
La tappa del Joy Tour 2007 di Giovanni Allevi è arrivata, il primo maggio scorso, al suggestivo spazio del Chiostro di San Niccolò a Spoleto, città d’arte da sempre incanto e meta privilegiata di musicisti danzatori ed artisti.
Ogni nota al pianoforte ha saputo evocare emozioni nascoste nel pubblico incantato e affascinato nel silenzio dell’attenzione - direbbe il grande uomo di teatro Peter Brook- dalle note e dal pianoforte di Giovanni Allevi che, emozionatissimo, ha preso il microfono per introdurre il suo primo brano del concerto Panic, nato dalla sua prima “crisi di panico” al ritorno dal Tour in Cina quando, nel trasferimento in ambulanza diretto all’ospedale, una dolcissima melodia è venuta a trovarlo come una catarsi nella sua mente.
Il pubblico lo ha accolto, al momento del suo ingresso in scena, con un lunghissimo applauso già memore del talento del pianista e compositore.
“Panic”, ogni nota dolcissima, oscillante sempre tra le piccole gioie della nostra vita quotidiana e le malinconie che pure la caratterizzano, è un brano che entra nel cuore e lo apre alla gioia che travolge letteralmente anche in altri brani del concerto molto belli come “Portami via” per il quale Giovanni Allevi ha sottolineato che è un brano nato da un desiderio profondo in lui, come in chi ama la propria arte, quello di portarlo via in un mondo dove si possa essere semplicemente e totalmente se stessi.
Emozionante “Vento d’Europa” dove la velocità di eseguzione ed il ritmo avvolgente ci porta in altre dimensioni, nelle stanze della nostra anima, alla ricerca di gioie nascoste da evocare e portar fuori come solo la musica vera sa fare, ma anche alla ricerca di ricordi che si affollano nella nostra mente legati ad ogni singola nota del nostro vissuto, in ogni istante, in ogni nota che suona, che vive attaverso le mani di Giovanni Allevi al pianoforte.
Molto emozionanti per la verità e schiettezza umana, i commenti introduttivi di Allevi alle sue composizioni tratti dal suo vissuto personale e portati in musica, con grande potere evocativo, per chi ascolta e trova se stesso e momenti di vita vissuta simili, quando si affrontava la propria fragilità di uomini che poi diventava la nostra forza come evidenzia Giovanni.
Tutto è nella musica del pianoforte protagonista nel palcoscenico del Chiostro di San Noccolò di Spoleto affollato di persone, giovani sognatori, di ogni età emozionati alle note del pianoforte al centro del palco, dello spazio vuoto del palco con delle semplici quinte e fondale nero.
Quanta magia dalla voce di Allevi, dalle sue parole e dai tasti del suo pianoforte anche per “L’orologio degli dei” brano nato dall’idea che sin dal primo battito di un piccolo cuore che viene alla vita, si segna il passaggio dall’eternità all’esistenza di ognuno di noi: da quì l’orololgio degli dei nelle pulsazioni del nostro battito cardiaco e nelle note del pianoforte che entrano nell’anima per non uscire più, come Dio in noi e come nel brano “Il bacio” molto intenso, delicato e sognante, nato dalla visione del capolavoro di Klimt “il Bacio”.
Tra applausi fortissimi ed entusiasti, fino all’ovazione, Giovanni Allevi ha eseguito brani tratti dal precedente album No Concept tra cui “Come sei veramente”, nato da un’emozione d’amore.
Indimenticabili le note di questo Concerto Joy che porta dei titoli tratti e ispirati dalla vita quotidiana, come “Back to life”, “Water dance”, “Viaggio in aereo”, “Il bacio”, “Panic” come fotografie istantanee ed autobiografiche di Allevi, ma spesso anche le nostre, affidate non alle parole che mentono spesso, ma al potere, alla forza, alla dolcezza, all’essenza dell’arte pura del pianoforte suonato da Giovanni Allevi.
Di Elettra Cecilia

Elettra Cecilia








