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I corpi delle danzatrici

Nel dipinto la Danse di Matisse, 1910

I corpi delle danzatrici si uniscono in forma circolare e rituale in

un’allegra  danza a piedi nudi che ricorda quelle viste da Matisse a

Collioure o a Parigi al Moulin Rouge o a la Galette.
I corpi, che rappresentano una mitica età dell’oro, sono  “ridotti”

all’essenziale e trasmettono allo spettatore enregia, tensione nei

corpi arcuati e gioia di vivere come metafora della danza  stessa.
Matisse riprenderà il tema della danza in un altro dipinto nel 1933,

realizzando un pannello per il dottotor Barnes, grande collezionista

statunitense, per decorare la parte in ombra del soffitto della nella

grande sala della Fondazione Barnes a Merion dove c’erano bellissime

tele di Césanne, Seurat e altri.
Matisse realizza un dipinto con otto figure femminili, stilizzate sullo

sfondo di squarci di cielo, dee dalle carni grigie come i muri della

sala del Merion davanti ad un ciel blu cobalto e rosa brillante.
Le otto danzatrici che danzanzano, seguendo dei movimenti liberi,

istintivi a piedi nudi che fanno pensare alla danza libera della

danzatrice Isadora Duncan, sono molto sinuose ed eleganti e trasmettono

l’emozione della gioia di vivere nel corpo che danza.
La pittura di Matisse infatti nasce dall’emozione, come lui stesso

diceva, unita allo studio e al controllo.

 

Di Elettra Cecilia

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