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La donna nell'arte di Modì

In mostra al Vittoriano a Roma

Amedeo Modigliani detto anche Modì per assonanza con il nome e con il termine Maudit, maledetto, in relazione alla sua vita precocemente spezzata dalla tisi e da un’esistenza dissoluta fra alcol e disperazione, inquietudine interiore, povertà di mezzi per vivere e mantenere la sua famiglia con la sua amata Jeanne sempre al centro di molti ritratti femminili.

La dolce e sensuale Jeanne poi, dopo la morte di Modì, si toglierà la vita suicidandosi e gettandosi dalla finestra di casa, mentre era incinta di un altro figlio di Modi. A Parigi Modigliani era riconosciuto con Matisse e Picasso uno dei protagonisti dell’arte del Novecento.
Alla mostra di Roma al Vittoriano sono presenti molti ritratti femminili. Si tratta di volti di donna dai lineamenti ad ovale, dagli occhi grandi fortemente espressivi di fascino, dolcezza e malinconia dell’anima.
Sono volti dai tratti precisi a volte sfumati che sono definiti da colori mediterranei in uno stile sensuale e carnale. Nella mostra ci sono anche dei nudi.
Nei ritratti di volti femminili e nei nudi nell’arte di Modigliani colpisce l’uso di una tavolozza che egli concentra in due o tre toni trattati alla cieca.

Il tratto nero che definisce forme ed espressioni dei volti, spesso deforma la realtà ma sempre restando nella grazia ed eleganza della forma che esprimono visi di donna molto intensi.
Molto legato al disegno, Modi lo porta nella sua pittura nel senso auto della sfumatura.

Quindi modella con cura l’attacco di un braccio, la curva purissima di un giovane seno, sostiene il lieve incurvarsi del ventre, estende con movimento tutto fino a restituirci l’anima e lo fa vivere.
I nudi di Modigliani vanno distinti in due categorie. In una ci sono quelli in cui si sente come Modi avesse provato forti emozioni poichè aveva davanti splendide modelle che lo emozionavano spiritualmente, artisticamente e dal punto di vista carnale.

Di Elettra Cecilia

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