
La storia di Simona Atzori e la danza. Colori e forme che si creano con il movimento del corpo.
La diversabilità, soprattutto negli ultimi anni, ha creato anche in Italia una sorta di cultura, sia nel mondo scolastico che nei mass media, con esempi viventi molto belli ed emozionanti. A questo riguardo vorrei narrare la storia di Simona Atzori analizzando il rapporto tra la sua diversabilità e la danza che l’ha portata a diventare Ambasciatrice della danza nel Grande Giubileo del 2000, portando la danza in chiesa a San Pietro in Vaticano con una coreografia che è stata inserita nella Grande Enciclopedia Multimediale del Vaticano.
Ho avuto l’onore e l’emozione di conoscere Simona Atzori tramite il suo sito internet e l’ho intervistata proprio quale testimonianza vivente del potere della danza in ogni persona e anche per chi, come lei, è nata con la mancanza degli arti superiori.
Riporto integralmente la mia intervista rilasciata per il portale www.whipart.it
Hai donato a Papa Giovanni Paolo II il ritratto del Santo Padre durante l’udienza privata in Vaticano. Quali emozioni hai provato in quell’occasione?
L’incontro con il santo padre è stato il momento più emozionante della mia vita e avere avuto l’onore di donare a lui un ritratto creato da me all’età di 17 anni è qualcosa che porterò con me per sempre. La carezza che il Santo Padre mi ha dato quel giorno rappresenta per me un dono grande ed un momento straordinario che ho avuto la gioia di vivere.
Alla tua carriera di pittrice si aggiungono numerosi successi nel campo della danza che ti consentono di portare avanti le tue due grandi passioni la pittura e la danza. Come sono conciliabili per te queste due arti? Quali sono i tuoi pittori preferiti nella storia dell’arte?
Queste due mie grandi passioni sono conciliabili ed è proprio quello che da anni sto cercando di fare, ho anche portato la pittura sul palco in diversi spettacoli.
La danza e la pittura sono due forme di arte che rappresentano il mio modo di esprimere le emozioni e le sensazioni del mio animo. La ricerca di un’unione è sempre stato il centro della mia creazione artistica. La danza è un attimo, l’emozione dura il tempo dello spettacolo, poi rimangono delle immagini nella mente che ti ricordano le sensazioni meravigliose che i movimenti ti hanno regalato.
Ma come fare a fermare quell’atto magico? Quei movimenti? Quelle sensazioni? Quei colori e forme che si creano con un movimento del proprio corpo?
La pittura è il mio tramite tra le emozioni che provo quando danzo e quello che provo quando dipingo. La pittura è il mio mezzo per riuscire a fermare quegli attimi fatti di emozioni così forti che nella mia mente hanno la capacità di concretizzarsi e creare delle vere e proprie forme composte da linee e colori. Nella mia immaginazione il movimento di danza ha dei colori, delle sfumature, dove l’unione di due corpi che si muovono nello spazio creano dell’altro spazio. Amo tutta la storia dell’arte, adoro i Futuristi e i grandi Michelangelo, Leonardo e il genio di Caravaggio.
Di Elettra Cecilia

Elettra Cecilia













