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Rangoli

Disegnati davanti alla porta di casa o dei templi, i Rangoli, chiamati nel Tamil Nadu, Kolam, si disegnano in tutta l'India davanti alle porte, cancelli, entrate come simbolo di fortuna, di benvenuto, protezione e di buon auspicio. Generalmente sono tracciati geometrici ma non si disdegna il disegno floreale o descrittivo di entità religiose.

I Rangoli, chiamati nel Tamil Nadu sud India Kolam, si disegnano in tutta l’India davanti alle porte, cancelli, entrate come simbolo di fortuna, di benvenuto, protezione e di buon auspicio.

Generalmente sono tracciati geometrici ma non si disdegna il disegno floreale o descrittivo di entità religiose. Si traccia con farina di riso oppure, più modernamente, con polveri colorate o, ancora, con foglie e petali di fiori, soprattutto durante le festività religiose.

Un’usanza che ha accompagnato la popolazione indiana nei millenni, e vi si trova traccia già negli antichi scritti, appena posteriori ai Veda, i Purana: testi che trattano l’alta filosofia indiana.

C’è una leggenda che racconta la nascita dei Rangoli.

Ci fu un sacerdote molto triste per la morte del figlio. Tutti pregarono Brahma affinché facesse qualcosa per alleviare la sua pena. Commosso il dio chiese che si dipingesse al suolo l’immagine del figlio del sacerdote. Una volta terminato, Brahma diede vita al disegno. Da questo miracolo iniziò la tradizione dei rangoli in India.

Ma al di là delle leggende, in questa tradizione c’è molto della caratteristica di questo popolo. Il disegno con polvere commestibile, all’entrata, ha lo scopo principale di tenere lontano gli insetti dall’interno delle case. Il grande rispetto che gli indiani hanno per la natura, la vita, si può costatare anche in questa occasione. Non si usano insetticidi, ma un metodo a volte più efficace: se gli insetti trovano cibo all’esterno perché dovrebbero entrare?

Non è difficile infatti vedere animaletti che si soffermano a cibarsi della farina di riso…. Compreso gli splendidi corvi dal piumaggio lucente che piegano la testolina per consentire al lungo becco di sorbire la farina.

Durante i festival i rangoli prendono l’aspetto di vere opere d’arte.