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Yoga e gravidanza

Normalmente le mamme in attesa vengono consigliate, dagli addetti ai lavori, di iniziare la preparazione al parto tre mesi prima dell’evento. Ma a questo punto, quando il bambino ha già sei mesi, quando occupa già un notevole spazio, come è possibile addestrare la futura mamma a una respirazione corretta, diaframmatica?

Nella mia scuola di Yoga arrivano molte donne in gravidanza per avere una preparazione adeguata al parto e trovo delle grosse difficoltà dovute a un’errata informazione. Ho un’esperienza di 20 anni in questo campo. Lo yoga può fare veramente moltissimo solo se… viene praticato per tempo e correttamente.

Normalmente le mamme in attesa vengono consigliate, dagli addetti ai lavori, di iniziare la preparazione al parto tre mesi prima dell’evento. Ma a questo punto, quando il bambino ha già sei mesi, quando occupa già un notevole spazio, come è possibile addestrare la futura mamma a una respirazione corretta, diaframmatica?

La respirazione addominale deve essere addestrata non oltre il terzo mese. La toracica non oltre il sesto, mentre la clavicolare si può effettuare anche sull’ottavo mese.

Invece, riesco solo a insegnare parte della toracica e la clavicolare, quando, invece, è proprio la diaframmatica che dona quella calma, serenità, lucidità, indispensabili per affrontare consapevolmente uno dei momenti più belli nella vita di una donna.

Il lavoro è efficace ugualmente, ma quello che si ottiene con un’adeguata preparazione, possono raccontarvelo solo le mamme che l’hanno sperimentata. È soprattutto sul terzo mese che si possono fare esercizi di preparazione del pavimento pelvico e di tensione e detensione separata (Vibhaga-tala) che predispongono i tessuti adeguatamente elastici per affrontare la dilatazione del parto.

A proposito di questo argomento vorrei lanciare un appello ai ginecologi, ostetriche e quanti altri compongono l’equipe dei reparti di ostetricia.

Vogliamo finirla di far partorire le donne in modo innaturale? Sono coscienti che esiste una forza di gravità? Perché far partorire la donna in salita?

Utilizziamo la gravità, utilizziamo posizioni antiche, ma efficaci!

Pare che sia stato il Re Sole che, volendo vedere uscire il suo primogenito, abbia costretto la regina a partorire nella posizione innaturale, lanciando questa deplorevole moda. Ma per l’amor del cielo! Sono passati parecchi lustri, secoli, ecc. non sarebbe il caso di tirare una bella croce su questa usanza barbara? Se chiedete in ostetricia se è possibile avere un parto in assetto naturale rispondono che ognuna può prendere la posizione che preferisce, salvo che, poi, all’ultimo momento, la partoriente viene rovesciata ancora con il bacino in alto per maggiore comodità del medico e dell’equipe. E voilà, proprio come il Re Sole!  E siamo nel 2006!

Poveri bambini devono correre in salita ancor prima di nascere!