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Sacrilegio: le madonne di Francesco Vezzoli a New York

A New York apre le porte la mostra Sacrilegio per la quale Francesco Vezzoli ha trasformato la galleria Gagosian in una cattedrale dove esporre le sue madonne dal volto di top model.

Francesco Vezzoli durante la presentazione della mostra Sacrilegio
L’attitudine spettacolare di Francesco Vezzoli supera il concetto di performance artistica per fondersi con quella più merceologica di show. Un’operazione che vuole decostruire e minare dall’interno le regole, i perimetri e le scelte tipiche della società dello spettacolo attraverso il metodo surrealista mutuato da Salvador Dalì (e dalla sua musa e manager Gala Éluard Dalì) fino a raggiungere una vera e propria méta avantpop, un punto di non ritorno dal regno del Perturbante e dello Spettacolare.

Francesco Vezzoli che vive e lavora a Milano (ma ha studiato alla Central St. Martin School of Art a Londra) si esprime attraverso la pittura, il ricamo e la video-installazione. Memorabile la sua performance del 2009 al fianco di Lady Gaga nel progetto The shortest musical you will never see again al MOCA di Los Angeles, per il quale ha trasformato la presentazione del singolo Speechless in una vera e propria performance artistica assai dramatica e spettacolare.

Per l’occasione Vezzoli radunò una vera e propria factory: le maschere indossate durante il concerto furono realizzate da Baz Luhrmann, i costumi da Miuccia Prada e il pianoforte customizzato da Damien Hirst. Accostamenti che provocano la silente implosione merceologica dell’happening artistico.

Per Sacrilegio Francesco Vezzoli ha invece realizzato - nella meravigliosa galleria di Larry Gagosian a Chelsea - una cattedrale silenziosa all’interno della quale appaiono oniricamente, nella penombra, riproduzioni ricamate di alcune delle più note madonne del Rinascimento italiano i cui volti Vezzoli ha sostituito con quelli delle più celebri top model degli anni Ottanta Novanta: la Madonna di Sandro Botticelli ha il volto ammiccante di Linda Evangelista, la Madonna con bambino di Andrea Mantegna ha invece quello luminescente di Cindy Crawford, la Madonna con bambino di Cima da Conegliano quello di Naomi Campbell e la Madonna di Giovanni Bellini quello di Claudia Schiffer. Tutte le opere sono racchiuse in enormi cornici dorate che sembrano liquefarsi (un dichiarato omaggio a Dalì, Così Vezzoli:«Dalì più di ogni altro affrontò il tema del desiderio sessuale e l’aspetto commerciale dell’arte») come a voler riprendere le lacrime cucite da Vezzoli sui volti delle madonne e dei bambini, lacrime che racchiudono sapide citazioni riguardanti la pop-art, Dada, la letteratura e ovviamente la moda.

Particolare menzione merita il video in cui Titti Guizzi Vezzoli (la madre di Francesco) nelle vesti di una Madonna del Pinturicchio insegna a Gesù a ricucire con ago e filo gli squarci di Lucio Fontana in Concetto Spaziale. La fine di Dio mentre canticchia Dominique il successo di Suor Sorriso, scelta da Vezzoli perché «è stata il primo esempio di pop star internazionale religiosa. […] Grazie alle sue canzoni divenne ricca e famosa, rinunciò ai voti e rinnegò la sua vocazione. Si dichiarò lesbica ed ebbe una vita travagliata prima di morire suicida. Mi sembrava l’esempio perfetto del rapporto tra religione e celebrità».

Sacrilegio sarà alla Gagosian Gallery di New York dal 5 febbrio al 12 marzo.

le madonne dal volto di top model di Francesco Vezzoli
Francesco Vezzoli durante la presentazione della mostra SacrilegioTitti Guizzi Vezzoli, madre di Francesco, come Madonna del PinturicchioCindy Crawford comeMadonna con bambino di Andrea MantegnaKim AlexisNaomi Campbell come la Madonna con bambino di Cima da Conegliano

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