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Fetish-mania a portata di tutti

Tra un reggiseno in latex e una guepière sadomaso la vostra vita potrebbe assumere contorni pepati e piccanti. L'occasione la offre la regina del neo-Burlesque, musa delle riviste fetish e spogliarellista cult, ovvero Dita Von Teese

Qualche mese fa Dita ha pubblicato un libro d’immagini che ha fatto il tutto esaurito e che non può mancare sotto l’ombrellone di chi alle vacanze associa sempre un pizzico di trasgressione.

Il libro ha un doppio titolo, “Fetish and the art of the Teese” e “Burlesque and the art of the Teese”.
Doppio titolo, doppie copertine, doppie chiavi di lettura. “C’è una parte che riguarda il Burlesque, con foto delle pin-up, dei miei vecchi idoli come Bettie Page e cose del genere.”, spiega Dita, “L’altra parte è decisivamente fetish, per far capire alla gente che il feticismo non è solo legato a fruste e catene o lingue che indugiano su stivali di cuoio. Può essere elegante, pieno di glamour e per niente spaventoso”.

Ed è il glamour infatti la parola d’ordine di questo manuale del fetisch per tutti, 230 pagine, un chilo di peso e 35 dollari di costo, al vertice delle classifixche di vendita da mesi.
Perchè per questa rediviva Mae West, unica degna erede di Bettie Page, richiesta in tutto il mondo, dove è conosciuta soprattutto per il suo show in un bicchiere da cocktail, nel quale mette in scena uno strip teatse dal sapore squisitamente vintage, che culmina con una immersione in un bicchiere di champagne o martini gigante, il glamour è il succo della vita.
Glamour che è anche l’ossatura portante dello spirito del burlesque di cui Dita è portavoce indiscussa.

“Un tipo di spettacolo che nasce dai vaudeville show di fine Ottocento - primi Novecento. Arrivò il momento il cui gli sketch diventarono un po’ più piccanti, le barzellette un po’ più sporche, le allusioni sessuali più frequenti e le ballerine più discinte, più ammiccanti. Insomma, il Burlesque è prima di tutto un varietà in cui gli uomini si divertono, uno spettacolo nel quale lo spogliarello è il numero più atteso. Al punto che, negli anni Quaranta e Cinquanta, alcune star del Burlesque, come Lily St Cyr, Sally Rand e Tempest Storm, diventarono autentiche dive”.

Etichettata come “regina del burlesque” Dita ha sempre pensato che il mondo dell’intrattenimento per adulti fosse troppo focalizzato sull’hardcore, così ha deciso di costruire la sua carriera su immagini e performance più soft.
Ed è su questo che ha anche plasmato il suo personaggio a metà tra il fetish ironico e il bondage spiritoso, tutto in chiave rigorosamente vintage. Il suo look? Bustini e corsetti mozzafiato, ne possiede almeno 400 tutti diversi, oltre a 350 cappellini e 1.200 paia di calze di seta, cpn i quali fa rivivere le vecchie modelle dai vitini da vespa.

Tutto questo è documentato nel suo libro, del quale molti lettori hanno confessato di avere comprate due copie: una da tenere, l’altra da smembrare e trasformare in piccoli poster.
Da appendere anche sotto l’ombrellone..

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