
La danceability ed i laboratori che vengono attivati su questa tecnica di danza si pongono come obiettivo centrale quello di dare forma alla sensibilità artistica di ognuno attraverso l’esplorazione del linguaggio del movimento e della danza, offrendo dunque non soltanto un’occasione importante per valorizzare e interagire nella comunicazione tra le diverse abilità, ma forniscono anche un interessantissimo momento di studio dell’insegnante-ricercatore teso a scoprire nuove possibilità, nuove angolazioni, trasformazioni di insegnamento-apprendimento.
Nei diversamente abili soprattutto si attivano processi di comunicazione con abilità diverse attraverso la danza e il movimento e si migliorano le funzioni dell’asse affettivo relazionale oltre al motorio per una maggiore autonomia personale e sociale.
La danza è soltanto il punto di partenza della disabilità, danza intesa non come tecnica accademica di forme del corpo prestabilite, ma come ricerca espressiva delle proprie capacità motorie.
Si comincia partendo da sé, dalle proprie esigenze, dalle proprie sensazioni, dalla semplicità di gesti quotidiani, per sviluppare un lavoro di improvvisazione che includa tutti, basato sul dialogo motorio con l’altro, il gruppo, lo spazio, la musica, il corpo e la sua memoria.
Saper ascoltare le sensazioni e quello che il corpo ci racconta è fondamentale, il sapersi relazionare con un altro corpo è anch’esso necessario e spesso rappresenta, un’esperienza tanto importante quanto nuova.
La maggior parte di noi ha poca esperienza del diverso, DanceAbility esplora come possiamo riconoscere e coltivare la diversità, attraverso le scelte di auto-espressione realizzate per mezzo del movimento da ogni persona del gruppo. Questa è la base per sviluppare comunità aperte alla diversità, (culturale, sociale e creative).
Pertanto la disabilità non è vissuta più come un problema, ma come una potenziale scoperta di nuove e diverse esperienze delle proprie abilità (e dis-abilità).
Così è possibile che il movimento diventa danza, la comunicazione diventa poesia, ed insieme espressione artistica con l’unico scopo di emozionare ed emozionarsi attraverso la danza e nei laboratori di danceability, dove non serve essere ballerini né belli nè fisicamente perfetti, ma è una danza che può essere praticata da qualsiasi persona, sia essa abile o disabile ma che abbia voglia di sperimentare nuovi percorsi di ricerca e di espressione attraverso il movimento e in questa vita che pulsa nel corpo che si muove danzando, riscoprirsi tutti vivi e uguali nella propria umanità che si emoziona per una vera integrazione.
Mi avvio alla conclusione soffermandomi su una poesia, scritta da un’allieva di Maria Fux che allora aveva 8 anni e da 4 anni studiava danza, che mi ha particolarmente emozionato poiché rivela la sua maturità e la sua comprensione della danza.
La vita si vive.
La vita bisogna goderla
Non bisogna litigare con lei
La danza si gode
Come la vita;
il corpo ti porta
a un altro mondo diverso;
il tuo corpo è la tua casa.
Invece di parlare con la bocca
Ti puoi ispirare con le tue mani,
ma con il corpo ti ispiri meglio;
il tuo corpo è la tua casa e bisogna curarla.
Il tuo corpo è la tua casa
Una finestra sulla vita.
Maia
Concludo pensando a quante emozioni mi ha dato la danza nella mia vita, a quanta bellezza ho vissuto danzando e penso alle parole del poeta persiano derviscio Djamaladdin Rumi che scrive: “Colui che conosce il potere della danza, vive in Dio” .
Di Elettra Cecilia
VIDEOGRAFIA INTERNET
Performance del 2006 con Roberto Lun a Vicenza:
http://video.libero.it/app/play/index.html?id=7be5db314d75aabf69cad2c104eeb098
http://www.youtube.com/watch?v=wLnr4kG0t64
Performance del 2005 con Alito Alessi a Schio (Vi)
http://video.libero.it/app/play/index.html?id=69e483ef7ca66c262131c84fafeccd9b
http://www.youtube.com/watch?v=lAA9bDE75M8&mode=related&search=

Elettra Cecilia








