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Scontro di Sciamani: My son, my son, what have ye done?

Andrea Bruni parla di My son my son what have ye done? Progetto cinematografico d'eccellenza che vede alla regia Werner Herzog e alla produzione David Lynch.

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C’erano una volta due Sciamani, bellissimi nella loro conquistata vetustà. Il primo, cresciuto fra le nebbie di Caspar Friedrich (o di Kaspar Hauser?) aveva trovato il proprio “locus amenus” nel campo del documentario, lasciandosi accarezzare dalle affusolate mani di Fata Morgana. Il secondo, americano che più americano non si può, si era messo ad allevar conigli antropomorfi e a far previsioni del tempo dietro ad un termofisone. Per quelle alchimie possibili soltanto in un film di Franck Capra sotto mescalina, i due Sciamani si son incontrati, ed è nato My son, my son, what have you done?, irresponsabile gioiello, gemma purissima, se è vero che l’occhio è puro solo allo stato selvaggio, come diceva Breton. I due apprendisti stregoni,manco a dirlo son Werner Herzog, regista del film, e David Lynch, qui nelle vesti di sodale e produttore.

Sarebbe interessante aprire una ampia parentesi su codesta “vacanza americana” del rinato Herzog, visto che ha partorito, in sincopata osmosi, due film immensi: Il cattivo tenente (che c’entra con Ferrara come i Rondò Veneziano han a che fare con Mozart), che rappresenta il primo esempio di (eccitante) “readymade” della Storia del Cinema: una mitopoiesi partorita da un titolo, da un “genere” (scardinato con impeto DADA) e dalla leggenda del proprio autore…E questo My son, my son, what have you done?, ennesima peregrinazione herzoghiana tra le rapide della Psiche ma con il condimento di fenicotteri rosa e raccapriccianti gelatine verdi servite come fossero l’Ambrosia degli Dei… Brad Macallam, il protagonista matricida, è davvero un Profeta Errante al pari di un Fitzcarraldo o di un Don Lope de Aguirre: ma nell’America di Lady Gaga e di Sarah Palin che senso ha esser profeti? Megli seppellirsi di risate a braccetto con colui che il lato putrescente dell’American Way of Life lo ha disseppellito da anni (Velluto Blu) preferendo “sognare” le Icone di Cartapesta di questo novello mondo di Oz… Ed ecco che My son, my son what have you done? svela il suo lato più sorprendente, eccitante: Herzog, senza tradire per nulla le proprie ossessioni, “gioca” a fare David Lynch, a far compenetrar nel proprio mondo gli scarti surreali e perturbanti del papà di INLAND EMPIRE: come se Edward Hopper e Matt Groening avessero realizzato una propria Cappella Sistina con un cincischiato Homer Simpson nei panni di Dio ed una cameriera assonnata in quelli di Adamo.

C’est DADA!!! E che Dio (non ce ne voglia, per la battuta di cui sopra) ci conservi i due Sciamani…

ANDREA BRUNI.

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