
Elettra__ Tra i tuoi scritti, che ho avuto la possibilità di leggere sul tuo sito web, si può leggere “Sono contento che nel terzo millennio la musica è fatta di anima e di dita”, quale ruolo pensi abbia oggi la Musica nella nostra vita sotto l’insegna della fretta continua e della tecnologia avanzata che spesso allontana le persone?
Giovanni Allevi__ Io penso che la tecnologia sia un mezzo per avvicinare le persone e comunicare contenuti. Sta a noi però dare a questi contenuti una profondità di senso, e per far questo ci vuole fantasia e consapevolezza. La Musica è un linguaggio artistico a se stante, dallo statuto ontologico indipendente. Tra i suoi effetti incalcolabili c’è la capacità di metterci in contatto diretto con le nostre emozioni più profonde.
Elettra__”Suonare è un gesto totale” hai scritto, e la cosa mi riporta a pensare che è lo stesso nella danza (la passione della mia vita) dove ogni passo è un gesto totale dell’anima che poi arriva e si esprime nel corpo, cosa accade a te quando suoni il pianoforte, perchè è un gesto totale?
Giovanni Allevi__Pochi secondi prima di salire sul palco, guardo sempre il pianoforte, illuminato, splendente, nel brusio del teatro pieno. Nei minuti che seguono entra in gioco tutta la mia vita, gli anni passati a studiare, gli esami, le mie speranze sul futuro, i miei sogni ed il mio mondo interiore; entrano in gioco la mia tecnica, la mia fantasia e quella dei grandi del passato davanti ai quali ogni volta trovo il coraggio di confrontarmi. Ma cerco di coinvolgere anche le emozioni di chi ascolterà le mie note, col proprio vissuto misterioso. Suonare coinvolge una totalità, è come vivere tre volte contemporaneamente.
Elettra__ Un’altra cosa che mi ha emozionato molto dei tuoi scritti, “Anche un cielo grigio è carico di note”, c’è stata qualche composizione nata con quest’atmosfera o dimensione dell’anima?
Giovanni Allevi__Tutto l’album “Joy” nasce dal contatto con il mio lato oscuro: la spinta creativa proviene dal mio primo attacco di panico, nel cui nocciolo più profondo, ho scoperto qualcosa di delicatamente bello. In particolare il brano “Vento d’Europa” è venuto a cercarmi di prepotenza in un grigio pomeriggio a Budapest mentre osservavo l’incedere travolgente e minaccioso del Danubio in piena.
Elettra__”L’abbandono è una costante primavera dove tutto continuamente nasce”, pensiero molto breve ma denso di significato ….se dovessi commentarlo dall’esterno o tradurlo in musica a quale brano, scritto da te, potrebbe corrispondere?
Giovanni Allevi__Quando affronti una passione artistica con tutte le forze, ad un certo punto ti accorgi che hai a che fare con qualcosa di “altro”, hai la sensazione che sia una forza esterna a guidare i tuoi passi. Quella è l’Arte. Bisogna assecondarla, abbandonarsi al suo volere, totalmente, senza pensare al successo, al consenso, alle strade facili. La tua vita concreta può diventare un’inferno, ma al tempo stesso senti che la primavera ti pervade.
Elettra__Passando alla tua carriera, parlami dell’incontro con Jovanotti cosa ha significato per te umanamente e artisticamente?
Giovanni Allevi__E’ stata la persona che sulla base di un istinto emotivo e per dare uno slancio qualitativo alla sua neonata etichetta, nel 1997 ha deciso di pubblicare il mio primo album di pianoforte solo. Già da tempo le nostre strade si sono separate, ma grazie a lui ora so che quando insegui un sogno troverai sempre qualcuno che ti aprirà una porta. Artisticamente parlando non so bene quali elementi musicali abbia assorbito dalla sua musica. Piuttosto, seguire la sua storia mi ha reso consapevole del fatto che il “successo” non è avere per un pò i riflettori puntati addosso, ma costruire un percorso partendo dal basso, lentamente, giorno per giorno.
Elettra__“Voglio che chi ascolta la mia Musica possa viaggiare di fantasia e dare forma ai propri sogni”, è un pensiero bellissimo! Quanto è importante per te il pensiero del pubblico quando componi musica?
Giovanni Allevi__Il rapporto tra me e la Musica è privatissimo. Non penso mai al pubblico in fase di creazione compositiva, non penso nemmeno a me stesso. E’ la Musica che guida il gioco, è lei che deve essere assecondata, amata anche in modo perverso e maniacale; a lei devo rendere conto, anche se capricciosa, non a logiche esterne come il consenso o le leggi di mercato. Una volta realizzata la partitura scritta, finisce la parte oggettiva, quella che controllo meglio, ed inizia la parte ignota: l’incontro della Musica con le mie dita al pianoforte, e da lì con l’ascoltatore. E’ nel suo cuore che si realizza l’opera d’arte, è la sua sensibilità a completare il quadro accennato dalle mie note. Ma è una sfera incontrollabile e meravigliosa che umilmente decido di non considerare.
Elettra__Nel tuo nuovo cd, “Joy”, il brano “WATER DANCE”, come tu scrivi è il ricordo di antiche danze, di una nobile fierezza d’animo. C’è un’umanità incontaminata che vive l’ebbrezza tutta d’un fiato, come è nato questo brano così suggestivo?
Giovanni Allevi__E’ nato nel traffico di Milano in un giorno d’inverno in cui il sole, attraverso un’aria limpidissima, si è gettato su di noi con disarmante bellezza. E’ in Re Maggiore, come tutti i miei brani più animali ed è costruito sulla ritmica ternaria africana, dove è possibile giocare sulla compresenza del “due” e del “tre”. Il gioco di simmetrie ed asimmetrie ritmiche accende un motore “interno” che trovo irresistibile; non ho dovuto fare altro che assecondarlo. Comporre è assecondare, lasciare che la bellezza si manifesti.
Elettra__Cos’è per te la Musica al di là del successo che è poi arrivato nella tua carriera?
Giovanni Allevi__La Musica è un’arte rigorosissima che possiede statuto ontologico: è un’entità a se stante con leggi e struttura propria. E’ come un dinosauro seppellito nella sabbia, ed io, come compositore, ho il dovere morale di riportarne alla luce lo scheletro, indipendentemente dal tempo e dalle energie che ci vorranno. Io sono timidissimo ed ho paura a muovermi. E’ bastato avere per la Musica una dedizione assoluta, ed ho già fatto due volte il giro del mondo. La Musica è una strega capricciosa, che ti chiede soltanto. Ma quando ti da, è così generosa! Quanto al successo, per me non ha a che fare con i “numeri”: mi basta sapere di aver emozionato una sola persona, che è un mondo unico ed irripetibile. Tuttavia il successo può essere conseguenza della profondità dell’opera d’arte, uno dei suoi effetti collaterali più sorprendenti.
Elettra__Dietro le composizioni del nuovo Cd “Joy” si sente il gusto e il sapore e spesso la magia dei piccoli gesti quotidiani in cui sta il segreto della vita, parlami di ciò che ha ispirato in te queste note…spesso quando ascolto la tua musica ho la sensazione che anche i momenti più belli o i più difficili abbiano la propria colonna sonora nelle tue note.
Giovanni Allevi__Joy nasce proprio dalla considerazione che ogni momento bello o brutto nella vita merita di essere vissuto. Le 12 composizioni sono quadri emozionali di un vissuto quotidiano, dove la quotidianità non è banale routine, ma si rivela in tutta la sua eccezionalità. Mi ripeto sempre: “Ogni giorno inizia un giorno che non ha mai vissuto nessuno”.
Intervista a cura di Elettra Cecilia

Elettra Cecilia









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