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LA LOGICA DELL’ANSIA

Di Nicola Ghezzani

BREVE PRESENTAZIONE DEL LIBRO
“LA LOGICA DELL’ANSIA”

di Nicola Ghezzani

Editore Franco Angeli, p. 145, 16 euro.

Cari amici,
vi scrivo queste righe per segnalarvi che è in libreria il mio ultimo libro, “La logica dell’ansia”, che riassume quindici anni di ricerche sull’ansia, le fobie, gli attacchi di panico e le psicopatologie correlate (depressioni, dipendenze, compulsioni ossessive). Sono stati quindici anni – come molti di voi sanno – molto intensi, non solo di attività clinica ma anche di collaborazione con un certo numero di associazioni di pazienti qualificate e attive.

Ammetto che il libro costa un po’ (16 euro); ma voglio precisare che il prezzo è giustificato dall’alta qualità dell’opera. Il libro è “unico”, innanzitutto perché è la migliore illustrazione oggi in circolazione di un metodo psicoterapeutico ancora poco conosciuto, la psicoterapia dialettica (di cui sono co-autore), applicato ai disturbi d’ansia.

La psicoterapia dialettica inserisce il sintomo, la patologia e la personalità individuale all’interno del contesto storico-sociale e ne permette così una immediata comprensione. La rapida individuazione del “nodo strutturale” patologico consente allora sia l’intervento mirato breve, con rapida risoluzione del sintomo, sia quello di lunga durata, inteso a un rimaneggiamento profondo e duraturo della personalità.
Il libro tuttavia non si limita a descrivere una teoria; fa di più. Spiega che i sintomi sono in rapporto diretto coi valori che l’individuo ha assorbito nel corso della vita sin dall’infanzia, e che la loro risoluzione terapeutica implica una “rivoluzione” profonda, un cambiamento radicale nella visione del mondo e nella prospettiva esistenziale.

Colta da questo versante, dunque, la risoluzione dei sintomi viene mostrata come l’occasione giusta per modificare il rapporto personale col mondo e con la vita, tale da indurre una “rivoluzione” nel tessuto della società e della storia circostante. Procedendo per questa via, il libro giunge a spiegare che – al contrario di quella che è la vulgata corrente – colui che soffre nella psiche non è un minus habens, non è deficitario di qualcosa, è bensì detentore di una iper-dotazione nella sensibilità e nella riflessività, iperdotazione che è alla base di inconsci e poderosi conflitti di valori (vissuti come conflitti affettivi, generazionali, parentali, morali) implicati nella genesi di sensi di colpa e patologia.
In sintesi, direi che il punto focale, il più intrinseco, che ho inseguito durante tutta la laboriosa stesura del libro è che l’iperdotazione della persona sofferente, liberata dai lacci patologici, è tale da riportare in vita personalità intense sul piano della sensibilità e della creatività e profonde sul piano della morale; e che pertanto ogni sofferenza psichica, se ben gestita e risolta, può essere trasformata in una paradossale e insperata occasione di felicità.
Spero sinceramente che il libro incontri il vostro interesse.

N.G.



Quarta di copertina

I disturbi d’ansia e panico hanno ormai raggiunto la dimensione della pandemia: un terzo del mondo occidentale e una parte consistente di quel mondo globale che si va affacciando alla modernità ne soffrono in forme più o meno gravi. Le domande su quale sia il significato del fenomeno e quale debba essere la sua gestione si moltiplicano a misura dell’inefficacia degli approcci terapeutici correnti.
Corredato da avvincenti storie cliniche, il libro di Nicola Ghezzani La logica dell’ansia offre un quadro teorico di straordinaria chiarezza, nel quale ogni domanda ottiene infine una risposta puntuale e illuminante.
I disturbi d’ansia e panico, dice l’autore, non vanno intesi come il prodotto di un deficit, di una carenza psicologica o organica, bensì come l’effetto di una iperfunzionalità psichica: dotato di una ricca sensibilità empatica e di una altrettanto ricca intelligenza previsionale, il soggetto ansioso vive un conflitto interiore rispetto alle scelte e ai modi di essere che, risolto, non solo sblocca la sua vita ma offre utili indicazioni all’epoca contemporanea per migliorare la qualità del rapporto fra l’uomo e le sue produzioni sociali e culturali.
Completando con questo libro il percorso avviato con Uscire dal panico (2000) e Volersi male (2002) Ghezzani spiega l’ansia come un formidabile strumento per riflettere sulle disfunzionalità del mondo al fine di guidarne gli sviluppi futuri. L’individuo ansioso, nonché “inferiore” per lo stato di “malattia” in cui si trova, può allora riconoscersi, guarendo, come il portatore di una sensibilità e di un’intelligenza critica che fanno di lui un testimone del nostro tempo.

Nicola Ghezzani, psicoterapeuta e scrittore, vive e lavora a Roma. E’ membro del Comitato scientifico della LIDAP (Lega Italiana contro i Disturbi d’ansia, di Agorafobia e da attacchi di Panico). Con Franco Angeli ha pubblicato numerosi libri, fra cui Uscire dal panico (2000), Volersi male (2002), Autoterapia (2005) e Quando l’amore è una schiavitù (2006). Coautore della Psicoterapia dialettica va oggi sviluppando una ricerca sulle iperdotazioni psichiche e sulla gestione sociale e personale di tali risorse.

sito: http:www.psyche.altervista.org

P. S. Aggiungo un breve poscritto per segnalare che l’originalità della tesi ha avuto un’accoglienza favorevole: la prima stampa del libro è andata esaurita in pochi mesi. Non lo noto per vanagloria, ma per esigenze di onestà intellettuale nei confronti dell’opera, la quale ha un peso teorico suo proprio (riesce, nell’approccio dialettico, a unificare l’apporto psicodinamico storico-sociale con quello fenomenologico e quello sistemico relazionale) e vive, pertanto, a prescindere dalla mia persona fisica.

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