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Antropometria di Paolo Zardi (2010)

Ammiro molto il lavoro di ricerca svolto dalla Casa Editrice NEO. di Coscioni e Biasella. I due editori sono già da qualche tempo impegnati a proporre un catalogo di opere spiazzanti, irriverenti,[...]

Antropometria di Paolo Zardi (2010)Ammiro molto il lavoro di ricerca svolto dalla Casa Editrice NEO. di Coscioni e Biasella. I due editori sono già da qualche tempo impegnati a proporre un catalogo di opere spiazzanti, irriverenti, umbratili e per diversi aspetti sperimentali. Rientra in questa visione anche il libro di racconti (libro, non mera raccolta per accostamento orizzontale) di Paolo Zardi Antropometria. Ognuna delle sedici storie narrate possiede più di un rapporto intertestuale con gli altri racconti, legame che viene messo in evidenza solo in alcuni di essi ma che in realtà permea tutto il libro. Si tratta di una sensibilità comune e di una progettualità autoriale: i racconti sono scritti in uno stile certamente mainstream nel senso contemporaneissimo del termine: sono accessibili, narrati in terza persona, compiuti (interessante in questo senso la discussione metaletteraria del racconto Parlami dei finali) ma tutto ciò non è che uno specchio da luna park, un trabocchetto che Paolo Zardi utilizza per condurre il suo lettore in un universo metafisico, perturbante, spesso grottesco e ferino.

La rappresentazione della psiche umana in racconti riuscitissimi come Non accade per amore (la messa in scena di un tradimento e della sua espiazione) e Cellule (ironico e drammatico affresco in interni del rapporto fra una donna ammalata e il suo compagno) sembra essere per Zardi la dimensione ideale, più sincera e esemplare che nell’esperimento di intertestualità sociale operato con Sei minuti e Sesto Stato.

I più vicini alla sensibilità avantpop (e a mio avviso i migliori) sono i racconti Non del tutto non per sempre e l’agghiacciante Il giardino incantato. Nel primo – permeato da echi kafkiani quanto lynchiani – un uomo è costretto a osservare la corruzione estetica della perfetta superficie – intesa come pelle, tegumento quanto immagine emotiva e sociale - della propria moglie, nel secondo Zardi ci accompagna nei meandri psichici e morali di un pedofilo, una confessione agghiacciante, semplice e dolorosa e per questo da brivido.

Rimaniamo in attesa di una nuova prova narrativa di Paolo Zardi. Magari del romanzo della cui stesura si fa cenno in Parlami dei finali.

DATI:

Paolo Zardi
Antropometria
NEO.
13,00 €

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