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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Fri, 10 Jul 2009 05:54:04 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>Trascorrere Natale e Capodanno in Cina da Turisti</title>
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	<pubDate>Sun, 25 Dec 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Luna di Giada</dc:creator>
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    <category>viaggio_in_cina_consigli_utili_</category><category>Capodanno-natale-cina</category><category>Natale</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><STRONG>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </STRONG></p>
<p><STRONG>&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </STRONG></p>
<p>&nbsp;<STRONG>Natale e Capodanno in Cina</STRONG></p>
<p>Anche se si tratta di un&#8217;importante festa tradizionale occidentale, grazie alla riforma e all&#8217;apertura della Cina, ora il Natale è anche conosciuto da quasi tutte le famiglie cinesi, che lo considerano una giornata di festa di carattere mondiale. Come negli anni passati, già all&#8217;inizio di dicembre, i cinesi hanno cominciato a fare i preparativi per l&#8217;arrivo del Natale e del Capodanno. Molte famiglie, residenti a Pechino, ivi comprese quelle straniere hanno decorato i loro alberi di Natale nello stile cinese. Il grande negozio di artigianato e belle arti di Wangfujing, nel centro di Pechino, offre vari regali speciali per il Natale e il Capodanno. Una commessa ci ha detto che molti stranieri residenti nella capitale amano acquistare oggetti artigianali tradizionali cinesi. Sì, come ha detto la ragazza, molti stranieri che festeggiano il Natale in Cina amano acquistare regali dai colori cinesi da appendere all&#8217;albero di Natale, come bambole tradizionali di stoffa rossa e nodi con idegogrammi cinesi. Anche le vetrine dei negozi di Pechino spesso sono decorate in parte con l&#8217;albero di Natale e in parte con un grande nodo tradizionale cinese con la scritta &#8220;Fu&#8221;, che significa felicità, oppure compare Babbo Natale con accanto una bambola cinese che fa gli auguri ai passanti. La combinazione tra le culture cinese ed occidentale è una caratteristica del Natale</p>
<p>Chi volesse trascorrere il Capodanno in Cina, deve organizzarsi la vacanza dal 4 all’11 febbraio, ovvero la settimana di festeggiamenti natalizi che ha il giorno clou il 9, l’ultimo dell’anno cinese. Messi da parte vischio e abeti addobbati, preparatevi alla ricerca di alberi di pesco e di aranci nani, di ottimo auspicio soprattutto se i loro fiori sbocciano nelle notti della celebrazione, ma anche narcisi e crisantemi sono di buon augurio, simboli di benessere, salute e abbondanza. Cotechino e cappone sono banditi, visto che i piatti tipici dei primi giorni della luna nuova vengono cucinati ostracizzando la carne rossa e prediligendo pesce e verdure. Bisogna ricordarsi poi di tenersi lontani da forbici, coltelli e scope che espongono al pericolo di tagliare o spazzare via la fortuna. La popolazione locale, infatti, nasconde tutti gli utensili taglienti, mentre espone fuori dalle porte le effigi delle divinità domestiche per ingraziarsi il trascendente. Allo stesso scopo alle statue del dio del focolare vengono imbrattate le labbra di miele, nella speranza che, volando in paradiso per fare il resoconto del comportamento della famiglia sulla quale veglia, abbia solo parole gentili e dolci. Dal 1996 un altro evento decreta il passaggio del tempo e l&#8217;equinozio primaverile, si tratta della Cathay Pacific International Chinese New Year Parade, una notte di colore, fuochi d&#8217;artificio, musica sull&#8217;acqua, lion dance e performance da tutto il mondo attesa per il 9 febbraio da locali e turisti. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
 
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&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Cina : Donne e Laurea.</title>
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	<pubDate>Sun, 25 Dec 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Luna di Giada</dc:creator>
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    <category>cina_news</category><category>istruzione-scuola-cina</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;&nbsp;<STRONG> Per le single cinesi&nbsp; la laurea è uno svantaggio</STRONG></p>
<p>In Cina - eccezion fatta per Hong Kong e Macao, più influenzate dalla cultura europea - l&#8217;età media matrimoniale si aggira intorno ai 23 anni. L&#8217;età massima considerata per il <STRONG>matrimonio</STRONG> è di 25 anni per le donne e 35 per gli uomini. Sposarsi in tarda età è sempre stato considerato una vergogna e una sorta di fallimento in Cina, a causa del retaggio della tradizione confuciana, per cui a 30 anni bisognerebbe aver raggiunto la stabilità. Secondo un recente sondaggio Pechino e Shanghai conterebbero in tutto 250.000 persone non sposate tra i 30 e i 50 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli anni Cinquanta e Sessanta era la politica e non il denaro a influenzare la scelta del partner. Allora come oggi molti <STRONG>matrimoni</STRONG> erano dettati dall&#8217;amore, ma le considerazioni che temperano quest&#8217;affetto sono cambiate e oggi uno stipendio può determinare il destino di un <STRONG>matrimonio</STRONG>. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le donne cinesi, infatti, sono costrette ad affrontare un ulteriore ostacolo nella loro caccia al compagno giusto quando la loro intelligenza è eccessiva o hanno successo sul lavoro. Secondo un popolare detto, &#8221;in Cina ci sono tre tipi di persona: gli uomini, le donne e le donne con la laurea&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante l&#8217;immagine di modernità e apertura mentale che la Cina va pubblicizzando nel resto del mondo, i fatti sono altri. Il 70 per cento delle giovani donne che si rivolgono alle agenzie matrimoniali sono laureate e la maggior parte di loro è costretta a mentire sulla propria educazione se vuole trovare un marito. Infatti 9 su 10 delle donne con un master scelgono di non proseguire gli studi proprio per il timore di non trovare un partner.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da una parte le donne laureate sperano di trovare un uomo dello stesso livello intellettuale se non superiore, dall&#8217;altra gli uomini si sentirebbero in imbarazzo con delle mogli più colte di loro e dovrebbero faticare per dimostrare di essere alla loro altezza. Nonostante le apparenze le vecchie tradizioni sono dure a morire in Cina; agli occhi degli uomini un bell&#8217;aspetto è più importante dell&#8217;educazione, poichè a loro parere più le donne si dedicano alla carriera e più la loro natura femminile scompare</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
 
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In Cina - eccezion fatta per Hong Kong e Macao, più influenzate dalla cultura europea - l&amp;#8217;età media[...]</description>
	
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	<title>Date e folklore delle feste in Cina</title>
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	<pubDate>Sun, 25 Dec 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
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    <category>viaggio_in_cina_consigli_utili_</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Festa di Primavera</p>
<p>La Festa di Primavera o Festa per il nuovo anno e&#8217; la piu&#8217; importante festivita&#8217; del calendario cinese. Si festeggia per le prime due settimane del nuovo anno lunare. Le case e i negozi interamente decorati, costumi, scritte, strumenti musicali a celebrare la ricorrenza, i cinesi intraprendono in questo periodo lunghi e faticosi viaggi. Le celebrazioni terminano con la Festa delle lanterne in cui le strade vengono tappezzate di lanterne multicolore, come dalla tradizione Han.</p>
<p>Festa di Tiancang</p>
<p>Si festeggia nel ventesimo giorno del primo mese lunare. La festa, dedicata a Tiancang, e&#8217; propiziatoria per i buoni raccolti dell&#8217;anno da parte dei contadini cinesi.</p>
<p>Festa della nascita di Guanyin</p>
<p>La divinita&#8217; di Guanyin, probabilmente la piu&#8217; importante della Cina, e&#8217; celebrata, maggiormente nei templi taoisti, il diciannovesimo giorno del secondo mese lunare.</p>
<p>Festa del 4 e 5 aprile</p>
<p>Il Festival Qingming e&#8217; la festa dei morti, il tempo della visita alle tombe degli antenati e delle celebrazioni dei defunti.</p>
<p>Festa delle barche in forma di drago</p>
<p>Il quinto giorno del quinto mese lunare, in giugno o luglio, le gare delle barche in forma di drago vengono organizzate per celebrare il poeta Qu Yuan. Le celebrazioni piu&#8217; famose e spettacolari avvengono a Yueyang nello Hunan e a Hong Kong. Durante la festa viene cucinato per accompagnare le celebrazioni lo zongzi.</p>
<p>Festa lunare</p>
<p>Il quindicesimo giorno dell&#8217;otavo mese del calendario lunare, settembre o ottobre, i cinesi celebrano la luna in una festa nota anche con il nome di Festa della meta&#8217; dell&#8217;autunno. E&#8217; tempo di riunioni familiari con fuochi d&#8217;artificio, lanterne e i celebri Dolci della luna, biscotti con zucchero, sesamo e nocciole consumati con l&#8217;accompagnamento di moutai. Gli stessi dolci vengono preparati in modo leggermente diverso in Hong Kong.</p>
<p>Festa del doppio 9</p>
<p>Il &#8220;9&#8243; e&#8217; il numero associato allo yang, principio dell&#8217;energia maschile. Il nono giorno del nono mese del calendario lunare vengono celebrate le qualita&#8217; associate al principio, quelle dell&#8217;assertivita&#8217; e della forza, oltre che essere il tempo della distillazione delle bevande alcoliche.</p>
<p>Festa di Confucio</p>
<p>La nascita, il 28 settembre, di Confucio e&#8217; celebrata in tutti i templi del confucianesimo. Di particolare interesse una visita a Qufu, nello Shandong, dove, nella patria di Confucio, vengono organizzate importanti ed elaborate cerimonie commemorative.</p>
<p>Date delle principali feste Cinesi</p>
<p><TABLE cellSpacing=1 cellPadding=4 width=650 bgColor=#0000bd border=2><br />
<TBODY><br />
<TR><br />
<TD width=50><STRONG>Anno</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>Festa di Primavera (Capodanno Cinese</STRONG></TD><br />
<TD width=150><B>Qing Ming</B></TD><br />
<TD width=150><STRONG>Festa delle Barche Drago</STRONG></TD><br />
<TD width=150><B>Festa di Mezz&#8217;autunno<br />
(Festa della Luna)</B></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD width=50><STRONG>2005</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>9 febbraio</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>5 aprile</STRONG></TD><br />
<TD width=150><B>11 giugno</B></TD><br />
<TD width=150><B>18 settembre</B></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD width=50><STRONG>2006</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>29 gennaio</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>5 aprile</STRONG></TD><br />
<TD width=150><B>31 maggio</B></TD><br />
<TD width=150><B>6 ottobre</B></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD width=50><STRONG>2007</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>18 febbraio</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>5 aprile</STRONG></TD><br />
<TD width=150><B>19 giugno</B></TD><br />
<TD width=150><B>25 settembre</B></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD width=50><STRONG>2008</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>7 febbraio</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>4 aprile</STRONG></TD><br />
<TD width=150><B>8 giugno</B></TD><br />
<TD width=150><B>14 settembre</B></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD width=50><STRONG>2009</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>26 gennaio</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>4 aprile</STRONG></TD><br />
<TD width=150><B>28 maggio</B></TD><br />
<TD width=150><B>3 ottobre</B></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD width=50><STRONG>2010</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>14 febbraio</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>5 aprile</STRONG></TD><br />
<TD width=150><B>16 giugno</B></TD><br />
<TD width=150><B>22 settembre</B></TD></TR><br />
<TR><br />
<TD width=50><STRONG>2011</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>3 febbraio</STRONG></TD><br />
<TD width=150><STRONG>5 aprile</STRONG></TD><br />
<TD width=150><B>6 giugno</B></TD><br />
<TD width=150><B>12 settembre</B></TD></TR></TBODY></TABLE></p>
 
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	<description>Festa di Primavera
La Festa di Primavera o Festa per il nuovo anno e&amp;#8217; la piu&amp;#8217; importante festivita&amp;#8217; del calendario cinese. Si festeggia per le prime due settimane del nuovo[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>La Musica nel Celeste Impero</title>
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	<pubDate>Wed, 28 Sep 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Luna di Giada</dc:creator>
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    <category>cinema_e_musica</category><category>Musica Cinese- Strumenti  musicali Cinesi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nel Liji &#8220;Memoriale dei riti&#8221;, il sistema musicale cinese viene spiegato in base a 5 gradi fondamentali denominati gong (palazzo), shang (deliberazione), jiao (corno), zhi (prova), yu (ali) e viene fatto corrispondere ad altri &#8220;gruppi di cinque&#8221;, fattori costitutivi e caratterizzanti la vita cosmica e umana. Così, per esempio, secondo tale sistema filosofico-musicale, la nota fondamentale gong (fa) corrisponde all’elemento terra, al punto cardinale centro, al colore giallo, al sapore dolce, al viscere cuore, al numero cinque, alla funzione imperatore ecc. Analogamente la nota shang (sol) rappresenta i ministri; la nota jiao (la) rappresenta il popolo; la nota zhi (do) e yu (re) rappresentano rispettivamente i servizi pubblici e l’insieme dei prodotti; oltre, naturalmente, a ulteriori parallelismi tra ciascuna nota e un elemento, un punto cardinale ecc. </p>
<p>La valenza magica attribuita ai suoni, le loro correlazioni cosmologiche e filosofiche possono spiegare certe peculiarità della musica cinese tradizionale; la sua lentezza e il suo mettere in evidenza la materialità di ciascun suono, come fonte di meditazione filosofica. Il do, come dominante in una composizione musicale, stava a indicare che il pezzo era stato composto per cerimonie sacrificali dedicate al Cielo, mentre la nota re veniva impiegata nelle celebrazioni che riguardavano gli antenati e la primavera. Il sol poteva riferirsi soltanto a brani che concernevano la terra, mentre il la celebrava l’equinozio d’autunno, l’imperatrice e la luna. </p>
<p>Il sistema musicale cinese<br />
Il sistema musicale cinese e i vari problemi tecnici a esso inerenti (temperamento della gamma, natura dei modi ecc.) è stato spiegato in diversi trattai, taluni molto antichi. Alcuni di essi come il Lülü Xinshuo (Nuovo trattato dei Lü, sec. XII) oppure il Lülü Qingyi (Il trattato dei Lü, sec. XVI), descrivono la determinazione del suono fondamentale da cui deriverebbero tutti gli altri. Il suono fondamentale è prodotto da una specie di flauto, ricavato da una canna di bambù lunga circa nove pollici; l’altezza del suono secondo alcuni studiosi si avvicinerebbe al mi3, secondo altri al Fa3. Da esso hanno origine, per progressione delle quinte, gli altri suoni (lü) che sono complessivamente 12, con nomi anch’essi avocanti per lo più un parallelismo con il mondo naturale. Dalla scala dei lü ha origine la scala pentatonica, base del sistema musicale cinese. Verso il 1000 a.C. entrò in uso anche una scala eptatonica, che si formò aggiungendo due note alla gamma pentatonica: il biangong e il bianzhi (bian=mutare). Ma la scala pentatonica fu sempre in Cina la più importante e la più usata (soprattutto per le musiche popolari), tanto da essere definita &#8220;cinese&#8221; per antonomasia. Trasportando sui ogni grado della scala dei lü la scala ottenuta partendo da ciascuna nota della gamma pentatonica, si ottengono, almeno teoricamente, 60 sistemi modali. Secondo la maggioranza degli studiosi, nell’antica musica tradizionale cinese non furono mai adoperati tutti quanti. </p>
<p>Nell’antica Cina, la musica ebbe un posto di notevole importanza, non solo nelle cerimonie religiose e civili ma anche nel ruolo educativo dei giovani. Nel &#8220;Memoriale dei riti&#8221; vi è un capitolo intero di notevole estensione sulla musica. Tra l’altro vi si afferma: &#8220;la musica nasce nel cuore dell’uomo. Quando il cuore è commosso da cose esterne, la sua emozione si traduce con il tono della voce&#8221;. </p>
<p>Un noto proverbio cinese dice: &#8220;Se vuoi sapere se un Paese è ben governato, ascolta la musica&#8221;. Leggendo i libri classici cinesi si può notare come la musica dei tempi leggendari appare divisa in due filoni orchestrali. Uno intimamente legato alla vita della corte imperiale con un’orchestra formata da Sheng (una specie di organo a bocca), da Qin (un salterio da tavola con 7 note) e altri strumenti per accompagnare il canto. Il secondo filone, invece, formato da complessi musicali con strumenti come tamburi, campanelli, cimbali che accompagnavano alcuni aspetti della vita religiosa e militare. Sotto la dinastia Tang (618-907 d.C.), in conseguenza dei contatti avuti con i popoli dell’India, della Mongolia e del Tibet, il patrimonio strumentale e musicale cinese si arricchisce in modo notevole. Tuttavia solo con le dinastie Song del Nord e del Sud, la musica classica cinese raggiunge il suo apogeo. Nel periodo Ming (1368-1644), la musica strumentale, soprattutto nelle esecuzioni del Qin, raggiunge virtuosismi difficilmente superabili. </p>
<p>Dopo le tristi vicende della seconda guerra mondiale e la costituzione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949 ad opera di Mao, l’interesse per la musica tradizionale è rinato. </p>
<p>Strumenti della musica tradizionale cinese<br />
Gli strumenti musicali cinesi, alcuni con una storia di oltre tremila anni, si ritrovano, con piccole o grandi modifiche, in quasi tutti i Paesi dell’Asia meridionale e del Giappone. Presentiamo alcuni di questi strumenti che sono di uso comune sia nei concerti come nella musica di accompagnamento dell’Opera di Pechino o del teatro classico. </p>
<p>Strumenti ad arco<br />
Nella musica popolare cinese esistono diversi strumenti cordofoni, cioè dotati di corde, classificati come &#8220;liuti ad arco&#8221;. I liuti cinesi a differenza di quelli europei sono spesso puntuti: hanno una parte appuntita che sporge nella sezione inferiore della cassa e hanno un manico lungo.<br />
Erhu: è il conosciutissimo violino a due corde, come dice il nome cinese. Ha una cassa di risonanza costruita in legno di sandalo rosso coperta solitamente con pelle di serpente o di altri rettili. Viene suonato con un arco diritto, molto simile a quello del nostro violino, fornito di crini di cavallo che vengono però inseriti sotto le corde dello strumento.<br />
Jinghu: un altro tipo di violino usato come strumento principale nella musica dell’Opera di Pechino. molto piccolo, quasi la metà dell’erhu, ha il risuonatore cilindrico rivestito di pelle di serpente o di rettile e il manico o collo, in bambù. Contrariamente al suo formato ridotto il Jinghu possiede un suono di volume sorprendente. Nell’Opera di Pechino ha la funzione di accompagnare il canto.<br />
Sihu: violino identico nella struttura, nel materiale e nella forma all’erhu, eccetto il fatto di essere dotato di quattro corde invece di due.<br />
Banhu: violino a due corde con risuonatore a forma semisferica costruito in due tonalità: soprano e alto. Ha un suono ricco e scintillante.<br />
È molto usato nelle orchestre di musica popolare sia come accompagnamento sia nelle esecuzioni di &#8220;a solo&#8221;. </p>
<p>Strumenti a pizzico<br />
Appartengono alla famiglia dei cordofoni come i precedenti, ma vengono suonati non per mezzo di archetti ma pizzicando le corde con le dita o con il plettro.<br />
Pipa: il più popolare e conosciuto tra i liuti a pizzico della musica cinese. Il manico è il prolungamento della stesa cassa di risonanza. Ha un fondo panciuto che ricorda i nostri liuti del Rinascimento ed è fornito di testatura, cioè di ponticelli che sorreggono quattro corde di seta (nelle versioni moderne di metallo argentato) sul manico e sulla tavola. Quattro sottili piroli, ai lati nella parte alta del manico, mantengono tese le corde.<br />
Yueqin: è la vera chitarra luna nella forma originale. Si tratta di uno strumento a tre corde, con corpo perfettamente rotondo e piatto, unito a un collo corto.<br />
Ruanxian: chitarra a quattro corde. Attualmente è usata nella musica popolare cinese, per a solo e nelle orchestre. Nella cassa di risonanza vi sono due fori rotondi che si aprono sulla faccia superiore. Si tratta di una chitarra baritono.<br />
Xianxi: liuto a tre corde dal collo lungo. Ha la cassa di risonanza formata da un cerchio ovale il legno ricoperto nelle due facce, anteriore e posteriore, di pelle di rettile, solitamente serpente. Le cetre (strumenti senza manico le cui corde sono tese su tutta o quasi la lunghezza della cassa): le principali sono il qin e il zheng.<br />
Qin: è tra gli strumenti cinesi il più studiato, in Cina e all’estero. Ha una cassa costituita da due tavole di legno, una superiore arcuata e una inferiore piatta. Inizialmente suonato sulle ginocchia, fu poi posato su di una tavola. Ha un unico ponticello che regge le sue 7 corde, tradizionalmente di seta. Si suona a pizzico con la punta delle dita e il pollice o con il plettro.<br />
Zheng: è una cetra a ponticelli mobili con 13 corde. Le corde, tese su tutta la lunghezza della cassa di risonanza, passano su singoli ponticelli che l’interprete può spostare leggermente. Le dita della mano destra pizzicano le corde a destra dei ponticelli; l’appoggio della mano sinistra sulla parte libera della corda, a sinistra dei ponticelli, permette di fare vibrare e alzare l’intonazione della nota. Deriva dalla cetra se (a 25 corde, non più in uso) e viene talvolta definita una sua versione più piccola. Nell’antichità la tecnica di esecuzione si distingueva nettamente dalle altre cetra per via del bastoncino che percuoteva le corde. </p>
<p>Strumenti a fiato<br />
Nella famiglia degli aerofoni, cioè di quelli strumenti il cui suono è prodotto dalle vibrazioni dell’aria, i più usati nelle orchestre di musica tradizionale cinese sono i flauti, le zampogne e gli organi a bocca.<br />
Xiao: flauto diritto che vanta un’antichità di circa 3000 anni. Sotto le dinastie dei Sui (589-618) e dei Tang (618-907) era lo strumento principale dell’orchestra. Da due secoli i più famosi Xiao sono prodotti a Yubing nel Guizhou, ove esiste un particolare bambù che permette la costruzione di flauti dal timbro eccezionale, inalterabili nel tempo e inattaccabili dagli insetti.<br />
Dizi: flauto traverso, è popolarissimo in Cina sia come strumento per a solo che come parte integrante di orchestre. Per moltissimo tempo costituì l’accompagnamento principale dell’Opera di Pechino. Formato da un pezzo di bambù con otto fori. ha il secondo foro coperto da un tessuto vegetale che rende il suo suono particolarmente dolce.<br />
Suona: solitamente chiamato oboe cinese, ad ancia doppia, in realtà è una zampogna spesso usata per a solo, raramente per accompagnare il canto. Formato da un corpo centrale in legno duro, sagomato ad anelli, negli avvallamenti dei quali sono stati fatti otto fori. Il suona è simile a molte zampogne indiane e turche. Produce un suono forte e squillante.<br />
Sheng: si tratta di un organo a bocca formato da un minimo di 14 e un massimo di 32 canne di bambù, ciascuna delle quali ha un foro. Le canne di differente lunghezza sono poste sopra un contenitore di metallo. Il suono si ottiene soffiando aria nel serbatoio-contenitore e regolando l’emissione nelle varie canne mediante i fori coperti dalle dita. </p>
<p>Strumenti a percussione<br />
Sono i più numerosi e forse i più antichi costruiti dall’uomo. Nella musica tradizionale cinese vi sono molti strumenti a percussione, dalle numerose campanelle in legno o metallo, ai cimbali, ai diversi tipi di tamburi fino al notissimo gong. Ban: è lo strumento che segna il tempo nell’Opera di Pechino. I tre pezzi di legno simili alle nostre castagnette sono impugnati dallo stesso suonatore che batte con la destra il piccolo tamburo. Nella nostra orchestra gli orchestrali seguono il tempo osservando il direttore che lo indica con la mano o la bacchetta, in quella cinese i suonatori &#8220;sentono&#8221; il tempo scandito dal ban. Xiaogu: il piccolo tamburo è formato da cerchi di legno ricoperti di pelle di maiale. Solitamente è appeso con delle corde a un traliccio di legno. Quando le castagnette (ban) sono coperte dal suono dei cimbali o da altri strumenti molto sonori, il compito di far sentire il tempo passa al piccolo tamburo (xiaogu).<br />
Dagu: il grande tamburo, costruito come il piccolo tamburo ma coperto di pelle bovina, viene impiegato nel teatro o nell’orchestra per creare il rumore della battaglia<br />
Daluo: è il notissimo disco di metallo (gong). È diventato quasi il simbolo dell’Oriente perché è lo strumento più suonato. Il daluo (grande gong) è usato nelle cerimonie, nelle feste e soprattutto nell’Opera di Pechino ove, con il suo suono, indica l’inizio o la fine di un passaggio musicale nel recitato, l’ingresso o l’uscita di scena di un personaggio maschile o per sottolineare i gesti comici di un attore.<br />
Xiaoluo: il piccolo gong viene invece usato nell’Opera di Pechino per marcare l’ingresso in scena di un personaggio femminile (dan). Le sue dimensioni si aggirano sui venti cm di diametro.<br />
Jiuyunluo: si tratta di un carillon di gong, sospesi a un supporto di legno. Sempre a questo gruppo appartiene il carillon di campane o di pezzi di pietra (litofono) che in Cina solitamente è giada. Il gruppo di gong, di campane o di pietre viene suonato con martelletti, o mazzuoli, di legno coperti di feltro.<br />
Nao: assomigliano moltissimo ai nostri piatti eccetto che per alcune varianti della forma. Tutti sono di ottone e vengono suonati facendoli battere o sfregare tra loro. </p>
<p><A href="http://www.cini.it/fondazione/03.istituti/iismc/corsi/iimcc3.html">Musica dall&#8217;oriente </A>&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050928000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050928000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050928000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20050928000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcultura_cinese%2Finterventi%2F2005%2F09%2F226641.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Nel Liji &amp;#8220;Memoriale dei riti&amp;#8221;, il sistema musicale cinese viene spiegato in base a 5 gradi fondamentali denominati gong (palazzo), shang (deliberazione), jiao (corno), zhi (prova), yu[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>I Mandarini funzionari del Celeste Impero</title>
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	<pubDate>Tue, 27 Sep 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Luna di Giada</dc:creator>
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    <category>cronologia_storica</category><category>I Mandarini Cinesi -  i Lettrati</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><B>Ciechi ingranaggi del potere imperiale</B></p>
<p>Questo Stato totalitario, che dirigeva tutte le attività e decideva di tutto, fu anche uno Stato burocratico e centralizzato. &#8220;Stato - provvidenza tentacolare, Stato-moloc totalitario&#8221; ha scritto Étienne Balazs nella sua preziosa opera, <I>La Burocratie</I><I> céleste.<br />
</I>Di fatto, questa burocrazia imperiale deteneva un potere assoluto sull’intera società e fin nel più profondo dell&#8217;impero. Ma i mandarini erano in primo luogo i rappresentanti dell&#8217;imperatore e della sua autorità, e si sa quanto fosse autocratico il potere degli imperatori cinesi. I mandarini venivano formati in modo da essere soltanto i ciechi ingranaggi di questo schiacciante potere imperiale. Tuttavia questo non significa che non fossero investiti di un prestigio immenso, prestigio accresciuto dal fatto che in Cina i funzionari del mandarinato e i letterati della classe intellettuale si sono sempre confuse. Infatti questa classe - l&#8217;unica nobiltà riconosciuta - non si basava su privilegi aristocratici ereditari, né sulla proprietà fondiaria né sulla ricchezza, ma sul merito culturale. Il reclutamento in quest&#8217;élite era riservato a coloro che erano riusciti in difficili ed estenuanti concorsi.</p>
<p><B>Un privilegio derivato dai meriti intellettuali</B></p>
<p>Quindi, tramite i successi personali ai molteplici concorsi e tramite il grande prestigio conferito dall&#8217;erudizione, il letterato vincitore si nobilitava da sé. I titoli ereditari esistevano soltanto per i membri della famiglia imperiale e per i discendenti di Confucio, che del resto erano molto poco numerosi, e tutti distribuiti nella sola provincia dello Shandong, culla di questa illustre famiglia da 26 secoli.<br />
Profondamente originale e tipicamente cinese, questa concezione che privilegia i meriti intellettuali su tutti gli altri (ricchezza, nascita ecc.) doveva segnare profondamente l&#8217;Europa del XVIII e XIX secolo. I vari movimenti rivoluzionari che nacquero allora in Occidente non mancarono di ispirarvisi. I sistemi di reclutamento tramite concorso stabiliti in Francia dal 1791 in poi, e durante il periodo napoleonico, o in Gran Bretagna, per il reclutamento del suo Civil Service, dopo il 1855 - protraendo l&#8217;esperienza messa in atto in India, dal 1800, dalla famosa Compagnia delle Indie orientali - prendevano tutti a modello il sistema cinese dei mandarini.<br />
Così, in Cina, accanto all&#8217;universo plebeo delle classi sociali più basse (contadini, artigiani, mercanti) e della classe &#8220;vile&#8221; degli emarginati (facchini, attori, prostitute ecc.) e prima che emerga, all&#8217;inizio del secolo appena passato, una borghesia capitalista, la casta privilegiata dei mandarini o funzionari letterati è stata, per due millenni, la vera e propria armatura, trave maestra della società. Questa specie di oligarchia letteraria, relativamente poco numerosa, era davvero molto potente in Cina; ed è per una vera e propria cooptazione che si rinnovava, dato che era lei stessa a controllare l&#8217;insegnamento e l&#8217;intero sistema degli esami.<br />
Si organizzava in una doppia gerarchia, civile e militare, e ognuno di questi due rami comprendeva nove livelli, che a loro volta si sdoppiavano in due classi. I viceré e i governatori di provincia, per esempio, erano dei mandarini di 1° rango, mentre i sotto prefetti venivano scelti tra i titolari del 7° grado amministrativo. Quanto ai loro assistenti, all&#8217;ultimo gradino di questa gerarchia, erano soltanto piccoli mandarini di 9° grado.<br />
Alcuni particolari della loro pettinatura e dell&#8217;abito che portavano consentivano di riconoscerne istantaneamente il rango. Lo statuto, la votazione (e quindi il loro avanzamento e la loro destinazione) tenevano conto delle virtù e delle qualità di cui erano dotati, che venivano giudicate in funzione del credo confuciano. In breve, questa casta tanto singolare, questa nobiltà mobile e continuamente rinnovata, le cui radici molto spesso affondavano tra il popolo, merita tutta la nostra attenzione, perché rivestì un ruolo immensamente importante. I mandarini avevano perfino un <I>diritto di rimostranza</I> nei riguardi del Figlio del Cielo, l&#8217;Imperatore! E spesso furono la vera e propria fonte di ispirazione della politica imperiale. Perciò, sotto molti aspetti, anche se il tutto era coronato da un imperatore dai poteri esorbitanti, questo sistema di &#8220;burocrazia celeste&#8221; fu di fatto piuttosto democratico e precursore.<br />
S&#8217;impone una prima osservazione: il termine &#8220;mandarino&#8221; non è cinese e non ha neppure un equivalente nella lingua di questo paese. Si usavano titoli di ogni genere che si riferivano ai gradi e alle funzioni; a rigore, forse il termine <I>guan</I> funzionario, sarebbe più appropriato. Tutti i dipendenti civili e militari dei servizi un tempo designati con il termine collettivo di <I>bai guan</I>, &#8220;le cento funzioni&#8221;, portano il nome generico di <I>guanfu</I>, che traduciamo a sua volta con &#8220;mandarini&#8221;. Questa parola &#8220;mandarino&#8221; deriva probabilmente dal portoghese &#8220;mandar&#8221; che significa &#8220;comandare, ordinare&#8230; mandare a chiamare&#8221;. Secondo altri deriverebbe dal termine &#8220;mantrin&#8221; che, in India e in Malesia, designa il &#8220;detentore delle formule&#8221;, i famosi mantra del buddhismo tantrico. &#8220;Mandarino&#8221; deriverebbe quindi dalla deformazione della parola indiana che i portoghesi sentivano nella loro enclave di Goa.<br />
Poco importa: quel che è certo è che non si tratta di un termine cinese&nbsp;&nbsp; <A href="http://www.tuttocina.it/fdo/mandarini.htm">( Continua ) </A></p>
<p>Fonte&nbsp; tratta da da Tuttocina.it </p>
<p>&nbsp; Curiosità : Esami statali</p>
<p>Furono gli HAN nel 124 a. e a istituire un accademia per la preparazione dei futuri funzionari statali che, fin dall&#8217;inizio, si basò sullo studio dei testi confuciani e, in questo modo senza ricorrere a metodi repressivi, scomparvero le altre scuole di pensiero. Il trionfo dei pensiero di Confucio fu legato al sorgere di una nuova classe, quella dei &#8221; Funzionari Statali &#8221; che erano nello stesso tempo uomini di lettere e proprietari terrieri e, che per secoli mantennero il controllo sul governo. La preparazione agli esami era lunga e costosa e quindi solo i ricchi potevano sosteneria. Ai Funzionari conosciuti in occidente con il nome di &#8221; Mandarini &#8220;spettava riscuotere i tributi, dirígere i lavori pubblici (strade, bonifiche, opere idraulische ecc,) i lavori coliettivi, amministrare insomma il Celeste lmpero. Le lunghe unghie dei mandarini, dimostrazione dei loro rifiuto al lavoro manuale, si allungarono non metaforicamente, essi arraffarono in proprio favore quanto era possi bile, aggravando l o stato di miseria dei popolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><A href="http://www.tuttocina.it/editoria/inf_esam.htm">Libro Consigliato sull&#8217;argomento</A> : L&#8217;inferno degli esami : studenti mandarini e fantasmi nella cina imperiale </p>
<p>&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050927000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050927000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050927000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20050927000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcultura_cinese%2Finterventi%2F2005%2F09%2F226618.shtml"/></p>
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	<description>Ciechi ingranaggi del potere imperiale
Questo Stato totalitario, che dirigeva tutte le attività e decideva di tutto, fu anche uno Stato burocratico e centralizzato. &amp;#8220;Stato - provvidenza[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Li Ao, una sfida al governo, ma con l’occhio al business</title>
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	<pubDate>Tue, 27 Sep 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Luna di Giada</dc:creator>
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    <category>moderna_cina_da_mao_a_oggi</category><category>Cina e business</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Parlando agli studenti dell’università Fudan egli ha detto: “Facciamo un patto. Il mio liberalismo in cambio del [la applicazione dei diritti previsti nel] la costituzione della Repubblica popolare cinese.” </p>
<p>Li Ao, ultrasettantenne,  è noto per un suo talk show, visibile anche in Cina. Nel tentativo di pubblicizzare la sua trasmissione, egli ha organizzato una serie di incontri con universitari a Pechino e Shanghai. Il 21 settembre alla Beida egli aveva rivendicato libertà di parola per tutti. Pur avendo invitato gli studenti ad “abbracciare” il Partito comunista, aveva parafrasato un detto di Mao Zedong per affermare che “il partito è destinato alla rovina”.</p>
<p>Alla Qinghua aveva detto che occorre una mentalità popolare “più aperta e liberale” e invitato gli studenti a dare corpo concreto ai diritti affermati nella costituzione cinese, “la più completa del mondo.” </p>
<p>Sottoposto a pressioni da parte del governo, Li Ao, di solito molto caustico, ha ridotto via via le sue esternazioni troppo liberali . Hedy Lee, sorella di Li, ha rivelato che il fratello “ha subito pesanti pressioni dal governo cinese dopo il discorso a Pechino” e temeva che fosse oscurato il suo talk show. Critiche al governo per gli interventi verso Li sono giunte anche tramite internet.</p>
<p>“E’ un guerriero contro l’indipendenza di Taiwan”, ha scritto una persona. “Perché abbiamo paura di lui?” E un altro commento: “Non è importante cosa ha detto. Ha dimostrato la fragilità delle autorità.”</p>
<p>Gli incontri di Shanghai sono così divenuti una vera e propria carezza verso la politica di Pechino. Pur affermando che egli sarebbe felice di “abbracciare la costituzione invece che il liberalismo” Li ha invitato i giovani a essere pragmatici nei rapporti con il potere pubblico. “Non discutete degli ideali. Parlate della realtà”. Ha incitato a pensare “anzitutto a diventare ricchi” come una “attitudine a essere concreti”. “Avere soldi  - egli ha detto - dà un importante potere che può proteggere la nostra libertà.”</p>
<p>Ha pure consigliato i giovani a “mettere in soffitta” Mao Zedong e tutti gli eroi del passato per portare l’attenzione sui leader attuali. Ha descritto il presidente Hu Jintao come un “anziano fratellino” che spera sia “davvero degno di ammirazione”. Egli ha anche consigliato gli studenti a non temere Taiwan: no c’è bisogno di combattere il presidente Chen Shui-bian e i separatisti perché “non andranno troppo lontano”.</p>
<p>Oggi Li tiene una conferenza stampa e visita la scuola media Shi Dong dove ha studiato 56 anni fa prima di fuggire a Taiwan con i genitori. Domani si recherà a Hong Kong. </p>
<p>La popolarità di Li non è condivisa da tutti. Hu Shoujun, professore di sociologia alla Fudan ha dichiarato che tutti questi incontri “sono molto più una promozione commerciale”.</p>
<p>(Fonte Asian News)</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050927000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050927000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050927000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20050927000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcultura_cinese%2Finterventi%2F2005%2F09%2F226637.shtml"/></p>
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	<description>Parlando agli studenti dell’università Fudan egli ha detto: “Facciamo un patto. Il mio liberalismo in cambio del [la applicazione dei diritti previsti nel] la costituzione della Repubblica popolare[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Il Mondo delle Geishe    (1 Parte)</title>
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	<pubDate>Fri, 17 Jun 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Luna di Giada</dc:creator>
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    <category>giappone</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;età media è alquanto salita. Ora <A href="http://www.tgcom.it/mondo/articoli/articolo248107.shtml#">le aspiranti geisha </A>sono consenzienti e, poiché il sistema educativo prevede oggi una frequenza obbligatoria fino a una certa età, l&#8217;addestramento non può più iniziare nella fanciullezza; a 20 anni le maiko diventano automaticamente geisha. Percepiscono un regolare salario e hanno sostituito l&#8217;acconciatura tradizionale con una parrucca. </p>
<p>La donna che sceglie di intraprendere questa professione viene sottoposta ad anni di studio e disciplina per perfezionare le tecniche, che necessitano quasi sempre di un facoltoso sponsor, allo scopo di arrivare a rappresentare la perfetta incarnazione dell&#8217;iki, canone estatico su cui si basa l&#8217;essenza dell&#8217;essere giapponese.</p>
<p>&nbsp;La ragione principale dell&#8217;esistenza e del successo delle <A href="http://www.nippon.it/article.php?sid=586">geisha</A> va trovata nella passata posizione sociale della donna, soprattutto nel periodo Kamakura, nel suo confinamento in casa, nella sua educazione approsimativa e nella conseguente noia che assaliva gli uomini, lasciati in balia di se stessi. La geisha compensava una figura femminile poco attraente, assolutamente sottomessa all&#8217;uomo e totalmente priva di una propria personalità, fornendo all&#8217;uomo quell&#8217;interesse che egli non riusciva a trovare tra le mura del proprio focolare domestico. Proprio per la mutata condizione sociale della donna dei giorni nostri, questa leggendaria figura sta ormai scomparendo</p>
<p>Tradizionalmente&nbsp; la <A href="http://sappho.somebuddy.ca/geisha/geisha1.html">geisha</A> è la donna più affascinante, raffinata e colta di tutto il Giappone. Essa viene tolta alla sua famiglia in tenera età (in genere intorno ai 9-10 anni) e fatta entrare in una scuola, dove apprenderà tutto ciò che la renderà figura tanto preziosa e insostituibile. </p>
<p><A href="http://en.wikipedia.org/wiki/Geisha">La geisha</A> imparerà a curare al meglio il suo aspetto fisico, a vestirsi di kimono in seta, a truccarsi il viso con un pesante cerone bianco, occhi marcati di nero e bocca rossissima, fino a rendersi quasi una maschera sotto la pesante acconciatura. Imparerà quindi a muoversi con grazia ed eleganza, a servire da bere in modo raffinato, a conversare con intelligenza, a calibrare ogni minimo gesto per renderlo maggiormente elegante. Nei lunghi anni di apprendistato, diverrà maestra di ogni tipo di arte: imparerà la musica degli strumenti tradizionali (come lo shamisen), la danza (nihon buyou), il canto, la recitazione, i giochi tradizionali, l&#8217;uso del ventaglio, la cerimonia del tè (cha no yu), la calligrafia (shodou) e l&#8217;arte di disporre i fiori (ikebana). </p>
<p>Studierà a lungo e in maniera assidua i testi classici e moderni, divenendo così estremamente colta. Imparerà la più fine arte della seduzione e della leggera malizia. In questo modo sarà pronta al suo compito precipuo: fungere da elemento allietatore nel corso di noiose cene di affari, banchetti e feste in genere. La loro vera abilità sta nel flirtare con gli uomini, farli ridere e sopratutto farli bere, badando che tutto si svolga senza intoppi. La geisha è la donna ideale che la maggior parte degli uomini giapponesi vorrebbero avere per compagna. A testimonianza di questo vi è il fatto che molte geisha, una volta raggiunta una certa età, andranno in sposa a uomini facoltosi e di alto livello sociale</p>
<p>. La sua estetica deve rappresentare al tempo stesso la fragilità della carne e la forza dello spirito: quando lavora controlla tutto il suo essere, in ogni gesto, parvenza, emozione; perfino la modulazione del respiro, ora leggero, lieve, ora vivo, affannoso, seppure impercettibile. La sua figura deve essere snella e slanciata, così come il suo volto deve apparire pallido, come il fiore di ciliegio. Le guance devono essere capaci di mostrare tutta una gamma di sorrisi, dal malinconico al brioso. L&#8217;incresparsi delle labbra, così come il movimento degli occhi, dovrà trasmettere rilassatezza e tensione assieme. E la sua voce sarà quella di un mezzo soprano, dal tono particolarissimo e raffinato, adattato perfettamente ad ogni scopo e circostanza. I suoi capelli, di color corvino, saranno sempre raccolti, come a forma di nido, sul suo capo. E ai piedi solo tabi, delle calze di seta, sempre, anche d&#8217;inverno, per esprimere la sensualità di un corpo che si nasconde interamente sotto il kimono. Anche per distinguersi dalla prostituta, la geisha indossa sempre kimono dai colori tenui, poco appariscenti. possibilmente tono su tono, e comunque in sintonia con le stagioni. La raffinatezza del kimono testimonia l&#8217;agiatezza e il successo della geisha. Il colletto del kimono, sul retro, sarà sempre posizionato in modo da lasciar scoperta la nuca: un modo molto sensuale per lasciar scorrere l&#8217;immaginazione del cliente fino all&#8217;intimità del corpo. <A href="http://guide.supereva.com/cultura_cinese/interventi/2005/06/214589.shtml">(continua )</A></p>
<p><A href="http://www.ita-bol.com/bol/main.jsp;jsessionid=d6d%3A42b25e9b%3A74796603b18ba66">Suggerimenti di lettura </A></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050617000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050617000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050617000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20050617000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcultura_cinese%2Finterventi%2F2005%2F06%2F214588.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>L&amp;#8217;età media è alquanto salita. Ora le aspiranti geisha sono consenzienti e, poiché il sistema educativo prevede oggi una frequenza obbligatoria fino a una certa età,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Il Mondo delle Geishe  (2 Parte)</title>
	<link>http://guide.supereva.it/cultura_cinese/interventi/2005/06/214589.shtml</link>
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	<pubDate>Fri, 17 Jun 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Luna di Giada</dc:creator>
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    <category>giappone</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>La geisha è come un frutto prezioso: la si toglie dalla vita reale quando è ancora ragazzina. La sua conversazione, sempre attenta e elegante,il colletto del kimono deve essere scostato sul retro in modo da lasciare scoperta la nuca, perché esibire l&#8217;attaccatura dei capelli è molto seducente e suggerisce in modo discreto un varco che conduce nell&#8217;intimo del corpo. Innumerevoli sono i particolari, gli atteggiamenti, le posture, i gesti che contraddistinguono la geisha, che deve esprimere emblematicamente in sé quell&#8217;insieme di sfumature che noi occidentali definiamo col termine &#8220;grazia&#8221;. L&#8217;iki è il suo stile di comportamento, la quintessenza della seduzione .</p>
<p>Una geisha apprezzata guadagna parecchio, anche se solo una parte della tariffa va alla donna (il resto va agli intermediari). L&#8217;onorario è secondo la fama e la bravura (la bellezza è un elemento secondario). Sebbene guadagnino molto, spendono moltissimo e non sono affatto ricche. E&#8217; per questo che, generalmente, le geisha hanno un mecenate. Le geisha sono addestrate per tenere compagnia agli uomini e fornire loro piacere. Ciò non implica neccessariamente una qualche attività sessuale.<br />
Una geisha, nel corso della sua carriera, non ha più di 3-4 partner sessuali, chiamati &#8220;danna&#8221; (&#8221;sposi&#8221;). Sebbene essi paghino, si tratta di una vera relazione. La si può considerare come un&#8217;amante. Ovviamente può continuare a intrattenere altri uomini, ma non sessualmente. Anche se può sembrare un ruolo servile, le geisha sono trattate con rispetto dai clienti, ricevendo regali, denaro e favori. Una figura ben distinta dalla geisha è quella della &#8220;maiko&#8221; (&#8221;danzatrice&#8221;), l&#8217;aspirante geisha, la ragazzina ancora acerba che studia per divenire geisha. Essa è ben riconoscibile dal kimono molto più colorato, con maniche e obi allungato.<br />
Anche le maiko sono richiestissime sul lavoro, poiché la loro giovinezza e candore compensano la mancanza di quell&#8217;esperienza che soltanto le geisha più affermate possiedono. Tradizionalmente, le geisha erano il barometro dello stile: la gente guardava a loro per conoscere le ultime tendenze. Ad esempio, furono loro le prima a indossare abiti occidentali. Anche lo shamisen non era uno strumento tradizionale giapponese: le geisha lo fecero diventare qualcosa di nostalgico. Nel corso del tempo, hanno però assunto una posizione diametralmente opposta, sono diventate cioè le depositarie della tradizione. Ora sono considerate tesori nazionali. Le geisha sono portatrici di cultura. Senza di loro, forse, alcune cose sarebbero andate perdute o non si sarebbero evolute nel tempo. Oggi in giappone vi sono non più di un miliaio di geisha e si ritiene che questa figura scomparirà nei prossimi due decenni. La geisha è al centro dell&#8217;immaginario occidentale da oltre un secolo. Alle sue origini, la geisha era l&#8217;esponente di spicco della cultura alternativa, confidente degli uomini più importanti del paese, parte essenziale per il funzionamento della nazione. Nonostante tutto questo, gli occidentali pensano spesso alla geisha come a una prostituta. Che le geisha venissero pagate anche per prestazioni amorose è vero e può essere chiamata prostituzione, ma non significa che ella fosse una prostituta. E&#8217; prostituzione anche quando una segretaria si concede al capufficio in cambio di qualche favore, ma ella non è sicuramente una prostituta.<br />
Le geisha diventano le amanti del proprio danna, ma ciò non può essere considerata prostituzione. Non lo è neanche in Occidente. Sebbene l&#8217;essere pagata per prestazioni sessuali faccia parte del mondo della geisha, non è certamente un suo dovere. Assecondare richieste di tipo sessuale è l&#8217;eccezione, non la regola. Le geisha non esistono per questo scopo. E&#8217; vero che la sessualità in Giappone è vista in modo diverso, ma ciò non significa che non vi sia differenza tra una geisha e una prostituta. Visto che questa figura è nata per soddisfare l&#8217;uomo, verrebbe da pensarlo, ma non è così. Non c&#8217;è niente di positivo nella prostituzione, che si tratti di Giappone o meno. Essere geisha non comprendeva l&#8217;insegnamento delle arti amatorie; anzi, dovendo arrivare vergini al mizu age, era loro prescritto di stare il più lontano possibile da qualsiasi contatto di tipo sessuale. Era un modo diverso di essere donna. La geisha era la donna per eccellenza, un gioiello, una cosa rara da ammirare e apprezzare. In conclusiole la geisha ricorda l’etera, la donna veramente libera nella Grecia del periodo attico, diversa dalla prostituta (pornai), che poteva uscire senza proibizioni, partecipare con gli uomini ai vari banchetti, e se veniva mantenute da un uomo potente poteva godere anche di una certa importanza e prestigio. La le donne di buona famiglia erano escluse dalla vita pubblica, erano le etère, ossia le cortigiane di lusso, a conquistarsi posizioni di primo piano nelle relazioni sociali e a favorire, con la propria cultura e intelligenza, l’ascesa politica dei propri amanti. </p>
<p><A href="http://www.liberonweb.it/asp/libro.asp?ISBN=8838470189">&nbsp;Libro suggerito </A></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050617000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050617000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050617000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20050617000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcultura_cinese%2Finterventi%2F2005%2F06%2F214589.shtml"/></p>
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	<title>Alla scoperta della Carta Moneta</title>
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	<pubDate>Sat, 04 Jun 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Luna di Giada</dc:creator>
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    <category>biblioteche_e_librerie_dove_scovare_noti</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><STRONG></STRONG>&nbsp;</p>
<p><STRONG>LA CARTA MONETA</STRONG>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;Quando Marco Polo vi arrivò nel 13&#8242; Secolo Venezia possedeva uno dei sistemi monetari più sviluppati, ma egli rimase fortemente impressionato da una moneta cartacea fatta di corteccia d&#8217;albero e in circolazione in tutto il paese.</p>
<p>&nbsp;<A href="http://www.osservatoriolibri.com/carta.html">L&#8217;origine della prima carta</A> moneta risale al 4. anno di regno dell&#8217;imperatore Wu della Dinastia Han (119 a. c.) quando fu introdotto un biglietto di pelle di daino di diversi colori. Era il tributo degli aristocratici alla Corte Imperiale, e, un titolo di credito liberamente accetato, il cui valore corrispondeva a quattrocentomila monete. Durante il regno dell&#8217;imperatore Xuan Zong (806-820) della Dinastia Tang apparve il &#8221; Feinian &#8221; o moneta volante&#8217;che può considerarsi un ordine di pagamento ed è il precursore dei biglietti cartacei. Il &#8221; Jiaozi &#8221; che nel dialetto dei Sichuan significa: pagabile a vista:, precedette di 200 anni la moneta cartacea della Dinastia Yuan. La Dinastia Song l &#8216;adottò per facilitare gli scambi.</p>
<p>&nbsp;All&#8217;inizio il Jiaozi fu emesso da privati che depositavano il denaro presso un proprio fiduciario che emetteva una &#8221; ricevuta &#8221; la quale circolava liberamente sul mercato. I primi Jiaozi erano contrassegnati da un numero filigranato e da un sigillo rosso e nero, il valore nominale veniva aggiunto al momento dell&#8217;uso. In seguito 16 mercanti formarono una specie di &#8220;banca&#8221; ed emisero un biglietto stampato con l&#8217;ausilio di una matrice di rame. </p>
<p>Nel 1023 il Governo del Sichuan monopolizzò l&#8217;emissione di Jiaozi che circolarono in numero limitato sostenuti da una riserva aurea. Venivano sostituiti ogni 3 anni. Nel 1105 durante il regno dell&#8217;imperatore Hui Zong, della Dinastia Song, fu introdotto un biglietto di squisita fattura il &#8220;Qianyi&#8221; stampato con matrici di rame a tre colori: azzurro, rosso, nero, e può considerarsi il primo tentativo di stampa policroma. </p>
<p>Durante il periodo dei Song Meridionali (1127-1279) la carta moneta fu impiegata in tutto il paese. I l &#8221; Huizi &#8221; emesso dal governo utilizzato per il pagamento delle tasse e nelle operazioni commerciali, fu ben presto considerato moneta legale. Il biglietto recava l&#8217;indicazione dell&#8217;ente emittente, il valore, il numero di serie, come la moneta di oggi. Nel 1154 la Dinastia Jin che governava il nord, emise moneta cartacea. </p>
<p>Durante la Dinastia Mongola Yuan furono introdotti quattro tipi di biglietti che divennero moneta legale e l&#8217;argento e l&#8217;oro furono ritirati dal mercato. </p>
<p>Lo stato creò anche risrve metalliche allo scopo di regolare e limitare l&#8217;emissione delle monete cartacee e stabilizzarne il valore rispetto all&#8217;oro. Sotto i Ming (1368-1644) esisteva un solo tipo di carta moneta. Durante il regno dell&#8217;imperatore Xian Feng dei Qing (1851-1861) furono emessi due tipi di moneta indicanti l&#8217;equivalente in argento che si chiamava Chaopiao = banconota. La prima banca moderna la China Tong Shang Bank fu creata nel 1897.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050604000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050604000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050604000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20050604000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcultura_cinese%2Finterventi%2F2005%2F06%2F212713.shtml"/></p>
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LA CARTA MONETA&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
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	<title>Lungo le Rive del Fiume Giallo</title>
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	<pubDate>Sat, 04 Jun 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Luna di Giada</dc:creator>
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    <category>viaggio_in_cina_consigli_utili_</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><STRONG>         LUNGO LE RIVE DELLO YANG TZE</STRONG></p>
<p>Fiume Giallo (Huang He)</p>
<p>Il Fiume Giallo con la sua caratteristiva pensile (più alto dei terreno adiacente) è stato non solo, la culla della civiità, ma anche la causa di grandi disastri. La sua conformazione sopraelevata rispetto al terreno circostante, nel corso dei secoli, ha provocato spaventose inondazioni di centinaia di chilometri in una sconfinata zona. Il fiume trascina grande quantità di limo proveniente dal &#8221; Loess&#8221;, che nelle sue tracimazioni rende il terreno di una fertilità eccezionale e per anni consecutivi coltivabile senza bisogno di fertilizzanti, si capisce perchè queste terre siano state i più antichi centri dell&#8217;agricoltura e civiltà cinese. E&#8217; un fiume distruttore ma anche fecondatore nel medesimo tempo. La leggenda vuole che le Divinità premiarono un uomo eccezionale affogato nel fiume con il titolo di &#8221; Conte &#8221; e lungo il suo corso una volta l&#8217;anno, in alcune località, gli venivano offerte delle giovani vergini in sposa, per cattivarsene la benevolenza. 11 Conte dei Fiume era il testimone che garantiva la sincerità dei giuramenti, alleanze, correttezza nei contratti d&#8217;affari. Tra le antiche figure di sovrani nel terzo milienio avanti Cristo emerse: &#8221; YU &#8221; il grande ingegnere che riuscì a imbrigliare le acque dei &#8221; Fiume &#8221; come anticamente era chiamato, con opere di controllo idrico che resero irrigui i campi e li posero al riparo dalle inondazioni. YU fu il fondatore della &#8221; Dinastia Xia &#8220;. Domare le acque, creare il loro deflusso verso il basso, senza tracimare stavano ad indicare il &#8221; buon governo e che il Figlio dei Cielo godeva dei favore divino. Il pensatore, filosofo Mencio 4&#8242; - 3&#8242; secolo A. C. ricordava la Grande Alluvione e l&#8217;opera di YU. I cinesi si servirono di un esteso sistema di canali sia per l&#8217;irrigazione dei campi che per le comunicazioni e il trasporto delle merci. Il fiume è chimato dai cinesi anche: L&#8217;indomabile.</p>
<p>Fiume Azzurro (Yang Tze Chiang o Chang Jiang = Lungo Fiume)</p>
<p>Il fiume Jiang come semplicemente lo chiamano i cinesi è il più lungo della Cina, percorre circa 6378 chilometri, quasi 10. 000 li, prima di sfociare nelle acque dei Mar Cinese Orientale a Shanghai. Nasce fra le montagne dei Tibet. Secondo calcoli degli idrografi il fiume versa nel mare 33. 000 metri cubi di acqua al secondo e in un anno vi scarica 500 milioni di tonnellate di terreno alluvionale, di cui 300 finiscono sul fondo dei mare facendo si che il delta cresca di circa 23 metri con un estuario che misura 80 chilometri. I suoi affluenti sono 700, tra cui alcuni dei più grandi fiumi della Cina, oltre ciò si aggiunge la grande massa d&#8217;acqua creata dalle piogge monsoniche e lo scioglimento delle nevi. Per una anomalia geologica a Shigu, nello Yunnan Settentrionale, il fiume anzichè proseguire verso sud, svolta rapidamente verso nord. Come tutto in Cina anche &#8221; l&#8217;anomalia di Shigu &#8221; ha la sua leggenda: &#8220;Durante il regno dell&#8217;imperatore Shu circa 2200 a . C. terribili, in ondazioni afflissero la Cina, per cui l&#8217;imperatore ordinò al burocrate &#8216;Yuldi, acque, drenare nuovi canali, imbrigliare i fiumi più pericolosi, ereare laghi, mantenere tutte le acque così regolate sotto il cielo cinese. Yu si dedicò con impegno al suo lavro e aiutato da un gruppo di draghi per 50 anni attraversò in lungo e largo tutta la Cina: Per tutto quel tempo non andò mai a trovare la sua famiglia malgrado passasse diverse volte davanti la sua casa e sentisse i pianti dei famigliari che lo invocavano, perchè tornasse. Lavorò talmente bene che divenne Imperatore con il nome di DA YU= YU il GRANDE. il suo più grande successo fu la creazione della MONTAGNA DELLE NUVOLE., A Shigu. Collocandovi la montagna egli cambiò il corso dei Lungo Fiume trattenendolo all&#8217;interno della Cina. Il fiume va a sbattere contro la montagna e formando una grandissima e stretta curva a U viene sospinto con grande potenza verso nord. Collocandovi la montagna egl i cambiò il corso dei Lungo Fiume trattenendolo all&#8217;interno della Cina. Il fiume va a sbattere contro la montagna e formando una grandissima e stretta curva a U viene sospinto con grande potenza verso nord. Senza questa barriera il Yang tze si sarebbe diretto verso sud e avrebbe abbandonato per sempre la Cina. Per i cinesi che credono nella leggenda Yu il Grande è Crealmente esistito, per i geologi che cercano una più vera spiegazione, la causa di questo fenomeno va ricercata nel movimento dei continenti, Quando l&#8217;india si staccò dall&#8217;Africa e scivolò a nord (tra l&#8217;era eocenica e quella miocenica) andando a collidere con l&#8217;Asia. Dalla forza esplosiva della collisine emersero le catene imalaiane e giganteschi blocchi di crosta terrestre furono lentamente spostati. Le forze dell&#8217;inelinazione terrestre ebbero ragione dei fiume e tutte le acque dello Yangtze presero a scorrere verso est. I cinesi pensano che i geologi siano insensibili alla poesia e la leggenda viene ancora oggi raccontata nelle scuole&#8221;.</p>
<p>Lettura Consigliata : <A href="http://www.tuttocina.it/editoria/fiume.htm">Il Fiume al centro del mondo </A>      <A href="http://www.threegorgesprobe.org/tgp/images/lg_map_page.html">Mappa  del Fiume </A></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050604000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050604000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050604000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-6486957077882134&channel=2508919242&output=png&cuid=20050604000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fcultura_cinese%2Finterventi%2F2005%2F06%2F212719.shtml"/></p>
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Fiume Giallo (Huang He)
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