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Evviva i mammi.......!!!

Jivana Yoga ovvero lo yoga della vita....I genitori lo potranno constatare già dai primi mesi di vita quando, invece delle classiche e tradizionali nottate in bianco, potranno felicemente sprofondare in sonni ristoratori....

Uno yoga riservato alla donna in gravidanza e che la segue anche dopo il parto quando più si fanno necessarie l’attenzione, la presenza, la calma.
La donna, già dai primi giorni di gravidanza, riscopre il proprio corpo. Attenta a ogni variazione, mutamento che avviene in lei. Aspettare un figlio è come essere perennemente in meditazione. Una meditazione sui misteri della vita, sulla trasformazione delle cellule. L’attenzione rivela i cambiamenti della propria natura, della psiche, e questo è uno stato di grazia che non dovrebbe essere interrotto, guastato da assurdi egoismi e qualsivoglia elemento esterno. La donna in gravidanza dovrebbe essere salvaguardata da pressioni psicologiche che danneggiano l’armonia necessaria sia alla madre sia al bambino.
Sì, anche al bambino.
Questa introspezione della futura mamma è una necessità per il bambino che, con queste premesse, può arrivare alla vita con un bagaglio positivo. Questo i genitori lo potranno constatare già dai primi mesi di vita quando, invece delle classiche e tradizionali nottate in bianco, potranno felicemente sprofondare in sonni ristoratori.
Ma come si fa a ottenere uno stile di vita così descritto? E qui intervengono i mammi. I papà svolgono un ruolo molto importante in questa fase della vita famigliare.
I papà saranno molto presenti e determinanti e saranno degli ottimi padri e mariti, quando…… quando dimenticheranno per alcuni istanti il proprio IO a favore di un altro piccolo IO.
Solo così si potranno definire Papà con la P maiuscola.
E non credano, i papà, di perdere quanto ritengono a loro dovuto a qualunque costo, ma, al contrario, acquisteranno un grande amore e riconoscenza da parte della neo-mamma (si sappia che ciò che la donna vive in questo particolare momento della sua vita rimane inciso indelebilmente in lei: sia i momenti felici, sia i torti subiti).
Di questo momento di ritiro del proprio IO, i papà avranno la gratificazione di vivere un’armonia famigliare meritata e avere un bimbetto sereno che sorride invece di spaventarsi al suono della loro voce.
Appena la madre avrà assolto il ruolo primario di occuparsi di un esserino indifeso e completamente dipendente da lei, quanto amore saprà dedicare a un marito che l’ha compresa invece di osteggiarla, che non le ha richiesto di essere presente al 200%, che l’ha aiutata nel momento in cui lei aveva bisogno. Insomma… a un padre….  e…. un marito, vero!