Tutto su l'usanza di bendare i piedi

La predilezione dei cinesi per i piedi piccoli risale a tempi lontanissimi e venne espressa poeticamente ancor prima dell’era di Confucio (551 - 479 a.C.). Il camminare a passi corti e misurati rientrava in un canone di comportamento femminile che valorizzava la grazia e l’equilibrio

                                                            
LE ORIGINI

In un manuale del XIX secolo si legge:Quando cammini, non girare la testa; quando parli, non aprire la bocca; quando siedi, non muovere le ginocchia; quando sei in piedi, non agitare le vesti; quando sei felice, non ridere forte; quando sei arrabbiata, non alzare la voce” . Tutto ebbe inizio, secondo una storia popolare cinese, per l’astuzia di una volpe che aveva tentato, mediante la fasciatura, di celare le proprie zampe per assumere le sembianze umane dell’imperatrice Shang, dando così il via a una moda di corte. Secondo un’altra versione, l’imperatrice, che aveva un piede equino, aveva persuaso il timido consorte a rendere obbligatoria per tutte le giovani la compressione dei piedi. Il decreto mise così l’imperatrice nella condizione di esibire la sua deformità come modello di bellezza e di eleganza. Secondo, invece, Zhang Bangji, un chiosatore vissuto agli inizi del XII secolo, la fasciatura dei piedi era iniziata durante il regno di Li Yu (961-75), imperatore e poeta della dinastia meridionale dei Tang, che governava su una regio-ne della Cina prima della riunificazione operata dai Song. Li Yu aveva a palazzo una concubina favorita che si chiamava Fanciulla Soave, fine danzatrice e donna di estrema bellezza dalla vita esile. Aveva fatto costruire per lei un loto d’oro alto un metro e ottanta, tempestato di perle e con un carpello rosso al centro. Fanciulla Soave fu costretta a fasciarsi i piedi con seta bianca in modo che le punte assomigliassero alle estremità della falce lunare. Quindi danzò al centro del loto, volteggiando come una nube che si alza. In ogni caso sembra certo che siano state le danzatrici di corte a introdurre, verso il X sec., questa usanza; il che lascia intendere che in un primo periodo la compressione doveva essere solo leggera e non tale da pregiudicare seriamente il movimento . Larghi strati dei circoli cortigiani e delle classi aristocratiche imitarono quella moda, che divenne ben presto un simbolo sociale. Nei secoli successivi, le classi borghesi e persino il proletariato si uniformarono al gusto delle classi nobiliari.

Alla sempre maggiore diffusione corrispose una sempre maggiore compressione dei piedi: la donna faceva generalmente fatica a camminare e doveva appoggiarsi alle pareti, a un bastone o a un’altra persona. Pertanto il costume di fasciare i piedi, diffondendosi, cambiò anche significato. Divenne un comodo messo per esprimere e rafforzare il nuovo concetto di castità femminile che la Cina era venuta sviluppando nel corso del sec. XII. Una moglie casta doveva rimanere relegata in casa e non doveva farsi vedere nei campi e per la strada; e camminare con i piedi fasciati rendeva l’incedere penoso e difficile. Nello stesso tempo la fasciatura rivelava la condizione economica di una famiglia: un uomo che aveva una moglie con i piedi fasciati provava a tutti che egli era abbastanza ricco da mantenere una donna con i suoi guadagni e che non aveva bisogno d’aiuto nei campi o nel negozio. Conseguentemente i piedi grandi, propri dell’altro sesso, erano indice di appartenenza ad una classe sociale povera .

L’usanza di fasciare i piedi, vivido simbolo della soggezione della donna, sopravvisse a innumerevoli cambiamenti dinastici e fiorì per secoli. Il costume era parte integrante di una società patriarcale che inculcava nelle donne l’obbedienza, conformandole a un rigido articolato codice morale consacrato dagli anni e dalla tradizione. Una dama virtuosa accettava passivamente la sua condizione d’inferiorità intellettuale e rimaneva tagliata fuori dal mondo esterno. Le sue letture si limitavano al canone ortodosso, ed essa imparava soltanto a sbrigare le faccende domestiche e quelle poche attività collaterali che le erano concesse . La fasciatura rendeva molto più appariscente la differenza tra i due sessi. Si criticavano le donne che a-vevano piedi naturali che, non essendo piccoli, erano considerati poco femminili. A tali donne ci si rivolgeva con il sarcastico appellativo di Piede d’anatra e Barca di Loto. Opporsi alla fasciatura era cosa impensabile, significava ribellarsi alle tradizioni cinesi, che miravano a mantenere una netta divisione tra uomini e donne. Allo scopo di garantire la separazione dei sessi, dai sette anni in poi era fatto divieto alle bambine di intrattenersi con i maschietti. Si insegnava alle giovani signore di evitare perfino di discorrere con i cognati, poiché la qual cosa poteva essere interpretata come atto di sospetta intimità. 

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