In un paese essenzialmente agricolo queste cerimonie-rappresentazioni erano legate al ritmo delle stagioni e al calendario lunare: come testimonia il classico Libro delle Odi (Shijing), si cantava e si danzava per la semina, per un buon raccolto, per la pioggia benefica, infine per propiziarsi il favore degli dei, allontanare gli spiriti maligni e le calamità,si cantava e si danzava anche per rendere omaggio agli antenati, il culto più profondo di questa società contadina, quindi nei matrimoni e nei funerali, mentre nei mercati si esibivano gruppi itineranti di acrobati e cantastorie (shuochang yiren, figura importantissima per l’evoluzione del teatro), e nei templi venivano rappresentate le gesta di questo o quel personaggio divino.
Con lo sviluppo degli agglomerati urbani, del commercio e dell’artigianato, si assistette al sorgere di una classe aristocratica più agiata e, di conseguenza, a una maggiore richiesta di intrattenimenti a corte e presso le famiglie benestanti.
Molte delle cerimonie rituali persero il loro carattere religioso per diventare puro e semplice divertimento: nacquero in tal modo i primi buffoni di corte, che si ispiravano alle tradizioni popolari per divertire il proprio padrone e, contemporaneamente, i primi professionisti del canto e della danza, generi a cui se ne affiancarono altri, quali le pantomime, le arti marziali, la lotta.
Col termine generico di “cento rappresentazioni teatrali” (baixi) si suole definire quest’insieme di attività che più o meno caratterizzarono i secoli avanti Cristo e quelli subito dopo.
La svolta del teatro avviene nei primi anni dell’epoca Tang (618-907 d. C.)è proprio la figura del giullare o del buffone di corte (youren) che tende a evolversi e, da schiavo cortigiano, diventa attore.
Mentre i funzionari di corte rimanevano addetti alle cerimonie rituali in piena ubbidienza all’imperatore, ai giullari erano permesse, oltre alle esibizioni di canto e danza, anche burle critiche verso le autorità senza pericolo di essere ripresi e biasimati.
Della dinastia Tang si ricorda pure un fatto molto importante legato all’imperatore Xuangzong (712-756), detto anche Minghuang, “il Risplendente”, per il suo amore verso le arti e il teatro in particolare, che nel 744 fondò il Giardino dei Peri (Li Yuan), un’accademia teatrale o, forse meglio, un conservatorio musicale per la preparazione di attori e musici, e anche di controllo per tutti i generi di intrattenimento.
bisogna arrivare alla dinastiagli Yuan (1280-1368) affinché il teatro cinese raggiunga il suo massimo splendore. In quel periodo nascono due scuole teatrali, quella del Nord o Beixi e quella del Sud o Nanqu che prosperano, ognuna a modo suo, fino all’inizio della dinastia Ming (1368-1644), quando il teatro del Nord conosce un inesorabile declino tutto a vantaggio del teatro del Sud. Verso la metà della dinastia Ming nasce, vicino Suzhou, una nuova scuola detta Kunqu destinata a restare popolare per più di trecento anni sui palcoscenici cinesi
Le prime opere abbastanza costruite si hanno sotto i Song (960-1176), epoca nella quale, grazie allo sviluppo del paese, il numero degli attori professionisti andò crescendo al punto che vennero smantellate le compagnie di corte per poter accogliere a palazzo i migliori attori del momento.
vi sono compagnie stabili e itineranti, ognuna comprende da cinque a otto attori, ciascuno con un ruolo stabilito, un trucco e un costume precisi.
Si approfondisce anche l’accompagnamento musicale per le parti cantate e si precisa la presenza di un “maestro di scena” (banzhu) che coordina e predispone l’insieme.
Fanno la loro apparizione anche i primi autori di testi teatrali, come pure sorsero in questo periodo i primi complessi architettonici per le rappresentazioni pubbliche: erano costituiti in genere da una specie di grande mercato coperto detto washe, suddiviso in numerosi stanzoni nei quali, contro una parete,veniva posto un palco rialzato e aperto su tre lati, separato dalla platea da uno steccato.
La maturità dell’opera verrà raggiunta durante il XIII-XIV secolo, quando la Cina fu invasa dai mongoli che fondarono la dinastia Yuan (1279-1368), dando inizio a un periodo abbastanza duro per il paese.
In questo periodo si cominciò a scrivere per il teatro, genere fino a allora disprezzato (l’arte per eccellenza era la poesia) la comparsa di questi commediografi-drammaturghi, “uomini di talento” (caizi) come venivano chiamati, elevò il livello dei testi tenendo conto che, sino ad allora, coloro che si dedicavano al teatro erano per lo più senza istruzione.
Via i mongoli, quando fu fondata la dinastia Ming (1368-1644) un generale ottimismo pervase il paese; anche il confucianesimo, umiliato per quasi cent’anni, ritrovò la sua baldanza glorificandosi con gioiosità anche a teatro. l’opera kunju, elaborata, colta, raffinatissima, che dominò gran parte della dinastia Ming e di quella seguente. Vennero composte ben cinquecentoventi opere, il che comprova la fioritura del teatro sotto i Ming, con personaggi di grande cultura che ne segnarono le tappe. ( 2 Parte Teatro del 900 )

Eleonora 








