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Gatto. Bobtail Giapponese

Il gatto domestico giapponese, simbolo della fortuna, fu introdotto più di mille anni fa, via Cina e Corea, da monaci buddisti.

Il gatto domestico giapponese, simbolo della fortuna, fu introdotto più di mille anni fa, via Cina e Corea, da monaci buddisti.

Il primo ad accorgersene fu Charles Darwin che registrò una forte incidenza di gatti con coda corta e mozza nella zona dell’arcipelago della Malesia, Siam e Birmania.
Recenti studi hanno rivelato che gatti a coda tozza e senza punta sono molto diffusi a Singapore, ma molto rari in Europa.
Si ritiene che il gatto domestico sia giunto in Giappone dalla Corea o dalla Cina nel corso del VII, VIII o IX secolo.
Nel corso dei secoli la razza del Bobtail giapponese si è stabilizzata ed è diventata “Kazoku Neko”, cioè il gatto comune giapponese.
La razza bobtail ha una lunga storia nel nativo Giappone, ma è ancora poco diffusa nel resto del mondo, salvo gli Stati Uniti. Cominciò ad essere allevata in Giappone da Judy Crawford, moglie di un militare di stanza in quel paese dopo la fine della II Guerra Mondiale. Nel 1968 Crawford inviò i primi di questi gatti negli Stati Uniti ad Elisabeth Freret e nel 1976 la razza venne riconosciuta ed ammessa al Campionato della Cat FanciersAssociation. Numerosi altri gatti furono poi importati dal paese d’origine nel corso degli anni. In Europa, grazie all’interessamento di Rolf Voehringer, allevatore e giudice svizzero, la Federazione Felina Internazionale riconobbe il Bobtail Giapponese nel 1988.

Leggenda
Si narra che i primi gatti apparsi in Giappone fossero di colore nero; ad essi ne sarebbero seguiti di bianchi e, dopo l’arrivo al sud-est asiatico di gatti rossi, avrebbe avuto origine la varietà Mi-Ke. Il nome, che significa “tre pellicce”, si riferisce ai tre colori del mantello di questi gatti: rosso, bianco e nero.
Considerato un portafortuna, il gatto giapponese viene spesso raffigurato nei colori caratteristici della varietà Mi-Ke e con una zampina alzata. Secondo la leggenda, chiunque ne trovi uno davanti la porta il primo giorno dell’anno avrà un anno fortunato.

Caratteristiche
Di taglia media con corpo snello ma muscoloso, ha lunghe zampe slanciate. La coda è generalmente ricurva e rivolta verso l’alto, con un ciuffetto di peli che ricorda un ponpon. Ha gli zigomi alti e gli occhi di taglio asitico che, insieme al naso lungo, gli conferiscono un aspetto tipicamente giapponese.
Gli occhi si armonizzano con la tinta del mantello e possono essere blu e gialli, anche spaiati negli esemplari bianchi e in quelli interamente bianchi.
La sua voce è caratterizzata da una vasta gamma di “cinguettii” e miagolii, è sonora ma senza essere fastidiosa.

Come indica il nome inglese della razza, la coda dovrebbe essere mozza, ma in realtà è lunga 10-12 cm (al massimo) seminascosta dal pelo; quando è tenuta ricurva è lunga la metà e simile a quella dei conigli.
Il gene responsabile della coda corta e a pompon si è fissato e perpetuato nella razza essendo il Giappone un arcipelago, condizione geografica che riduce le possibilità di ampliamento del pool genetico locale e favorisce gli accoppiamenti fra consanguinei (la stessa condizione ambientale che ha dato origine al Manx nell’Isola di Man, anche se geneticamente e morfologicamente le due razze sono completamente diverse).

Una caratteristica del Bobtail Giapponese è il carattere molto socievole. Questo lo rende un compagno ideale per chi cerca un gatto di grande intelligenza, che apprende il proprio nome con facilità e al quale risponde prontamente, festoso con gli estranei e amico di tutta la famiglia. La brevità della coda non gli impedisce di mantenere un eccellente senso dell’equilibrio e non perde occasione di dimostrarlo.