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Gli Aquiloni

Sia in Cina che in Giappone gli aquiloni hanno tradizioni millenarie

         CURIOSITà E ORIGINE DEGLI AQUILONI

La Cina e’ universalmente accettata come il luogo di nascita dell’aquilone e probabilmente esso era conosciuto e usato molto prima dell’avvento della scrittura. Considerando che la seta, materiale usato per la velatura, veniva prodotta in Cina gia’ nel 2600 A.C. e il bambu, ottimo matreiale per la costruzione del telaio dell’aquilone, era usato abbondantemente a quell’epoca, percio’ non dovremmo essere molto lontani dal vero nel posizionare la nascita dell’aquilone attorno al 1000A.C.
La letteratura cinese riporta storie di aquiloni che venivano usati per i piu’ svariati scopi a partire dal IV secolo A.C. ma la storia di aquiloni piu’ diffusa e conosciuta e’ quella del generale Han Hsin, che fece volare un aquilone sopra le mura della fortezza che stava assediando, in modo da misurare la distanza tra le mura e il suo esercito e conoscere cosi’ la lunghezza esatta del tunnel da scavare per penetrarvi,molte altre storie tramandate ai giorni nostri ci testimoniano del fatto che gia’ si conoscevano e venivano applicate per scopi bellici tutti quegli accorgimenti per rendere sonori e luminosi gli aquiloni.
Subito dopo la comparsa dell’aquilone in Cina, la sua conoscenza viene diffusa per tutto il mondo attraverso le vie commerciali del tempo, con l’unica eccezione dell’america.
Corea e Giappone
Sebbene gli aquiloni arrivarono in Corea dalla Cina, anche qui vi furono sviluppi. Una leggenda affascinante racconta di come il generale Gim Yu-Sin, vissuto nel VII secolo, domo’ una ribellione,una notte i suoi soldati videro una stella cadere dal cielo e interpretarono tale fenomeno come un segno divino legato alla morte della regina. Per rialzare il morale delle sue truppe il generale costrui’ un aquilone col quale lancio’ un fuoco d’artificio nel cielo. I suoi guerrieri allora credendo che la stella fosse rinata riguadagnarono la loro forza e coraggio e poterono cosi’ sconfiggere i ribelli.
Tradizionalmente i Coreani costruiscono solo aquiloni combattenti dalla forma rettangolare con un buco nel centro della velatura.
Nella storiografia giapponese l’aquilone compare per la prima volta nel 713. Seguendo le suo origini cinesi veniva usato per mandare messaggi. Alle sue origini comunque era usato solo da benestanti samurai che potevano permettersi di aquistare la carta per la sua costruzione
Fin dalle sue origini gli aquiloni giapponesi erano ornati da complicati e coloratissimi disegni. Un
ulteriore sviluppo vide l’uso dell’aquilone per il sollevamento umano. Nei travagliati periodi delle
guerre del XVI e XVII secolo divenne meno importante ma piu’ tardi riguadagno’ popolarita’.
Oggigiorno vi sono ben 87 centri di interesse storico aquilonistico in tutto il Giappone, inclusa la citta’
di Nagata e i suoi dintorni. All’inizio del XVIII secolo l’aquilonismo divenne popolare a Shirone, a
Sanjo e Imamachi. In queste citta’ vennero organizzati combattimenti di aquiloni giganti, e la tradizione
di questi festival e’ tuttora viva. I combattimenti sono effettuati con aquiloni di dimensioni
ragguardevoli, e squadre diverse gareggiano da lati differenti dello stesso fiume, con lo scopo di
tagliare il cavo di ritenuta degli avversari. Si pensa che originariamente queste gare avessero un
significato pratico: la leggenda racconta che siano stati i grandi latifondisti a istituitre questa tradizione
di combattimenti di aquiloni giganti manovrati dalle sponde dei fiumi, con lo scopo di consolidare gli
argini stessi grazie al calpestio delle squadre contendenti.

Un’altra zona di interesse aquilonistico storico e’ Nagasaki. In questa citta’ sono molto diffusi degli
aquiloni combattenti a forma di diamante. Vengono chiamati Nagasaki Hata (bandiera) e vengono
colorati solo in tre colori: blu rosso e bianco, che sono i colori della bandiera olandese. Nagasaki infatti
era l’unico porto commerciale aperto agli olandesi, i quali probabilmente importarono l’aquilone di
questa forma dall’india, dove vengono costruiti tuttora aquiloni molto simili.

Nella nostra cultura sociale, anche se da qualche anno un rinnovato interesse ha portato alla creazione di nuove forme, l’aquilone è generalmente rappresentato dalla losanga di carta con le code, la sua funzione è il gioco, i suoi utenti sono per lo più i bambini, il suo luogo è uno spazio aereo condiviso con un gran numero di altri oggetti volanti, la sua utilità pratica e il suo significato religioso sono considerati nulli, mentre ha un piccolo valore estetico come oggetto decorativo. In passato ed in contesti culturali diversi, per un lungo periodo che va dalle loro origini, nella Cina di duemila anni fa, fino all’inizio del novecento, gli aquiloni sono stati visti in modo sostanzialmente diverso, perchè erano gli unici oggetti costruiti dall’uomo e più pesanti dell’aria capaci di volare in modo prevedibile e stabile. Questa qualità principale, insieme alla semplicità costruttiva, all’adattabilità dei modelli ai materiali locali e ad una tecnologia facilmente trasmissibile, ne hanno determinato la diffusione in quasi tutti i paesi del mondo.
Così, gli aquiloni sono stati usati nel corso del tempo per trainare imbarcazioni, sollevare persone, per spaventare nemici, per pescare, per salvare naufraghi, per fotografare dall’alto, per portare in quota strumenti meterologici, per segnalare, per alzare antenne radio, per contrabbandare liquori, per infiltrarsi in volo e silenziosamente nelle linee nemiche, per passare i cavi da una sponda all’altra di un fiume, per scopi pubblicitari, per catturare i fulmini, per entrare in una città assediata, per misurare distanze, per lanciare messaggi, per sperimentare il volo a motore e il volo planato ma anche, con un significato animistico, come mezzo per entrare in contatto con il mondo degli dei, con l’anima delle cose, con la benevolenza del clima, con il soprannaturale, usando il destino del volo come auspicio per il futuro.

MAGIA E ANIMISMO               Curiosità dal Mondo

Un filo che lega la storia di molti aquiloni orientali e del modo di farli volare è un filo magico e animista: in Corea si affida agli aquiloni il nome e il destino dei bambini appena nati augurandogli, con un lungo volo, una lunga vita. in Giappone, il quinto giorno del quinto mese si celebra con il volo degli aquiloni la nascita dei bambini venuti alla luce l’anno precedente. In Tailandia, si chiede agli aquiloni di attirare con il loro rumore i venti di Nord-Est e spazzare via così le nuvole cariche di pioggia dai campi. In Malesia una leggenda vuole che gli aquiloni acquistino vita non appena in volo. In Polinesia, gli aquiloni erano il mezzo e il punto d’unione tra gli dei e gli uomini: gli dei erano spesso rappresentati da aquiloni e Rehua, dio della salute e del cielo più alto, era creduto il progenitore di tutti gli aquiloni. In Cina, per secoli, il nono giorno del nono mese gli aquiloni indicavano, con l’altezza del loro volo, il successo del proprietario nel lavoro. In Silia, gli aquiloni vengono alzati in volo dopo il tramonto finché non spariscono completamente alla vista: il cavo di traino rimane sospeso e animato nel buio e quando lo si tira giù la trdizione vuole che al posto dell’aquilone ci sia una stella.
Anche il modo in cui l’aquilone è designato nelle varie lingue testimonia il desiderio di voler rendere già nel nome l’idea di qualcosa di animato: in Cinese significa Uccello del Vento, in Coreano Falco, in Giapponese Piovra, in Portoghese Pappagallo, in Siciliano Stella, in Spagnolo Cometa, in Tedesco, in Russo e in Danese Drago, in Polacco Cavallo Alato.