Questo sito contribuisce alla audience di

Dialoghi: il pensiero di Confucio

I Dialoghi, in cinese Lunyu, costituiscono la più importante opera che racchiude il pensiero di Confucio. Essi comprendono le conversazioni tra il Maestro, i suoi discepoli e altri suoi contemporanei, aforismi e precetti raccolti e redatti dai discepoli stessi.

Il Maestro disse: «A quindici anni ero dedito allo studio, a trenta ero saldo nell’osservanza delle norme rituali, a quaranta non avevo più dubbi, a cinquanta compresi il decreto celeste, a sessanta sapevo ascoltare e a settanta seguivo gli impulsi del mio cuore senza incorrere in trasgressioni» (Dialoghi, II, 4)

I Dialoghi, in cinese Lunyu, costituiscono la più importante opera che racchiude il pensiero di Confucio. Essi comprendono le conversazioni tra il Maestro, i suoi discepoli e altri suoi contemporanei, aforismi e precetti raccolti e redatti dai discepoli stessi.

In origine quest’opera circolava in forma di raccolte di detti sparsi, conversazioni e massime, probabilmente in distinte versioni. Il textus receptus, cioè la versione dei Dialoghi che ci è pervenuta, assunse una struttura omogena solo intorno al 200 a.C. (quasi tre secoli dopo la morte di Confucio).

Nella versione tramandata il testo consta di venti libri (pian), di cui i più antichi e autentici vanno dal I al XV libro. In tutto i Dialoghi comprendono 11.705 caratteri.

L’opera ebbe un grande successo in epoca Han, periodo in cui fu inclusa tra le opere canoniche di studio per gli esami di stato. In questo periodo i Dialoghi circolavano in almeno tre versioni: il Lulun (Dialoghi del Regno di Lu) in venti libri, il Qilun (Dialoghi del Regno di Qi) in ventidue libri, e il Gulun (Dialoghi in stile antico) in ventun libri. Queste costituivano le versioni canoniche del testo. Tuttavia, successivamente, cominciarono ad apparire recensioni nate dall’opera di esegesi e collazione, e furono proprio queste ultime che vennero studiate e tramandate al posto dei testi originali.

I recenti ritrovamenti, presso alcune tombe di epoca Han, di frammenti e listarelle di bambù recanti parti dei Dialoghi, sono da considerarsi molto importanti. Il ritrovamento più interessante fu quello del 1973 presso Dingzhou (nell’attuale provincia dello Hebei): il testo consta di 7.576 caratteri e, sebbene incompleto, è il più antico esemplare dei Dialoghi preservato.

I primi a tradurre l’opera in lingua occidentale furono principalmente missionari cattolici e protestanti, che influenzarono, dal punto di vista religioso, il pensiero espresso nel testo. In seguito, numerosi studiosi laici si cimentarono nella traduzione dei Dialoghi. Tuttavia, è bene sottolineare che molti studiosi mantennero un punto di vista fortemente “europeo”, che non permise loro di comprendere pienamente il pensiero del Maestro Kong.

(citazione tratta dal volume “Confucio. Dialoghi” a cura di Tiziana Lippiello, Torino, Einaudi, 2003)