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Economia e morale - la vicenda De Benedetti-Berlusconi

La vicenda De Benedetti - Berlusconi

La vicenda di questi giorni, la partecipazione a un comune fondo di investimento di Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi, ha avuto un particolare valore simbolico. Da una parte, chi, come Berlusconi, è convinto che business is business, i soldi lavano via la coscienza, bisogna essere pronti ad allearsi con chiunque se ciò entra nel proprio tornaconto. Dall’altra parte non certo un chierichetto, ma un uomo che, quasi suo malgrado, rappresenta un diverso e più morale modo di fare affari. Ha un bel dire Berlusconi che De Benedetti si è spaventato del “massacro mediatico” (che espressione infelice, gliel’avrà suggerita qualche consigliere d’immagine?). E’ vero che la scelta dell’ingegnere ha spiazzato molti; in parte il caso è stato cavalcato ad arte da alcuni giornali e da alcuni opinionisti. Alcuni lettori hanno scritto a Repubblica credendo che questo significasse la perdita dell’indipendenza di quel quotidiano, causando l’ira di Zucconi che non ci sta ad essere assimilato,come i suoi colleghi, a un qualsiasi lacché. Ancora una volta, tutti a gridare alla pulce nell’occhio della sinistra, facendo mostra ostentatamente di non curarsi della trave nel proprio. L’idea del fondo, che dovrebbe salvaguardare le imprese italiane, in un momento di crack societari e di totale perdita di credibilità del sistema creditizio, era partita da De Benedetti e S.B. voleva salire sul carro. Dato che si tratta dell’uomo più ricco d’Italia e di uno dei più ricchi del mondo, la sua partecipazione avrebbe potuto essere importante. Ma Berlusconi, sebbene non sia mai stato condannato, si porta dietro troppe ombre del suo passato. Fare affari con un personaggio così significa associare il proprio nome a una persona quantomeno discutibile. Bene ha fatto dunque De Benedetti a recedere. Come dicevano i nostri nonni: “gli altri ci giudicano anche dagli amici che abbiamo”. Sarebbe ora di tornare a un po’ di buonsenso, al rispetto per i galantuomini e allo spregio per gli altri.