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Intolleranza o razzismo?

Lo Yoga ci insegna la tolleranza e l’amore per tutta la creazione. Mentre l’ignoranza di appartenere a un tutto, unico, provoca razzismo perché ogni diversità viene vista come un sottoprodotto della natura. Io, essere umano, che faccio parte del regno animale, sono superiore all’animale perché questo è un agglomerato di cellule apparentemente diverso da me e, di conseguenza, sono superiore a quell’altro uomo che somaticamente è diverso da me ed è appunto questa inconsapevolezza di appartenere a un tutto, unico, che provoca intolleranza e il più becero razzismo.....

Lo Yoga ci insegna la tolleranza e l’amore per tutta la creazione.

Pochi anni fa, gli scienziati si sono trovati di fronte a una risposta alle loro ricerche che li ha lasciati perplessi.

Analizzando profondamente il DNA umano hanno scoperto che ha una struttura meno complessa di quanto immaginassero. Molto simile a quella degli animali. Ora, ribelli a questa idea che sconvolge tutte le sicurezze consolidate sulla supremazia dell’uomo, si stanno adoprando per trovare qualche altra conferma che li gratifichi, che dia loro la sicurezza di essere in qualche modo altamente superiori ai tanto disprezzati animali.

Un altro pregiudizio che, anche se pur con grande fatica, dovrà per forza cadere: gli animali sono stati creati per servire e nutrire l’uomo. E non solo gli animali, tutto l’universo ruota attorno alla formichina-uomo.

Poi, basta uno scrollo della Terra, una mucca pazza, un autunno esageratamente piovoso, a metterlo in ginocchio.

Però esorcizza la sua fragilità con la pretesa della superiorità della razza.

Quante facciate contro il muro dovrà ancora dare per comprendere l’unicità della Vita?

Ed è proprio questa non comprensione della Vita che ci fa vedere l’illusorietà dell’essere sopra o sotto, più o meno, bello o brutto.

Tutto questo crea intolleranza e razzismo.

Io, essere umano, che faccio parte del regno animale, sono superiore all’animale perché questo è un agglomerato di cellule apparentemente diverso da me e, di conseguenza, sono superiore a quell’altro uomo che somaticamente è diverso da me.

Ogni diversità viene vista come un sottoprodotto della natura.

L’ignoranza di appartenere a un tutto, unico, provoca l’intolleranza e il razzismo.

Nella filosofia dello Yoga si sostiene da millenni che ogni essere, animale o cosa, vegetale o umano, possiede tre qualità (Guna): Sattva (bianco, elevato, spirituale, cosciente), Rajas (rosso, attivo, mobile, passionale) e Tamas (nero, solido, letargico, statico). Se si comprende questo si eliminano tutte le varie discriminazioni razziali. L’essere umano dedito allo spirito e all’elevarsi sarà composto di più Sattva che lo rende spirituale, di un adeguato Rajas che lo aiuta nel movimento verso l’alto e di un po’ di Tamas che gli consente di consolidare la sua ricerca spirituale.

Oppure con le componenti in dosi contrarie se è un essere attratto dalla materia.

E l’animale cosiddetto inferiore?

Colui che è il nostro tramite con la Natura?

Sarà anche lui composto di Sattva che gli da la coscienza di essere animale, con più Rajas se è un essere energico o più Tamas se è una specie di bradipo.

E una pietra?

Data la sua composizione possederà molto Tamas, che le dà compattezza, un po’ di Rajas (visto che a lungo andare anche la pietra si trasforma) e di quel tanto di Sattva che le consente la coscienza di essere pietra. Altrimenti sarebbe un’altra cosa!

E tutto ciò si può applicare anche al regno vegetale.

Dunque, alla luce di questa conoscenza c’è qualcuno che ha ancora il coraggio di essere razzista?