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La gioia profonda del danzare

Articolo di Elettra Cecilia

danza matisse

Il mio percorso di danza con Lucia è stato strutturato in 3 moduli e quindi è stato un progetto di didattica integrata: movimento, danza, musica.
Nel primo modulo ho realizzato delle sedute di puro ascolto musicale per sviluppare le capacità mnemoniche e per esprimere emozioni con il volto e anche il corpo attraverso l’impulso musicale.

Nel secondo modulo ho proposto a Lucia una serie di esercizi corporei di base per il controllo della muscolatura del corpo, l’equilibrio, la coordinazione, l’andatura, il ritmo, la conoscenza e consapevolezza del proprio corpo- memoria. Tali esercizi avevano come base musicale dei brani molto cadenzati e ritmati al pianoforte.

Nel terzo modulo ho proposto a Lucia di svolgere degli esercizi di libera espressione e di improvvisazione emotiva e corporea. Si tratta di esercizi sulla gestualità minima e quotidiana, sul rapporto con lo spazio, sulla creatività e per la memoria.

Lucia riusciva a comprendere il significato di semplici messaggi e quindi, nello svolgere tali esercizi fisici di danza, aveva sempre l’impulso vocale della mia guida come docente di sostegno e lei eseguiva sotto i miei stimoli verbali. A volte avevo bisogno anche di guidarla fisicamente per farmi capire bene e quindi è stato un lavoro anche di contact improvisation tra me e lei in uno scambio di energia, di gesti, di movimenti che spesso facevamo insieme.

Questo lavoro è stato svolto negli anni scolastici 2000/01 e 2001/02. Ho stilato per lei relazioni finali , diari di lavoro appuntati nel registro e schede di valutazione specifiche tratte da manuali della Erickson in cui ho testimoniato, anche in sede di GLH di verifica, quanto Lucia fosse migliorata poiché rispondeva con molto profitto, migliorando la resistenza fisica, la conoscenza e la consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni. Quest’attività di danza l’ha condotta anche ad accettare e a cercare il contatto fisico ed emotivo-affettivo-relazionale con i compagni della classe durante la ricreazione e nei momenti più liberi della classe, ma anche con i docenti e i collaboratori scolastici con notevole sicurezza e serenità.

Nel secondo anno scolastico in cui le ore di danzaterapia erano passate a 6, su consiglio della neuropsichiatra infantile in sede di GLH, Lucia nello svolgere l’attività mi aveva dimostrato di iniziare a comprendere il significato del muoversi piano o veloce, avanti, indietro, destra e sinistra, fermati-riprendi negli spostamenti nello spazio. La facevo lavorare anche con gli attrezzi come il cerchio, i birilli, la corda, il tappetino in palestra dove le davo indicazioni per svolgere degli esercizi di danza di cui ho già parlato.
Nell’ora di educazione fisica, spesso si andava in piscina e Lucia sapeva nuotare stile rana e dorso. Io la accompagnavo lì in vasca e talvolta alcuni esercizi di danza li facevo fare anche in acqua, aiutata anche da alcune amiche con buoni risultati.

Nel percorso che mi ha legata a lei nella professione, e anche affettivamente e quindi nella vita, posso dire che Lucia è stata un’alunna speciale per me perché ha sempre condiviso con me la gioia profonda del danzare, la mia passione, e anche se non aveva parole, la capivo con un suo sorriso vero, o una risata di cuore, quando le davo coraggio oppure talvolta scherzosamente la rimproveravo, l’empatia tra noi c’era sempre.

Da un certo punto in poi, rafforzato il legame professionale, quando da lontano o in classe sentiva la mia voce e la riconosceva, iniziava da sola a fare dei movimenti di danza che le avevo insegnato, e poi ho provato grande gioia nel vederla danzare allegramente con alcune compagne, le più vicine, e andare alla loro festa di compleanno o di Carnevale e saper danzare con loro.

Un grande traguardo per una giovane ragazza con una situazione familiare difficilissima. Non nascondo che spesso mi sono commossa quando la vedevo ascoltare musica e danzare a modo suo, felice e sorridente e nel vederla così bene, pensando al suo grave deficit, alla sua vita che prendeva vita, colori e suoni a passo di danza tra le grigie mura della scuola fra mille ostacoli e barriere.

Di Elettra Cecilia

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