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DI QUI A CINQUE ANNI

Dal 1 al 4 marzo 2007, a Roma, Teatro della Visitazione, via dei Crispolti 142, (Metrò Pietralata - Monti Tiburtini), andrà in scena lo spettacolo multimediale con scenografie digitali e attori in video " DI QUI A CINQUE ANNI" di Caterina Genta e Marco Schiavoni tratto dal testo del teatro surrealista di Federico García Lorca "Así que pasen cinco años. Leyenda del Tiempo" .

Lo spettacolo coniuga diversi linguaggi (danza, musica, parola, immagini cinematografiche) attraverso un sapiente utilizzo delle nuove tecnologie.
Un allestimento assolutamente originale che sintetizza e propone un ritmo fluido ed onirico del tempo ed aspira ad una concezione nuova e sincretica di arte espressiva.
Con Caterina Genta, Giacomo Rosselli, Hal Yamanouchi, Marco Belocchi, Paolo Ricchi, i burattini della “Collezione Signorelli” , burattinai Giuseppina e Maria Letizia Volpicelli, voce Camilla Rosselli. E con la partecipazione straordinaria di Dominot .

Il foyer del teatro ospiterà la mostra fotografica di Paolo Sasso”Le trasformazioni della farfalla, la danzatrice e il fotografo“: dieci anni di collaborazione tra Caterina Genta e Paolo Sasso“.

Prenotazioni Teatro della Visitazione tel.3257891562

Biglietto 10 euro

DI QUI A CINQUE ANNI
adattamento del testo, musica originale e coreografie CATERINA GENTA
scenografia digitale, arrangiamenti musicali e ottimizzazione MARCO SCHIAVONI

Así que pasen cinco años. Leyenda del Tiempo (Di qui a cinque anni. Leggenda del tempo) è una delle maggiori creazioni del teatro di Federico García Lorca. Un´opera-sogno, un sogno che si materializza
e si dipana totalmente nella mente del Giovane, protagonista e forse unico vero personaggio della storia. Tutti gli altri personaggi, come nei sogni, sono sue proiezioni. C´è una Dattilografa innamorata di lui, un Vecchio a cui confida il suo amore per la Fidanzata. Il Padre della Fidanzata che si occupa di astronomia. Un Gatto e un Bambino appena morti. Il maggiordomo Juan. La Cameriera.
Il Giocatore di rugby. Arlecchino. I tre Giocatori di carte.
….
Il testo di Lorca, in una riduzione funzionale all´allestimento, è recitato in musica e cantato su partitura originale. I riferimenti alla musica spagnola, al rock psichedelico, al tango argentino vengono suggeriti in modo naturale dalle immagini dell´opera lorchiana.
La canzone dell´Arlecchino, il dialogo mentale del Manichino con il Giovane, l´incontro tra la dattilografa e il Giovane nel bosco e sul mare sono il risultato di un lavoro di ricerca, un percorso che
ha generato una colonna sonora che viaggia tra testo cantato e parola danzata.

LA SCENOGRAFIA
L’idea del “teatro tascabile” tanto caro ai burattinai e agli artisti di strada è lo spunto per la realizzazione della scena. Una struttura leggera di ferro, due grandi paraventi, con i classici velluti neri tenuti da mollette di legno. Cinque porte da cui entra la luce, una porta bianca che diventa uno schermo verticale, un vecchio porta tv con sopra un monitor al plasma e un grande schermo bianco sul fondo, realizzato con stoffa di cotone per lenzuola. Le superfici verticali vengono animate e colorate dai videoproiettori
che, in tre film paralleli, raccontano in forma pittorica la successione degli eventi, disegnando colorati ambienti esterni ed interni, con i personaggi digitali trattati in un bianco e nero ad alto contrasto.

Nell´ultima pagina del manoscritto di Lorca si legge una data emblematica “Granada 19 agosto 1931″. Sgomenta la tremenda coincidenza di questa data, stesso giorno e mese, cinque anni dopo, con quella dell´assassinio del poeta, il 19 agosto 1936.

CATERINA GENTA
Autrice e interprete di coreografie, spettacoli e performance dal 1986. É diplomata alla Folkwang Hochschule con i maestri del Wuppertaler Tanztheater di Pina Bausch e laureata in Arti e Scienze
dello Spettacolo. A Berlino ha conosciuto il Butô di Yumiko Yoschioka e a Roma ha collaborato con il coreografo giapponese Tetsuro Fukuhara.Ha danzato in Germania, Belgio, Olanda, Francia in
coreografie di Susanne Linke, Josè Limon, Ria de Corte, Vivien Bridson e altri. Ha lavorato tra gli altri con Danio Manfredini e il Teatro Valdoca di Cesare Ronconi e nel cinema con Marco Bellocchio,
Francesco Maselli, Giuseppe Bertolucci, Costanza Quatriglio, Luise Hüsler. Alla fine del 2005 ha prodotto e diretto il cortometraggio “Il maleficio della farfalla”, libera riduzione da Garcia Lorca,
con il contributo dell´IMAIE. Da anni collabora con la Compagnia Teleme Teatro diretta da Francesco Tarsi e con la Fondazione il Fiore di Firenze come danzatrice e interprete di poeti classici e
contemporanei. Nel 2006 è iniziata un´intensa collaborazione artistica con Marco Schiavoni.

MARCO SCHIAVONI
Figlio di Fidia, esperto di musica classica e collezionista di dischi, cresce in un ambiente dove la musica è quotidianamente presente. Scrive musiche di scena per danza, prosa, mostre d´arte, radio, televisione, cinema dal 1979. Il cortometraggio “Senza Parole” di Antonello De Leo, di cui ha composto la colonna sonora, è stato candidato all´Oscar nel 1996. Ha collaborato -con Enti Lirici, Festival, Network nazionali ed europei. Sono oltre settecento le produzioni artistiche di cui ha curato le musiche. E’ il
riferimento costante di diverse compagnie italiane di danza classica e contemporanea, tra cui Balletto di Roma, Aton Dino Verga Danza, Compagnia Nazionale Raffaele Paganini, Spellbound Dance Company, Fondazione Teatro Nuovo di Torino, Balletto di Milano, ed altre.
Parallelamente all’attivita di compositore, dal 1995 si occupa di immagini e tecnologie digitali per la realizzazione di cortometraggi, videoclip, videoinstallazioni e video-scenografie (Cenerentola,
Livermore, Petruzzelli 2002).
Nel 2006, grazie a Caterina Genta, un nuovo impulso creativo lo spinge ad approfondire la ricerca di una immagine digitale poetica, il brano Las Rosas de Majo è eseguito da: Paola Caridi (batteria), Fabio Nardelli (chitarra elettrica)Michele Raspanti (basso elettrico) e Marco Schiavoni (organo)
registrazione a cura di Simone Satta presso studio Diapason, Roma

Si ringrazia Paola D´Arborio, rappresentante in Italia degli eredi di Federico García Lorca e I.A.L.S. (Istituto Addestramento Lavoratori Spettacolo)Simona Di Luise e Paola Catalani (Balletto `90)Ivana Rosignoli (per la creazione del frac bianco)Bice Minori (per lo smoking dei giocatori)Bianca Maria Bigi Schiavoni (per gli arredamenti delle scene digitali e la pendola)Centro Danza Marius Petipa (location chroma key)
Silvana Barbarini (primo allestimento, Tuscania, Supercinema)Luca Bruni e Mario Ferrari (Oplas Teatro)Accademia della Tuscia Paolo Ricchi e Federico Vigorito (Teatro della Visitazione, Roma)
Davide Livermore e Valentina Arnello (Cine Teatro Baretti, Torino) e tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione dello spettacolo

Lo spettacolo è dedicato ad Anita Bucchi

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