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Il Fetish nei giochi di Ruolo (Lumen et Umbra) II parte

Non tutti sanno quanto il fetish sia entrato nella nostra cultura... Ecco un esempio di come sia presente anche nei giochi di Ruolo

Per quanto riguarda il capitolo abbigliamento, al tempio di Minerva si trova un
bellissimo corsetto ingioiellato posseduto da Mira. Per non parlare di Myailin,
che nonostante abbia tenuto verso il duca Morgan comportamenti da Mistress, ci
sembra un pò troppo “spogliata” per questo ruolo; per la precisione, costei sfoggia
calze a rete autoreggenti, un bel reggiseno di pizzo rosso, e delle scarpe col
tacco a spillo rosse… e BASTA! In questo caso, consiglio a tutti il “safe-sex”;
chi volesse avere a che fare con
la simpatica demonietta, sappia che corre i suoi rischi, infatti Myailin lancia
acido. Ma sempre alla Magione, stavolta per lui, c’è Eric, tutto vestito attillatamente
in pelle nera (pantaloni, giustacuore,…). Un’appassionata del genere è anche
la nostra Signora della Magia (che ci ha sempre, in verità, dato l’impressione
di essere una Mistress, con tutti quei maghi, anche potenti, al suo servizio);
spesso si fa vedere in giro con un’invidiabile tunica aderente in pelle di drago
bianco, che, ammettiamolo: fa la sua bella figura. È doveroso citare anche Stradh,
che si presenta come un bel master, elegantemente vestito in nero e con tutta
quella gente che ha sottomesso ai suoi capricci… Dà talmente tante garanzie
di bravura nel campo che almeno due volte al giorno un gruppo di avventurieri
lo cerca per farsi massacrare. Ma qui il nostro ci cala un pochino: lo slave “in
cerca” andrebbe, in teoria, lasciato a bocca asciutta, mentre Stradh, troppo buono,
concede puntualmente ai malcapitati ciò che cercano. Per chi cerca catene e affini,
i Rematori ne hanno alcune; oppure di nuovo a Raven, Endorovich ha (o forse è
meglio dire aveva) dei bracciali metallici con ancora dei pezzi di catena attaccati:
non vedo come un vero cultore del fetish e del SM possa lasciarsi sfuggire una
simile prelibatezza. Lo stesso Endorovich
porta un collare di metallo, ornamento forse ancor più fondamentale per ogni slave
che si rispetti, a far mostra ulteriore della sua appartenenza a un master (o
mistress, a seconda dei gusti). Sempre per praticare il collaring, ma in versioni
più soft ci sarebbe in giro anche un collare nero; per chi invece vuole proprio
andare sullo sfarzoso (ma a mio avviso si distorce la natura di questa pratica)
c’è il paracollo di Jaffar, in zaffiri, che ha il vantaggio di poter essere sfoggiato
a una cena ufficiale (ma in tutta onestà, lo trovo vagamente pacchiano). Per il
capitolo “calzature” non citerò qui gli stivali di Bosco Verde, perché le scarpe
sono sempre un accessorio per dominanti, e chi porta quelli di BV ha ben poco
da dominare. Più dignitosi decisamente sono quelli che si trovano alla Magione
(anche addosso al sopracitato Eric). Purtroppo il mondo di LeU vede nelle scarpe
più un accessorio pratico, e siamo pieni di calzature efficienti, quali i piè
veloce o quelli alati, ma ben poche sono veramente intriganti, se non quelle in
possesso dei già citati Myailin e Stradh. Il nostro mondo è povero anche di sexy-shop.
Bisogna adattarsi, ma chi cerca trova. Per esempio l’armaiolo di Alma ha alcuni
articoli di pelle interessanti, fra un cui un cappuccio di cuoio (si hanno più
garanzie a prenderlo qui che a sottrarlo a qualche goblin). Degli stivali li troviamo
finalmente da Ahkeem a Talonia, però… possibile che in giro non ci sia neanche
una candela da lasciar gocciolare dolcemente sul corpo della/dello slave? Bisogna
tornare a cercarla dalle parti della cara Myailin, alla Magione Ducale, ma almeno
è di un bel colore rosso. Eppure in tanta desolazione, spicca un negozietto, in
un vicolo nella parte
sud-est di Talonia, specializzato in oggetti in pelle e cuoio, dove si trova di
tutto: anche roba borchiata! Per il resto, anche procurarsi un misera corda può
diventare un problema: si è costretti a usare quale surrogato il tubo di gomma
di Sadiq (anch’egli un tipo interessante, come si evince dal nome: è nientemeno
che il torturatore della razza degli Efreet). Sconsiglio vivamente una visita
ai grandi magazzini di Syracusa; non si può prendere niente, sebbene si intravedano
esposti articoli di un certo interesse; quali stoffe, profumi e spezie particolari
ed esotici, e si rimane con l’amaro in bocca. Un ultimo paragrafo lo vorrei dedicare
alle maschere, presenti su LeU in quantità non indifferente, e in mano a personaggi
sovente insospettabili, fra i quali è obbligatorio citare Kalissian, ma anche
Roland e Alyssa. Molte sono fatte di materiali preziosi, o decorate in maniera
se non ricca, quantomeno fantasiosa, il che la dice lunga su quanto nella mentalità
dei giocatori sia diffuso il fetish con declinazioni “private”, e non soltanto
tese al bdsm. È quindi naturale, in conclusione a questo excursus, rendersi conto
che la grande libertà di abbigliamento nel mondo fantasy permette, più che di
creare uniformi in cui riconoscersi, di mostrare il proprio potere a seconda della
ricercatezza e delle caratteristiche dei cimeli indossati o delle armi a disposizione.
Senza dubbio da questo punto di vista ognuno si veste in modo “fetish”, poiché
carica il proprio look di valenze che normalmente non gli competono, andando oltre
la semplice eleganza o praticità del vestire. Quindi la definizione di fetish
in questo ambito dipende in tutto e per tutto dallo stile, dal momento che, come
tutti ben sappiamo, l’abito non fa il monaco. E non fa nemmeno il master… anche
se aiuta.

(NB) Lumen et Ombra è un Mud (un acronimo di Multi User Dungeon). Collegandovi entrerete in un mondo virtuale in esplorazione di una dimensione fantastica trovandovi in compagnia di molti altri giocatori.