Più la loro età era tenera, più erano ricercate dai compratori: innanzi tutto perché era più facile addestrarle, e poi perché era più probabile che fossero vergini, e quindi particolarmente apprezzate e richieste dai frequentatori delle case, che pagavano cifre molto elevate per iniziarle alla vita sessuale, rifondendo la tenutaria di tutte le spese sostenute in precedenza.
La prima notte di una prostituta vergine era accompagnata da un elaborato rituale che ricordava per alcuni aspetti la cerimonia delle nozze, e che veniva chiamato “celebrazione del fiore”: si accendevano candele e ci si inchinava ritualmente davanti alle immagini delle di vinità, poi il cliente offriva un banchetto per gli amici, all’interno della casa.
Accadeva naturalmente che le ragazze, soprattutto se molto giovani, si ribellassero all’idea di subire quel la violenza. Venivano allora “convinte” a farlo con metodi di una crudeltà che provoca disgusto e orrore. Un’inchiesta sulla prostituzione svolta negli anni Trenta parla di un pulcino infilato nei pantaloni della giovane recalcitrante. Per liberarsi dalla morsa soffo cante dei lacci che chiudevano l’indumento, il pulcino si serviva del becco e delle zampe, provocando lacera zioni tanto dolorose che la poveretta, stremata, finiva per “acconsentire”.
Hong kong era uno dei maggiori centri della prostituzione, insieme con altre grandi città quali Shanghai, Harbin, Tianjin, Canton e Macao .
Diventare una prostituta esperta, in grado di soddi sfare anche i clienti più difficili, richiedeva un lungo ti rocinio.
Le prostitute delle case fiorite non avevano un ruolo puramente passivo, tanto più che spesso i clienti erano uomini anziani, bisognosi di abili mani. Le ragazze im paravano dalle colleghe più anziane tecniche erotiche basate sulle teorie del taoismo, secondo il quale anche determinate discipline sessuali consentivano di raggiun gere il Tao,. e di conseguenza l’immortalità.
La donna detiene la potenza femminile, lo yin, e dunque fornisce all’uomo, detentore del principio ma schile, yang, elementi indispensabili alla sua completezza . Le tecniche sessuali basate sui principi del taoismo mirano a consentire all’uomo di conservare la potenza del suo principio maschile pur integrandosi con i poteri misteriosi della donna, e a realizzare in tal modo l’unione tra yin e yang.
Ma le prostitute non dovevano imparare soltanto le più raffinate tecniche erotiche, bensì anche l’uso di polverine strani aggeggi studiati per esaltare la potenza sessuale dell’uomo. Seguendo gli insegnamenti di un vero e proprio “manuale”, si applicava un anello alla radice del pene e si spargeva sul prepuzio una polverina chia mata “la voluttà del talamo”, “per gonfiare la testa del membro e per aprire l’occhio ampiamente. I muscoli trasversali risultano evidenti e le vene diventano turgide di sangue purpureo, la carne solida e potente”.
Quello della prostituta era un mestiere faticoso: non bastava infatti soddisfare il cliente dal punto di vista erotico, ma bisognava occuparsi totalmente di lui, in trattenendolo e confortandolo con abili massaggi e tonici preparati con mano esperta.
Il massaggio veniva praticato durante il rito del bagno , strofinando le carni del cliente con un sacchetto di seta riempito di crusca di riso, praticando movimenti circolari e regolando la pressione secondo la sensibilità delle diverse parti del corpo. Si partiva dalle estremità degli arti per risalire in direzione del cuore con movi menti circolari che si concentravano attorno al seno, al- l’addome e alle zone erogene.
Dopo il bagno, quando la pelle era ancora calda, si praticava il massaggio con l’olio di camelia, poi si frizio nava con succo di zenzero: l’azione combinata delle due sostanze aveva un effetto particolarmente energetico.
Fra i tonici che le prostitute dovevano imparare a preparare era celebre quello a base di ginseng, che alleviava il senso di fatica dopo ogni atto sessuale e che si otteneva con un infuso della radice essiccata in acqua vite di riso.
Alcuni di questi tonici sono ancora in uso, con quei nomi fantasiosi e poetici che i cinesi usano spesso: “cento felicità”, “sempre primavera”, “miriadi di ar monie”.
Nelle giornate calde, le prostitute davano ristoro ai clienti rinfrescandoli con il ventaglio, strumento tradi zionalmente molto importante nella vita dei cinesi, usa to perfino dai generali in battaglia, che dalla cintura metallica ne estraevano uno di grandi dimensioni come simbolo di comando.
Queffi delle prostitute erano ventagli istoriati con scene erotiche: dosandone sapientemente l’apertura e la chiusura, rivelavano figure in pose di sfrenato eroti smo, o in atteggiamenti comici. Il ventaglio veniva così utilizzato sia per sollevare il cliente dall’oppressione del caldo sia per metterlo di buon umore e stimolarlo.
Alle prostitute che lavoravano nelle fumerie d’oppio, si richiedeva anche di saper preparare la pipa, che lasciava nell’aria “un odore simile a quello delle mandorle. (4 Parte continuo)

Eleonora 








