Chi sa la danza, vive in Dio

La danza dal paganesimo al cristianesimo

Chi sa la danza a vivere in Dio, Roumi
Cicerone diceva: “Nessun uomo sobrio può danzare, a meno che non sia pazzo” Gli istrioni etruschi venuti a Roma furono disprezzati e oggi per istrione s’intende saltimbanco in senso dispregiativo anche se poi riuscirono a conquistare il pubblico romano.

Ma i romani presero solo in supereficie la grandezza della cultura greca e se le Menadi in Grecia erano le sacerdotesse invece a Roma erano le Baccanti ed erano donne dissolute come pretesti ipocriti per cose peggiori e dissolute.

La danza a Roma era uno dei numeri presenti nei giochi e del circo, aveva poca attrazione per romani. ricordiamo la danza di seduzione di Salomè.

La vita cristiana nel medioevo lasciò spazio alla danza della Chiesa accanto agli inni e canti.

Il gesuita Le Mestrier nel 1682 nella sua opera sui balli antichi moderni dice che la danza equilibra le passioni pericolose come la paura, la malinconia per render il corpo svelto e leggero ma tuttavia la Chiesa si scagliò contro le danze pagane in generale.

Però si danzava anche nelle catacombe inoltre si diceva che gli angeli parlassero con la danza e San Basilio lo conferma.

Il carattere religioso della danza nel medioevo rappresenta una sopravvivenza dei diritti del culto cristiano delle origini.

Di Elettra Cecilia

Copyright dell’autrice, vietata la riproduzione parziale e totale del testo

Iolowcost

Una vita a basso costo?

Visita subito il nostro portale!

Ultimi interventi

Vedi tutti