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Carnevale anche in India? Holi Festival!

Miti e leggende che hanno il sapore di drammi, ma Holi è una ricorrenza segnata dalla gioia e dell'esuberanza. La primavera è alle porte e infonde a tutti nuova energia. La popolazione in festa si riversa nelle strade con delle pompe ripiene di gulal (colorante) e si spruzza liquidi colorati addosso. L’unica battaglia non violenta nella storia dell’umanità. Coloratissime polveri miste ad acqua trasformano le strade e le persone in divertenti arcobaleni. Le montagne di giallo zenzero, di arancione zafferano, di blu indaco, di turchese intenso, con tutte le sfumature possibili, colorano visi sorridenti e case, città e villaggi

Holi è una festa che segna la fine dell’inverno e l’avvicinarsi della primavera.
Più di ogni altra festività, Holi è una rivincita gioiosa ed esuberante dell’India. I costumi colorati, i sari in seta dai variopinti colori, gli incensi, i suoni utili e inutili, i templi, i luoghi sacri… lo straordinario paese.

Molte tradizioni e usanze sono legate alla festa di Holi, in ogni luogo ha la sua tradizione. Nel sud india, in Kerala, la tradizione vuole che il dio dell’amore, il giovane Kamadeva (il Cupido indiano), per aiutare la dolcissima Parvathi, innamorata perdutamente di Shiva, abbia disturbato la lunga meditazione del Dio con un suo dardo.
Shiva aprendo gli occhi scopre la bellezza di Parvathi e si innamora di lei ma adirato per essere stato distolto dalla sua ascesi apre il suo terzo occhi e lo incenerisce.

Parvathi dispiaciuta per l’accaduto implora l’amato perché concedesse a Kama una nuova opportunità.

Shiva acconsente e concede nuova vita a Kamadeva che in seguito vivrà senza il corpo fisico.

Di qui, l’uso di cantare litanie (stotram) e lamentazioni durante la festa di Holi.

Un’altra storia racconta della demonessa Puthana mandata a eliminare il dio Krishna come balia dal latte avvelenato.  Krishna succhia non solo il latte avvelenato dalle mammelle di Puthana ma anche la vita.  
Un altro mito interessante è quello di Hiranyakashyapa e Prahlada, una lotta tra il bene e il male, segnata dal trionfo della fede sui limiti della fisica. Holika, sorella di Hiranyakashyapa, è inviata a uccidere il nipote Prahlada, che ha rifiutato le lusinghe delle tenebre, continuando ad adorare il dio Vishnu e rifiutando di ubbidire a suo padre Hiranyakashyapa. Per punirlo, Holika conduce Prahlada in una fornace ardente, ma è vittima della sua stessa trappola, perché viene incenerita dal fuoco. I fuochi accesi alla vigilia di Holi rappresentano la punizione inflitta alla demonessa. Ma segnano anche il trionfo della vita, l’avvicinarsi della primavera e la vittoria sul freddo inverno.

 

Miti e leggende che hanno il sapore di drammi, ma Holi è una ricorrenza segnata dalla gioia e dell’esuberanza. La primavera è alle porte e infonde a tutti nuova energia.

La popolazione in festa si riversa nelle strade con delle pompe ripiene di gulal (colorante) e si spruzza liquidi colorati addosso. L’unica battaglia non violenta nella storia dell’umanità.

Coloratissime polveri miste ad acqua trasformano le strade e le persone in divertenti arcobaleni. Le montagne  di giallo zenzero, di arancione zafferano, di blu indaco, di turchese intenso, con tutte le sfumature possibili, colorano visi sorridenti e case, città e villaggi.

Un tempo i colori erano estratti artigianalmente da un fiore che sboccia solo nel periodo della festa, ma oggi è più probabile che siano acquistate già  pronte. In questo giorno, in alcuni luoghi del paese, si dice che le donne possano picchiare gli uomini con dei lunghi bastoni. Una rivendicazione lietamente accolta dalle donne indiane.