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Il corpo in scena è il protagonista di Aeros

In tournèe al Teatro Sistina di Roma fino al 5 febbraio 2006

Lo spettacolo Aeros porta la firma di tre grandi personalità della danza contemporanea 

mondiale: Pendleton, Parsons e Ezralow.
L’impianto generale dello spettacolo non ha una trama di cui si segue uno svolgimento, ma

va verso l’astrattismo nella danza  e l’esaltazione dell’atletismo  del corpo dei danzatori e del

virtuosismo tecnico che ne consegue nella coreografia.
Grazie alla bravura atletica e artistica  dei Campioni Olimpionici della Federazione Rumena

di Ginnastica Artistica e Ritmica, Aeros fonde scenicamente la leggerezza dell’aria attraverso corpi che si slanciano e

volteggiano nell’aria, colti nell’atto di staccarsi da terra nella leggerezza del volo e

l’eros: la bellezza dei corpi e il desiderio dei corpi danzanti nei bellissimi duetti che si

possono vedere nello spettacolo, molto emozionanti negli abbracci intensi e nella

plasticità delle figurazioni dei corpi.
Questi corpi di atleti sono perfetti e animano spettacolarmente, come in un teatro delle

meraviglie barocco, la scenografia impalpabile fatta di luci e di proiezioni giganti che riempiono e dilatano lo spazio della scatola scenica.
Molto belle e suggestive le immagini delle nuvole che invadono la scena, sullo sfondo di una danzatrice sospesa in aria con due corde ed anelli. Il corpo di lei vive, respira e assume figure plastiche molto belle e scultoree cui fa eco il respiro movimentato  delle nuvole, in un contesto molto surreale tipico di Pendleton.
Dalle nuvole di passa ad uno sgargiante girasole giallo, simbolo di vita, e al blu intenso e cristallino dell’acqua di una piscina olimpionica attraverso il quale si vedono corpi di danzatori che si tuffano sul ritmo incalzante della musica a percusisoni di gusto fortemente etnico.
Ci sono in scena anche delle  nuotatrici in costume che si asciugano con un asciugamano bianco con tocchi di ironia.
Molto belli e dai colori brillanti e mediterranei  i costumi suggestivi di Luca Missoni.
Grande energia vitale e scenica dal corpo dei danzatori che esce dalla quarta parete  della scatola scenica per infiammare l’anima e il cuore di chi guarda dalla platea.
Di  stampo etnico e new age le musiche originali sia per la danza scultorea e ironica di Daniel Ezralow, fino alla vulcanicità e dinamismo di David Parsons e alla fantasia  poetica surreale del genio di Moses Pendleton.

Di Elettra Cecilia
 

 

 

 

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