Vita delle Cortigiane Cinesi

Sotto la Dinastia Tang(618-907d.C)le cortigiane conobbero il loro "periodo d'oro”Come le geishe giapponesi o le grandi cortigiane greche ,erano donne colte,abili nel canto ,nella danza e nell'arte della conversazione

Ai tempi di marco polo,il primo occidentale a parlare di prostituzione,le ragazze delle famiglie povere venivano non soltanto vendute per essere avviate a quel mestiere, ma rapite da bande organizzate che sottraevano alla famiglia le più belle e le più giovani.

Si era intanto diffuso l’incubo della sifilide, e molti uomini abbastanza ricchi da poterselo permettere co minciarono a formarsi un harem in casa, introducendo così nella famiglia cinese la pratica della poligamia.

Dalla metà del XVIsecolo, dopo l’insediamento dei portoghesi a Macao e l’arrivo in Cina di compagnie commerciali europee, la prostituzione si diffuse ulteriormente, e quella colonia ne diventò uno dei centri.

L’opposizione della Chiesa cattolica, che a Macao, sede di missioni gesuite, aveva istituito un vescovado nel 1576, non riuscì a impedire che si aprisse un gran numero di bordelli frequentati da europei.

Spinti dalla miseria e dalla mancanza di lavoro, mi gliaia di cinesi emigrarono dalle campagne verso le grandi città, favorendo con i loro movimenti il traffico delle donne, che continuò anche dopo l’introduzione del codice penale che proibiva l’istigazione alla prosti tuzione.

I bordelli, cui i cinesi davano il poetico nome di “case fiorite”, erano situati di preferenza vicino ai porti. Secondo la descrizione di un turista intorno al 1920, avevano due o tre piani, con i numeri illuminati da lan terne: non si trattava però di normali numeri civici, bensì di combinazioni assegnate dalla polizia per con traddistinguere e riconoscere quegli edifici.

All’entrata un grande tabellone richiamava gli sguar di dei passanti e spesso, sopra le finestre affacciate sulla strada, erano scolpite in bassorilievo frasi che esalta vano, con poetici eufemismi come “brezza fresca” o “luna chiara”, gli attributi delle ragazze. L’ingresso era illuminato da lampade a gas e l’arredamento era ri dotto al minimo; molte scale segrete mascherate da porte conducevano direttamente ai tetti per facilitare la fuga in caso di irruzione della polizia.

A volte però la polizia era connivente: atteggiamento indispensabile alle tenutarie delle case, che per esercita re tranquillamente il loro mestiere dovevano averne l’appoggio, o godere della protezione di un capo locale, o di quella che può venire considerata l’equivalente ci nese della mafia, la Triade, cui pagavano una tangente definita “tassa di amicizia”. ( 2 Parte continuo)

Articoli Tratti da Figlie della Cina di Bamboo Hirst

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