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Storia del Kung Fu

Le prime notizie sul Kung fu risalgono alla Dinastia Zhou (11° sec. - 221 a.C.) dove il "combattimento" fu catalogato come sport militare accanto al tiro con l'arco , la corsa con i carri e la scherma, assai popolare in quei tempi. Molti gli imperatori che contribuirono allo sviluppo di quest’arte ( Zhongwen, la Dinastia Han orientale (25 - 220 d.C.) e la Dinastia Tang

Storia del Kung Fu

Con l’introduzione del buddismo in Cina nacquero i primi Monasteri; i primi furono edificati nel sud della Cina e uno dei primi ad essere costruito (epoca Wei 527) nella regione Song Shan fu il tempio di Siu-lam .

Altri templi appartenenti allo stesso ordine furono edificati anche al nord dove nella lingua mandarina (pechinese Buthong-Hua) Siu-Lam si trasformo’ nel piu’ conosciuto Shaolin.

Secondo le notizie storiche pervenuteci, il metodo SHAOLIN si fa discendere dal monaco buddista “TAMO” ( o BODHIDARMA), trasferitosi in Cina per diffondere la scuola buddista di meditazione conosciuta come CH’AN (in Cina) e come ZEN ( in Giappone ).
Bodhidarma creò degli esercizi provenienti da tecniche yoga e furono descritti in due trattati:
-I Chin Ching (trattato sul movimento dei tendini)
-Hsi Sui Ching(trattato sul lavaggio del midollo osseo)
Creò inoltre anche un’altra serie di esercizi: “Le 18 mani di Buddha”.
Questi esercizi erano vere e proprie tecniche a mani nude e rappresentano il nucleo delle tecniche dello stile Shaolin.
Da allora i monaci di questo tempio iniziarono a praticare le Arti Marziali, cosa che giovò ai monaci che vivevano in posti isolati pieni di briganti.
Anni di duri allenamenti e privi di ogni tentazione trasformarono i monaci in formidabili combattenti, sia nel fisico che nello spirito.
Gli ultimi tre secoli del primo millennio sono considerati l’era d’oro della cavalleria: le Arti Marziali divennero popolari e raggiunsero un livello tecnico elevato.
L’opera dei grandi maestri perfezionarono sempre più le tecniche e resero famoso il nome Shaolin.
Persino l’imperatore Chao K’uang Yin (soprannominato T’ai Tzu) creò lo stile T’ai Tzu Ch’ang Ch’uan, ancora oggi sinonimo di Shaolin.
In questo periodo visse Yueh Fei un altro grande maestro abile nel uso della lancia, famoso per aver creato Pa Tuan Chin otto esercizi di ginnastica praticati ancora oggi dai praticanti di kung fu.
Durante questa dinastia si sviluppò anche il Mi Tsung-i Ch’uan (pugilato dell’arte di far perdere le tracce), caratterizzato da tecniche circolari, rapide e con cambi di direzione imprevedibili.
Alla fine del 1200 la Cina fu invasa dai Mongoli e al trono fu messa la dinastia Yuan, sotto la quale Marco Polo fece il suo famosissimo viaggio.
In questo periodo visse Chang San Feng, famoso monaco creatore del T’ai Chi Ch’uan (pugilato del polo supremo).
Questo è il più famoso stile interno, caratterizzato da tecniche morbide, movimenti fluidi e circolari, usato per far apprendere il fluire delle energie interiori.
Durante la dinastia Ming fu creato il Pa Chi Ch’uan (pugilato delle otto direzioni) caratterizzato da attacchi e spostamenti rettilinei, mentre il maestro Pai Chin Tou creava lo stile Mei Hua Ch’uan (pugilato del fiore di prugna, che è il simbolo della Cina e dello Shaolin).
Intorno al 1500 il maestro Chueh Yuan convinto che fosse necessario rinnovare il sistema riordinò lo Shaolin in 72 tecniche fondamentali, ma non convinto di quello che aveva fatto si mise in viaggio per la Cina alla ricerca di maestri.
Secondo una leggenda incontrò Li Sou che a sua volta gli presentò PaiYu Feng. Il monaco li convinse a seguirlo al monastero ed insieme misero a punto il nuovo sistema diviso in 170 tecniche e 5 forme basate sugli atteggiamenti di 5 animali: tigre, drago, gru, serpente e leopardo.
Nello stesso periodo lo Shaolin fu esportato nell’isola di Okinawa dando origine al Karatè.
Nel 1640 scoppiò una rivolta che fece cadere l’ultimo imperatore Ming: le tribù mancesi ne approfittarono subito, dando origine all’ultima dinastia, i Ch’ing.
Il tempio era un centro di resistenza: i monaci non perdevano occasione per battersi contro i nemici, mentre un maestro si recò in Giappone per chiedere aiuto.
I giapponesi non si imbarcarono, anzi convinsero il maestro a restare ed insegnare loro le sue tecniche, contribuendo alla creazione del Ju Jitsu.
Questa decisione costò cara al tempio perché nel frattempo in Cina l’esercito marciò verso il tempio e dopo una sanguinosa battaglia riuscì a conquistarlo e a distruggerlo.
Nel 1900 ci fu la rivolta dei boxer contro gli occidentali, chiamati così perché i capi praticavano lo shaolin ed facevano parte della setta segreta dei Pugni Armoniosi che finì nel 1911 con la caduta l’ultima dinastia.
Tra il ‘20 e il ‘30 promossero le Arti Marziali fra la popolazione e il famoso maestro Yang Ch’eng Fu propagandò il T’ai Chi Ch’uan in tutta la Cina.

Il Tempio di Shaolin