è però è Grace Coddington, il direttore creativo della rivista, e nemesi di Anne. La fulgida rossa dopo un’iniziale carriera da modella proprio per «Vogue» stroncata da un incidente automobilistico si reinventa editore per la rivista, e da orma vent’anni ne è una colonna portante, in perenne scontro con la Wintour. Se quest’ultima è algida e non lascia mai trasparire un sussulto, la Coddington d’inverso è perennemente in subbuglio, agitata, depressa, aggressiva, volgare e irrefrenabile.

Valentino The Last EmperorSembran due figure create dagli sceneggiatori un serial tv; come Garavani e Giammetti, i protagonisti di Valentino The Last Emperor, altro documentario che ci catapulta nel mondo della moda, sebbene in un altro girone; se in The September Issue vediamo come funzionano i piani alti della redazione della più influente rivista di moda del mondo, laddove si decide cosa lanciare tra ciò che stilisti e creativi sfornano dai loro atelier, in quest’altra pellicola invece assistiamo alla preparazione di una collezione di alta moda dell’ultimo couturier del mondo: Valentino. In questo caso il documentario è molto interessante, al di la di tutte le scenate di Valentino che litiga con Giammetti, con le sarte, con i parrucchieri e chiunque gli capiti sotto tiro («di fronte a me devono inginocchiarsi tutti!, tutti!»), per la presentazione del problema economico alla base dell’evoluzione della Maison (tema e problematica completamente ignorata invece in The September Issue, che per questo in confronto sembra una puntata di Ugly Betty, ma più surreale).

Il documentario segue e segna difatti l’ultimo atto dalla straordinaria carriera di Garavani, la cui casa di moda acquistata dai Marzotto gli viene fetta per fetta tolta di mano, vedremo quindi come dopo le celebrazioni per il 45° anniversario della propria carriera (con feste faraoniche e retrospettiva iconica all’Ara Pacis) Valentino si dimetterà prima di essere licenziato. Valentino licenziato dalla sua stessa casa di moda… Oltre il surreale, eppure possibile.

Queste dinamiche ci danno gli indizi per una rapida e superficiale riflessione su un’industria, quella della moda, le cui regole oggi sono quanto mai cambiate; un’industria che in fondo è sempre stata accusata di vendere il nulla ora, per assurdo, non ha più nulla da vendere.

LORENZO PERONI.

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