
Le emozioni hanno sede nell’amigdala. Vi si può trovare anche l’ansia da prestazione che ricade sul cognitivo.
I movimenti fisici attivano aree cerebrali. Lo schema corporeo (fisiologico) coinvolge tutto il cervello che genera l’immagine corporea ossia la percezione di sé.
La neuropsicomotricità opera sull’energia, sull’espressione creativa, sulle emozioni: bambini che hanno blocchi ad esprimersi si liberano delle emozioni negative con la neuropsicomotricità.
Per far interiorizzare uno schema corporeo integrato si fanno al bambino molte stimolazioni: visive per catturare l’attenzione; tattili perché abbia il senso del peso del corpo, consapevolezza corporea, immagine corporea e conoscenza dello schema corporeo. In tal modo si stimola, oltre la conoscenza dello schema corporeo anche la mente, corporeizzata dal pensiero in un’unità psicofisica.
Il movimento risiede nell’emisfero destro che è anche la sede dell’idea di schema corporeo, dove si acquisisce il senso dello spazio interiore. Nell’emisfero destro c’è la funzione riflessiva e si mentalizza il corpo, ma ci sono anche gli stati intimi ed emotivi che arrivano dal corpo.
La neuropsicomotricità ha evidenziato che se il bambino non è rilassato non apprende, se invece è rilassato, è in uno stato di benessere. Secondo la definizione del concetto di salute dell’OMS il benessere è la calma interiore, nello stare bene insieme agli altri.
Ci deve essere il gesto del toccare come atto volitivo per stimolare il piacere senso-motorio. Questo accade anche nel gioco corporeo e nella capacità di sentire il corpo.
La comunicazione non verbale CNV, è localizzata nell’area frontale del cervello. Ci sono delle persone che hanno una disconnessione interemisferica e quindi non sanno capire l’altro emotivamente e puntano tutto sulla logica e non sull’emozione .
E’ evidente come nella strutturazione dello schema corporeo, concorrano anche gli aspetti emotivi ed affettivo-relazionali ed è su questi aspetti che si lavora quando si fa un percorso di danza, danceability e di danzaterapia con i diversamente abili. In questo modo si attivano le aree frontali del cervello e tutte le relative funzioni con i conseguenti benefici generali. La plasticità cerebrale è coinvolta nel miglioramento del deficit. Infatti, attivando le funzioni che incidono sull’evoluzione dello schema corporeo si interviene su:
equilibrio e controllo posturale
strutturazione e controllo della lateralità dominante
educazione e controllo della respirazione
educazione al rilassamento globale ed intersegmentario
coordinazione dinamica generale ed intersegmentaria
Solo attraverso il movimento il bambino riesce gradualmente ad arricchire e ad affinare lo schema corporeo.
Come riferito negli articolo precedenti, anche il coreografo Alito Alessi nei workshop di danceabiltiy lavora sull’immaginazione del movimento prima dell’esecuzione.
Si passa così dal cognitivo al motorio; prima il movimento va attivato con il desiderio e visualizzato nella mente e poi lo si fa concretamente. Ed è lo stesso principio che si utilizza in neuro-psicomotricità perché la sfera cognitiva e la sfera corporea sono viste in un’unità da potenziare o, a volte, da recuperare, in soggetti in difficoltà e con deficit. Come evidenziano e sostengono Dario Janes, Fabio Celi e Sofia Cramerotti, per tutti noi il corpo è uno strumento di espressione e, nell’infanzia, è proprio attraverso il movimento del corpo che iniziamo a costruirci un’immagine del nostro mondo.
Di Elettra Cecilia

Elettra Cecilia








