Psiche e corpo nella danza

Articolo di Elettra Cecilia

simona atzori

Maria Fux, nella sua preziosa e ricca esperienza, ha fatto danzaterapia anche con gruppi di bambini e adolescenti non udenti. Il primo impatto con il non udente è far si che si interessi a progettare e a rendersi conto che il corpo è uno strumento di linguaggio.

Maria Fux danza insieme a loro, stimolando il canale visivo, e, usando ritmi forti, sperimenta il senso del ritmo improvvisando movimenti. “Il cammino della danza è la verità, e il corpo non inganna quando si esprime”. Quando il gruppo integrato, udenti e non udenti, lavora sui ritmi africani dove l’elemento uditivo è costituito da tamburi e canti, Fux riproduce con la voce il tamburo nell’aria, e questo lo si può fare anche con il corpo e in qualsiasi punto dello spazio. Si tratta di movimenti percussori che portano tutta la classe al riconoscimento di forme che poi si traducono in movimenti propri di percussione dove il non udente realizza ed esprime il proprio ritmo.

Di Elettra Cecilia

Lo schema corporeo e lo sviluppo affettivo relazionale: dalla neuropsicomotricità alla danceability, passando per la danzaterapia

Nell’attività della danceability, della danza e della danzaterapia molti sono i punti di contatto su cui anche la neuropsicomotricità lavora.
La neuropsicomotricità usa le neuroscienze per superare la dualità dell’essere umano mente-corpo, per ristabilire l’unità psicofisica della persona, nella diagnosi e nel trattamento. Più si lavora sul movimento e sull’asse motorio e più si recupera nell’asse cognitivo.

Il movimento del corpo è la base per l’espressione del cognitivo nell’individuo. Bisogna intervenire a livello affettivo- emozionale per far rinvenire traumi precedenti. Poi si passa alla lateralità ossia a come si muove il bambino e questo corrisponde poi allo stile cognitivo e quindi alla specializzazione emisferica oggetto di studio delle neuroscienze.

Oggi quando si lavora nella neuropsicomotricità si guarda alla relazione tra psiche e corpo, si guarda alla motricità, per accedere alla sfera emozionale, e al movimento per accedere al corpo; si guarda all’affettività per accedere al cognitivo. Si tratta di unire l’approccio neurologico a quello psicoanalitico.

La zona lobo-frontale del cervello governa le emozioni, il movimento, il problem solving, l’astrazione, l’automonitoraggio, l’inibizione di cose inadeguate, la rappresentazione mentale interna per staccarsi dall’esterno.

Quindi se la corteccia frontale è stimolata, allora queste funzioni si attiveranno bene.
La strutturazione dello schema corporeo sta alla base della neurospicomotricità. I neuroni mirror sono di base scientifica per la comunicazione non verbale e, cosa molto importante, si attivano con il movimento ed hanno proprietà sensoriali (visive ed uditive) che sono alla base di processi empatici. I neuroni mirror attivano la condivisione dello stesso stato corporeo di osservatore ed osservato e questo sta alla base del 50% della comunicazione non verbale (CNV).

Le emozioni si trovano nel corpo. Anche la muscolatura dice molto sulle emozioni. Quando ci sono problemi neurologici esistono anche problemi di relazione. Quando c’è una disfunzione nel rapporto mente-corpo e c’è una somatizzazione, e quindi uno stato di inibizione dovuto alle paure e un conseguente blocco corpo-mente, il corpo si sgancia dalla mente.

Di Elettra Cecilia

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