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Il Mondo delle Geishe (2 Parte)

Vita quotidiana di una geisha.

La geisha è come un frutto prezioso: la si toglie dalla vita reale quando è ancora ragazzina. La sua conversazione, sempre attenta e elegante,il colletto del kimono deve essere scostato sul retro in modo da lasciare scoperta la nuca, perché esibire l’attaccatura dei capelli è molto seducente e suggerisce in modo discreto un varco che conduce nell’intimo del corpo. Innumerevoli sono i particolari, gli atteggiamenti, le posture, i gesti che contraddistinguono la geisha, che deve esprimere emblematicamente in sé quell’insieme di sfumature che noi occidentali definiamo col termine “grazia”. L’iki è il suo stile di comportamento, la quintessenza della seduzione .

Una geisha apprezzata guadagna parecchio, anche se solo una parte della tariffa va alla donna (il resto va agli intermediari). L’onorario è secondo la fama e la bravura (la bellezza è un elemento secondario). Sebbene guadagnino molto, spendono moltissimo e non sono affatto ricche. E’ per questo che, generalmente, le geisha hanno un mecenate. Le geisha sono addestrate per tenere compagnia agli uomini e fornire loro piacere. Ciò non implica neccessariamente una qualche attività sessuale.
Una geisha, nel corso della sua carriera, non ha più di 3-4 partner sessuali, chiamati “danna” (”sposi”). Sebbene essi paghino, si tratta di una vera relazione. La si può considerare come un’amante. Ovviamente può continuare a intrattenere altri uomini, ma non sessualmente. Anche se può sembrare un ruolo servile, le geisha sono trattate con rispetto dai clienti, ricevendo regali, denaro e favori. Una figura ben distinta dalla geisha è quella della “maiko” (”danzatrice”), l’aspirante geisha, la ragazzina ancora acerba che studia per divenire geisha. Essa è ben riconoscibile dal kimono molto più colorato, con maniche e obi allungato.
Anche le maiko sono richiestissime sul lavoro, poiché la loro giovinezza e candore compensano la mancanza di quell’esperienza che soltanto le geisha più affermate possiedono. Tradizionalmente, le geisha erano il barometro dello stile: la gente guardava a loro per conoscere le ultime tendenze. Ad esempio, furono loro le prima a indossare abiti occidentali. Anche lo shamisen non era uno strumento tradizionale giapponese: le geisha lo fecero diventare qualcosa di nostalgico. Nel corso del tempo, hanno però assunto una posizione diametralmente opposta, sono diventate cioè le depositarie della tradizione. Ora sono considerate tesori nazionali. Le geisha sono portatrici di cultura. Senza di loro, forse, alcune cose sarebbero andate perdute o non si sarebbero evolute nel tempo. Oggi in giappone vi sono non più di un miliaio di geisha e si ritiene che questa figura scomparirà nei prossimi due decenni. La geisha è al centro dell’immaginario occidentale da oltre un secolo. Alle sue origini, la geisha era l’esponente di spicco della cultura alternativa, confidente degli uomini più importanti del paese, parte essenziale per il funzionamento della nazione. Nonostante tutto questo, gli occidentali pensano spesso alla geisha come a una prostituta. Che le geisha venissero pagate anche per prestazioni amorose è vero e può essere chiamata prostituzione, ma non significa che ella fosse una prostituta. E’ prostituzione anche quando una segretaria si concede al capufficio in cambio di qualche favore, ma ella non è sicuramente una prostituta.
Le geisha diventano le amanti del proprio danna, ma ciò non può essere considerata prostituzione. Non lo è neanche in Occidente. Sebbene l’essere pagata per prestazioni sessuali faccia parte del mondo della geisha, non è certamente un suo dovere. Assecondare richieste di tipo sessuale è l’eccezione, non la regola. Le geisha non esistono per questo scopo. E’ vero che la sessualità in Giappone è vista in modo diverso, ma ciò non significa che non vi sia differenza tra una geisha e una prostituta. Visto che questa figura è nata per soddisfare l’uomo, verrebbe da pensarlo, ma non è così. Non c’è niente di positivo nella prostituzione, che si tratti di Giappone o meno. Essere geisha non comprendeva l’insegnamento delle arti amatorie; anzi, dovendo arrivare vergini al mizu age, era loro prescritto di stare il più lontano possibile da qualsiasi contatto di tipo sessuale. Era un modo diverso di essere donna. La geisha era la donna per eccellenza, un gioiello, una cosa rara da ammirare e apprezzare. In conclusiole la geisha ricorda l’etera, la donna veramente libera nella Grecia del periodo attico, diversa dalla prostituta (pornai), che poteva uscire senza proibizioni, partecipare con gli uomini ai vari banchetti, e se veniva mantenute da un uomo potente poteva godere anche di una certa importanza e prestigio. La le donne di buona famiglia erano escluse dalla vita pubblica, erano le etère, ossia le cortigiane di lusso, a conquistarsi posizioni di primo piano nelle relazioni sociali e a favorire, con la propria cultura e intelligenza, l’ascesa politica dei propri amanti.

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Commenti dei lettori

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  • Otaku

    24 May 2010 - 22:59 - #1
    0 punti
    Up Down

    Le geishe sono GIAPPONESI -____________-