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Intervista a Cristina Amodio

Ricordo che stavo sempre a teatro e seguivo le prove degli spettacoli di danza, osservavo sorpresa e affascinata il lavoro dei costumisti e dei musicisti che accordavano gli strumenti ogni giorno. Inoltre studiavo molto oltre alla danza anche sui libri per la mia cultura personale e frequentavo un liceo classico esterno

Cristina Amodio

Elettra: Quando hai iniziato a danzare?

Cristina Amodio: Ho iniziato a danzare all’età di 11 anni perchè grazie al lavoro di mio padre Amedeo Amodio sono sempre vissuta a teatro e fra artisti.Sono riuscita ad entrare alla scuola di danza della Scala di Milano. E’ stata una selezione durissima per verificare le mie attitudini fisiche ed artistiche alla danza e poi è stato molto faticoso per me seguire i corsi di danza alla Scala e continuare la mia istruzione scolastica di base.Infatti frequentavo una scuola media esterna.

Elettra: Allora per te è stato come un sogno diventato realtà? Il sogno di tutte le ragazze che amano la danza!

Cristina Amodio: E’ stato come vivere un sogno nella realtà, studiare danza e ballare al Teatro alla Scala di Milano. Ricordo che stavo sempre a teatro e seguivo le prove degli spettacoli di danza, osservavo sorpresa e affascinata il lavoro dei costumisti e dei musicisti che accordavano gli strumenti ogni giorno. Inoltre studiavo molto oltre alla danza anche sui libri per la mia cultura personale e frequentavo un liceo classico esterno.

Elettra: Quali sono i personaggi che hai danzato e che ti sono rimasti nel cuore?
Cristina Amodio: In assoluto per me, come per tutte le danzatrici, il ruolo più caro è quello di Giulietta tra le molte versioni. Io ho amato molto la versione di mio padre creata per Elisabetta Terabust.
Ho danzato Giulietta nella versione di mio padre ed ho vissuto con lei tutti i fremiti, le passioni, le gioie, i dolori, le paure del suo ruolo grazie anche al taglio registico di mio padre.
Infatti accanto alla danza, alla musica c’era la voce recitante dell’attrice Gabriella Bartolomei che amplificava teatralmente e con forte impatto emotivo sui danzatori e sul pubblico, la voce delle emozioni recitando frasi salienti del testo di Shakespeare sia nelle scene d’amore che nei duelli.

Elettra: Dopo Giulietta, c’è un altro ruolo che ami danzare?

Cristina Amodio: Mi piace e mi emoziona molto il neoclassico “Apollon Musagete” con la prestigiosa firma coreografica di George Balanchine e musica di Stravinskj. La musica è geniale ed emozionante sin dalle prime note quando si sta per entrare in scena. Poi una volta entrata in scena è bellissimo danzare sulle linee e geometrie coreografiche di Balanchine.

Elettra:
Quali sono i coreografi moderni e contemporanei con cui hai lavorato e che ti hanno emozionato di più?

Cristina Amodio: Mi è piaciuto lavorare molto con Lucinda Child, Alwin Ailey, Glen Tetly, Donald Bird e William Forsythe ed ognuno ha arricchito di qualcosa la mia formazione artistica e tecnica.

Elettra: Attualmente di cosa ti occupi?

Cristina Amodio: Ora mi sono interamente dedicata all’insegnamento della danza e al lavoro di Maitre De Ballet ed Assistente alle coreografie. Mi piace molto questo lavoro di cura della parte tecnica dello spettacolo di danza al fianco del lavoro di creazione del coreografo.
Grazie a questo lavoro ho avuto l’opportunità di dare lezioni a Silvie Guillem in Francia ed è stata una grande emozione per me!

Elettra: Che cos’è per te la danza?

Cristina Amodio: La danza per me è solo vita, linfa vitale anche ora che insegno e sono Maitre De Ballet e che di conseguenza ho lasciato le scene come danzatrice.

Intervista a Cristina Amodio (nel video ) a cura di Elettra Cecilia

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