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Il "dopo multiplo attentato" alle ferrovie di Bombay (Mumbai)

Grande gesto di solidarietà alle persone colpite negli attentati di martedì scorso, da parte del Signor Somnath Julka, un imprenditore. Non aveva parenti né amici colpiti negli attentati di Bombay, ma Somnath Julka si è adoperato ad aiutare quanti poteva al Sion Hospital.

La giornalista Monica Chadha della BBC News, Mumbai, non si è lasciata scappare la notizia di questa “mosca bianca” nella società contemporanea. Ed è andata a intervistare il signor Somnath Julka.

Appena dopo gli attentati erano arrivati all’ospedale una sessantina di feriti e quarantun corpi. E questo cinquantunenne uomo di affari, ha speso tutta la notte e il giorno dopo cercando di aiutare i colpiti.

E non era solo, un grande numero di cittadini era lì per aiutare. Mr Julka, nell’intervista, ha detto di aver saputo di quanto era successo da un suo cugino che lo aveva chiamato dalla Nuova Zelanda, mentre lui era al suo club a conversare con gli amici.

Appena ha ricevuto la notizia è corso in ospedale perché si diceva che erano state coinvolte moltissime persone.

All’ospedale ha incontrato altri come lui corsi lì per aiutare, insieme con dei politici locali… e tutti si prodigavano a fare il possibile per i feriti e per quanti non c’era più nulla da fare ma che avevano lì i famigliari in lacrime.

Racconta che per prima cosa si procurò del cibo, acqua e frutta per tutti coloro che erano lì per aiutare… sapeva che sarebbe stata una lunga notte, e non voleva essere di peso all’ospedale.

Dovevano essere tutti autosufficienti e in grado di fare servizio.

Poi ha saputo che c’erano problemi finanziari per delle iniezioni, necessarie per prevenire le infezioni, che costavano 400 rupie ognuna, e si procurò il denaro velocemente, 160.000 rupie, che mise a disposizione per i feriti.

Man mano l’ospedale si riempiva dei parenti delle vittime. Fra loro molte povere persone che non avevano i mezzi per portare i  corpi dei loro cari a casa. E anche in questo caso Somnath si rese disponibile tranquillizzando i parenti disperati: “Non preoccupatevi io cercherò di aiutarvi per quello che posso… vi pagherò l’ambulanza per portare il vostro caro a casa.”

Il signor Julka era pronto ad aprire il proprio cuore e anche il proprio portafogli e quel giorno riuscì a donare 260.000 rupie ai parenti delle vittime e ai feriti.

Ma ritieneva che il suo lavoro non fosse finito lì.

Sapendo che molti feriti avevano perso chi un braccio chi una gamba nello scoppio, alcuni anche tutte due le gambe o tutti due gli arti. Insomma era una cosa triste e penosa da vedere, Il suddetto signore non si perde d’animo e promette, una volta uscite dall’ospedale, di assumere nella sua azienda queste persone mutilate.

Quando la giornalista della BBC News di Mumbai gli chiede il perché di tanta generosità, la sua risposta, come tutte le grandi cose, è semplice: “Che cosa mai devo farne del denaro che ho guadagnato? Ho solo una figlia che si è sposata l’anno scorso. Ho un buon profitto negli affari e guadagno abbastanza per avere una vita confortevole per il resto dei miei anni. Adesso ho l’occasione di aiutare coloro che hanno bisogno, così posso restituire almeno un poco alla società che mi ha dato così tanto.”

Che dire?

Mr. Somnath Julka, con la sua generosità e il suo esempio ci sta insegnando molto….. sta a noi ora imparare.