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Cina: letteratura femminile o femminista?

La «letteratura femminile» cinese si sviluppa in un clima storico, culturale, politico e ideologico in cui l’uomo è da sempre considerato al centro. Ecco che le scrittrici cinesi[...]

La «letteratura femminile» cinese si sviluppa in un clima storico, culturale, politico e ideologico in cui l’uomo è da sempre considerato al centro. Ecco che le scrittrici cinesi dell’epoca moderna trattano temi e utilizzano stili considerati di genere da una critica tutta al maschile. Le loro opere vengono così circoscritte in un insieme di temi e stili “tipicamente femminili”.

Per questi motivi, è importante considerare la «letteratura femminile» cinese a partire dalla condizione della donna in Cina, a partire dalla cause ideologiche che hanno determinato la subordinazione della donna nella società tradizionale cinese.

Bisogna pensare al fatto che per una donna cinese fare carriera nel lavoro significava andare contro la tradizione, e non solo scontrarsi con la società, ma anche con la propria famiglia.

Parlo di una «letteratura femminile», non «femminista», poiché sono molte le scrittrici cinesi che non si identificano in tale categoria. Risulta molto difficile definire una letteratura di tal genere in una società che ha sempre posto al centro l’uomo, e in cui la donna cinese è nata e cresciuta.

Il termine «femminista» poteva essere letto in modo negativo nella società cinese, e molte donne non avevano ancora sviluppato una coscienza femminista.

Classificando una «letteratura femminile» non si identificano solo le caratteristiche di tale letteratura, ma anche e soprattutto la situazione generale delle donne nella società e nella cultura cinese.

Pur se molte scrittrici cinesi appaiono d’accordo su alcuni punti che il femminismo, nel senso più ampio del termine, sostiene (come la parità dei sessi sia nella società sia nella famiglia), si discostano da tale etichetta e non si scagliano contro gli uomini.

Alcune scrittrici cinesi preferiscono addirittura rimanere estranee alla categorizzazione delle loro opere come «letteratura femminile», ritenendo questa letteratura frivola e attenta soltanto alle piccolezze, quasi limitante.